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09.04.2022 - 10:12
Aggiornamento: 10.04.2022 - 18:18

Pneumatici ‘ticinesi’ abbandonati in Italia, c’è un nome

Al centro delle indagini della Procura di Como è finito il titolare dell’azienda incaricata del loro smaltimento

di Marco Marelli
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Ti-Press
I ritrovamenti risalgono al 27 marzo e al 6 aprile

C’è un indagato nell’incredibile caso delle centinaia di pneumatici ‘ticinesi’ abbandonati nell’area protetta della riserva del Parco Pineta. È il titolare dell’azienda ticinese incaricata dello smaltimento di oltre duecento gomme che in due occasioni sono state scaricate abusivamente il 27 marzo a Lurago Marinone e il 6 aprile a Mozzate.

Le generalità dell’indagato sono contenute nell’informativa dei carabinieri forestali del Nucleo di Appiano Gentile. Un dettagliato rapporto, firmato del maresciallo Alessandro Pronesti che ha diretto gli accertamenti in collaborazione con il Centro di cooperazione di Polizia e doganale di Chiasso e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini), è stato deposito in Procura a Como, nella giornata di ieri.

I reati contestati sono essenzialmente due: gestione illecita di rifiuti non pericolosi e traffico internazionale di rifiuti. Insomma, reati ambientali che possono portare a pesanti condanne.

L‘uomo denunciato alla Procura lariana residente in Canton Ticino, dovrebbe essere di nazionalità rumena. Certamente non è né ticinese, né italiana, fanno sapere gli investigatori comaschi. Identificarlo è stato facilissimo, soprattutto dopo la scoperta che i pneumatici erano ’firmati’: etichette incollate sul battistrada degli pneumatici, con il numero di targa dell’autovettura dalle quali erano state smontate e il nome de garage che aveva effettuato il cambio delle gomme. Insomma, che hanno consentito di risalire a un gommista del Locarnese che sentito dagli investigatori svizzeri ha raccontato di aver affidato i copertoni a una ditta (con cui collabora da anni) specializzata nello smaltimento di gomme usurate.

Il motivo per cui le gomme sono state ‘smaltite’ nei boschi del Parco Pineta non è dato sapere. È quanto stanno cercando di appurare gli investigatori. Tuttavia pare che l’uomo avendo il capannone pieno di pneumatici usati non trovando in Ticino un luogo dove portarli, ha pensato (male) di trasferirli in un’area protetta.

Oltre a dover fare i conti con la giustizia, sarà anche chiamato a pagare una salatissima fattura: i costi che i comuni di Lurago Marinone e Mozzate dovranno sostenere per portar via i pneumatici. Lo ha fatto sapere Luigi Berlusconi, sindaco di Lurago Marinone: «Prima di avviare la procedura di smaltimento delle gomme, attendiamo l’esito dell’inchiesta della magistratura comasca».

C‘è dunque il rischio che i pneumatici usati, pari a 10 metri cubi, nel Parco Pineta, possano rimanere per alcuni mesi, anche se rappresentano un degrado ambientale che suscita allarme e preoccupazioni per i residenti e tutti coloro che frequentano la riserva protetta, conosciuto a livello nazionale, in quanto al suo interno si trova ’La Pinetina’, sede gli allenamenti dell’Inter.

Infine da dire che i carabinieri ‘verdi’ di Appiano Gentile sono dell’avviso che i furgoni carichi di pneumatici sono passati da uno dei valichi minori comaschi-ticinesi.

Per quanto è dato sapere i copertoni incriminati dovrebbero essere passati dal valico del Gaggiolo. Accertamenti sono in corso con le direzioni provinciali delle dogane di Como e di Varese. I carabinieri sono dell’avviso che a compiere lo scempio siano state più persone.

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