18.08.2021 - 15:31
Aggiornamento: 18:01

Nel Comasco sale il numero di sanitari no vax sospesi

Il fenomeno oltre ai medici interessa anche gli infermieri. Una situazione che appesantisce il problema di carenza di personale

di Marco Marellli
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(Ti-Press)

Sono saliti a quarantacinque gli infermieri comaschi no vax sospesi per non essersi vaccinati.  Se nei giorni scorsi erano stati sospesi 14 medici, rispetto ai 18 che inizialmente sembravano a rischio, ora il provvedimento è stato esteso agli infermieri, il cui numero è quindi cresciuto. Si tratta di professionisti residenti in provincia di Como, per cui iscritti all'Ordine comasco, ma che potrebbero lavorare anche in strutture di altre province o oltreconfine, come ad esempio in Ticino (ma non c'è un dato certo). ''Stiamo applicando la legge - ha commentato Dario Cremonesi, presidente dell'Ordine degli infermieri della provincia di Como -. Francamente avrei preferito non dover sospendere nessun collega. Ma non si può disattendere dall'obbligo della vaccinazione, soprattutto per noi che siamo a contatto con persone fragili''.

Sul versante degli infermieri si assiste a un altro importante problema che va ad aggiungersi alle sospensioni: la carenza di personale sanitario nelle case di riposo per anziani. Una carenza diffusa sull'intero territorio provinciale e dovuta anche alla fatto che con l'emergenza Coronavirus si è assistito a un esodo di operatori verso gli ospedali, dove gli stipendi sono migliori. Stando all'associazione delle Rsa lariana a breve termine non c'è prospettiva di cambiare tendenza, con il rischio che molte strutture non saranno più in grado di rispettare gli standard richiesti.

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