Economia

Salari da fame e violazioni nella filiera del marchio On secondo Public Eye

Il report segnala paghe al minimo legale in Indonesia, licenziamenti sindacali e molestie; On sospende ordini da Yihong e avvia un'indagine indipendente

18 giugno 2026
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Condizioni di lavoro precarie e salari al limite della sussistenza: è quanto emerge da un rapporto di Public Eye sui sub-fornitori del noto marchio di scarpe svizzero On. L'impresa afferma di prendere molto seriamente la questione.

L'organizzazione non governativa ha puntato i riflettori sulla fabbrica Yihong, un sub-fornitore del partner diretto Long Rich sull'isola di Giava, dove molti dipendenti guadagnano appena 2,9 milioni di rupie (circa 130 franchi) al mese, il salario minimo legale ma insufficiente per vivere.

Il rapporto denuncia anche violazioni dell'orario di lavoro, contratti mancanti, licenziamenti illegittimi e episodi di molestie. In particolare, un conflitto sindacale avrebbe portato al licenziamento di 112 membri del sindacato, 64 dei quali sono stati poi riassunti dopo le pressioni dei marchi committenti.

On ha reagito con fermezza, definendo le condizioni "in chiaro contrasto" con i propri valori e il codice di condotta. L'azienda ha annunciato un'indagine indipendente e la sospensione immediata di tutti i nuovi ordini presso Yihong fino alla risoluzione delle irregolarità. "Prendiamo la questione molto seriamente", ha indicato un portavoce all'agenzia Awp, confermando la riassunzione dei lavoratori e l'impegno della fabbrica a rimborsare gran parte degli stipendi arretrati.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni