Economia

Ikea inaugura un nuovo store nel cuore di Londra

Apertura in Oxford Street per il colosso svedese, sfida alla crisi del retail con una strategia urbana innovativa

1 maggio 2025
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Folla delle grandi occasioni e kermesse in pompa magna oggi a Londra, in una giornata prematuramente estiva, per l'apertura di una sede di Ikea nel cuore della cittadella dello shopping e del turismo della capitale britannica: lungo Oxford Street.

Una sfida per il colosso commerciale svedese sul fronte dell'affiancamento ai tradizionali ipermercati periferici di qualche flag store collocato simbolicamente nel pieno dei centri urbani di alcune metropoli: come fatto finora (oltre che a Stoccolma) a Tokyo, Parigi o Vienna. Una nuova strategia di "avvicinamento" che sta producendo frutti, ha assicurato Tolga Oncu, Retail Operations Manager di Ingka Group, la holding che controlla il grosso dei punti vendita a marchio Ikea in giro per il mondo e circa il 90% del fatturato della società fondata nel 1943 dal controverso miliardario Ingvar Kamprad.

La sede londinese, come ogni store cittadino, permetterà ai clienti di acquistare e ritirare in loco circa 3500 prodotti, ma non i mobili più ingombranti che potranno essere solo ordinati per essere recapitati a domicilio. Il suo spazio è 'limitato' infatti a 4.600 metri quadrati, ospitati nell'edificio rilevato nel 2021 da Topshop, gigante dell'abbigliamento low cost d'oltre Manica, per 321 milioni di sterline.

L'apertura odierna si compie in controtendenza con la crisi che ha investito in questi ultimi anni - sull'isola come altrove nel mondo - altri brand della grande distribuzione, colpiti dal costo degli immobili e dalla concorrenza dello shopping online ancor prima che dalle turbolenze del dopo Brexit sul commercio; in uno scenario su cui si sono poi abbattuti anche i contraccolpi lasciati in eredità dalla pandemia di Covid

Il Regno Unito resta il quarto mercato attuale per Ikea dopo Germania, Usa e Francia nell'ordine, ha ricordato oggi Oncu, presente all'evento londinese, sottolineando come "la Brexit non abbia cambiato in fin dei conti le cose" per il gruppo svedese rispetto alle conseguenze temute. E dicendosi semmai preoccupato per gli effetti dei dazi Usa di Donald Trump laddove dovessero evolvere in un'autentica guerra commerciale globale.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni