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24.01.2021 - 09:320
Aggiornamento : 10:53

Verbania, cellule staminali finite in Polonia

Prelevate dal sangue cordonale ombelicale per volere di alcune famiglie della cittadina lacustre, erano passate anche da una banca asconese. Inchiesta chiusa

Sono finite in Polonia le cellule staminali, prelevate dai cordoni ombelicali dei figli al momento del parto, che un gruppo di famiglie verbanesi aveva scelto di far conservare presso la banca privata ''Genico Sa''  con sede ad Ascona. È quanto emerso dall'indagine dei carabinieri di Verbania, coordinate dalla locale Procura che nel fine settimana ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per appropriazione indebita. Inchiesta iniziata nel novembre 2019 a seguito di un esposto-denuncia delle famiglie verbanesi che si erano rivolte alla giustizia perchè, a seguito del fallimento della ''Cryo-Save'' di Ginevra, una delle maggiori banche private per la conservazione di cellule staminali cordonali, non sapevano dove fossero finiti le cellule staminali che avevano affidato alla banca di Ascona.

Da Ascona a Ginevra, per poi finire a Varsavia

Gli accertamenti dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Verbania hanno consentito di chiarire che i campioni prelevati dalla ''Genico Sa'' erano stati depositati presso i laboratori della Cryo-Save'' che prima del fallimento dell'agosto 2019 li aveva ceduti al gruppo Famicord-PBMK di Varsavia che, stando alle notizie fornite dai comandante provinciale dei carabinieri di Verbania, tenente Colonnello Alberto Cicognani, li sta esaminando per formalizzare la loro integrità e poi comunicarle alle famiglie verbanesi. Alla luce degli accertamenti il pm Nicola Mezzina ha quindi chiesto l'archiviazione dell'inchiesta. Il fallimento, nell'agosto di due anni fa, della ''Cryo-Save'', aveva aperto una voragine: 350 mila le famiglie convolte in 40 paesi, una denuncia da parte dell'Ufficio federale della sanità pubblica, una indagine avviata da Swissmedic e una inchiesta della procura di Ginevra nei confronti del Ceo dell'azienda, a cui si imputava una mezza dozzina di reati contro la Legge federale sui trapianti e contro il patrimonio.   M.M.



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