07.03.2022 - 15:00
Aggiornamento: 17:52

La ‘nursery’ per il pesce persico, come da antica tradizione

I pescatori dell’Alto Verbano hanno ricreato una legnaia fra Maccagno con Pino e Veddasca per facilitare la deposizione delle uova

di Marco Marelli
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Il persico, una specie pregiata

Con un antico rito per preservare una delle specie pregiate del Lago Maggiore, ieri i volontari dell’Asd Pescatori Alto Verbano hanno posato fascine; una sorta di "nursery" per gli avannotti di pesce persico (Perca fluviatilis).

I volontari hanno ricreato una legnaia poco distante dalla costiera antistante Maccagno con Pino e Veddasca, presso il pontile galleggiante in zona "Pesat", ad una manciata di chilometri dal confine. «È un intervento che riprende una pratica ormai dimenticata», hanno commentato pescatori e appassionati che fanno riferimento all’incubatoio ittico La Madonnina. «È un’antica tradizione lacustre, importantissima per preservare una specie ittica dal grande valore commerciale». Un tempo, i pescatori professionisti si riunivano tra gennaio e aprile per calare dalle loro barche delle fascine di ontano (in dialetto "cuvré") a circa 8-10 metri di profondità. Un’attività che aveva il fine di salvaguardare il pesce persico reale, che assicurava loro un buon reddito.

Oggi, come allora, questa pratica facilita l’arduo compito delle femmine di persico nel trovare un luogo sicuro per deporre le uova. Dopo la loro schiusa (2-3 settimane) le fascine fungono anche da rifugio per agli avannotti minacciati da pesci predatori e uccelli ittiofagi. La posa delle fascine è avvenuta in collaborazione con "La Pinta", associazione volontaria della provincia di Verbano Cusio Ossola che si dedica a questa attività, da loro ribattezzata "incubatoio naturale". Il tutto è regolamentato dalla disciplina della Commissione italo-elvetica che ha in gestione le acque del Lago Maggiore.

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