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Keystone
12.12.2021 - 16:140
Aggiornamento : 16:39

Vertenza fiscale Ubs, è attesa per domani la sentenza francese

La banca è stata condannata in prima istanza a versare un totale, tra multa e risarcimenti, di quasi 5 miliardi di franchi

Zurigo – Dopo il rinvio di fine settembre, è atteso per domani, lunedì 13 dicembre, a Parigi il verdetto della Corte d’appello sul contenzioso fiscale tra Ubs e la giustizia francese. La banca è stata multata in prima istanza per la cifra record di 3,7 miliardi di euro nel febbraio 2019 per aver aiutato facoltosi clienti francesi a evadere il fisco.

Assieme alla multa era stato deciso un risarcimento di 800 milioni di euro, ciò che porta il totale da versare per Ubs a 4,5 miliardi di euro (circa 5 miliardi di franchi). Il tribunale penale di Parigi aveva così pronunciato la pena più pesante mai inflitta dalla giustizia francese in un caso di evasione fiscale.

Ubs era stata ritenuta colpevole di essere andata a caccia di clienti in Francia, fra il 2004 e il 2012, per convincerli ad aprire conti in Svizzera non dichiarati alle autorità tributarie. Gli inquirenti avevano stimato che gli averi celati al fisco ammontassero ad almeno 10 miliardi di euro. Legalmente Ubs è stata ritenuta colpevole di fornitura illecita di servizi finanziari a domicilio (‘démarchage’) e di riciclaggio aggravato del provento di frode fiscale.

Ubs aveva presentato ricorso contro la sentenza e i suoi avvocati chiedono l’assoluzione della banca. Secondo la difesa, nessun atto di propaganda è stato stabilito e non c’è “la minima prova” che gli imputati abbiano violato le regole in vigore all’epoca dei fatti.

In appello, la Procura ha chiesto “almeno” due miliardi di euro di multa. L’accusa ha anche auspicato la conferma della multa di 15 milioni di euro per Ubs France, perseguita per complicità, così come pene detentive sospese, multe per cinque ex dirigenti e la condanna di un sesto.

La riduzione della multa si rifà a una sentenza del settembre 2019 della Corte di Cassazione di Parigi. All’epoca, i giudici avevano ritenuto che le sanzioni finanziarie dovessero essere calcolate sulla base delle tasse effettivamente evase e non sulla base degli importi nascosti al fisco.

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