Un inviato cinese dovrebbe recarsi in Cambogia mentre l'Asean chiede un cessate il fuoco e l'Ue cerca di interrompere l'escalation
La Cina si muove per evitare che il conflitto sulla contesa dei territori lungo il confine tra Cambogia e Thailandia si inasprisca: con gli sforzi diplomatici in aumento dopo il tentativo fallito del presidente americano Donald Trump, un inviato speciale del ministero degli Esteri cinese dovrebbe recarsi in Cambogia per mediare una soluzione.
"In qualità di stretto vicino e amico di Cambogia e Thailandia, la Cina sta monitorando attentamente l'attuale conflitto di confine tra i due Paesi e si sta muovendo tra le due parti per promuovere la pace. A modo suo, la Cina sta lavorando attivamente per la de-escalation", ha riferito il ministero in un post su X.
Pechino era già intervenuta a luglio durante i precedenti scontri tra i due regni del sudest asiatico, chiusi con la mediazione di successo rivendicata da Trump. Questa volta il tycoon ha riferito venerdì che i leader di Thailandia e Cambogia avevano concordato una tregua dopo una sua telefonata, ma Bangkok aveva smentito l'ipotesi, tanto che i combattimenti sono nel frattempo arrivati al dodicesimo giorno. Il premier malese Anwar Ibrahim, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell'Asean (l'Associazione delle nazioni del sudest asiatico), ha chiesto mercoledì sera un "cessate il fuoco immediato", mentre lunedì è in programma una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dell'Asean.
L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, ha dichiarato mercoledì di aver parlato con i suoi omologhi thailandese e cambogiano per cercare di "interrompere il ciclo di escalation". "Non possiamo permettere che il conflitto tra Thailandia e Cambogia peggiori ulteriormente", ha aggiunto Kallas su X.