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Economia
21.07.2020 - 16:340

Crollo dell'export elvetico nel secondo trimestre

La crisi del coronavirus provoca una contrazione dell'11,5%

Sulla scia della crisi del coronavirus il commercio estero svizzero ha subito una contrazione record nel secondo trimestre dell'anno: rispetto ai primi tre mesi le esportazioni sono calate dell'11,5%, mentre le importazioni si sono contratte del 16,0%.

La flessione è dovuta all'impatto della pandemia sul mese di aprile, spiega l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un comunicato odierno. In maggio e giugno si è registrata invece una ripresa. Il trimestre in rassegna si chiude con un'eccedenza record di 9,6 miliardi di franchi.

L'export è sceso a 50,1 miliardi di franchi, segnando il valore più basso dall'ultimo trimestre del 2016, con le vendite di orologi in caduta libera: -52%. Il comparto degli strumenti di precisione segna -18%, quello delle macchine e dell'elettronica -13%, mentre il segmento più importante, quello chimico-farmaceutico, contiene il calo al 3,8%.

Da parte loro le importazioni sono diminuite a 40,5 miliardi: in questo segmento va segnalato come l'Europa (-18%) presenti il quinto trimestre consecutivo in flessione, con punte del -40% per la Francia. Riguardo ai continenti il flusso di merci si è contratto però ancora di più con il Nordamerica (-23%), mentre in relazione all'Asia la flessione è contenuta (-4%). A livello di singoli prodotti l'AFD sottolinea che per ritrovare valori così bassi nell'import di automobili occorre risalire al 1988.

Per quanto concerne il solo mese di giugno, le forniture all'estero sono tornate a salire, progredendo - al netto degli effetti stagionali - del 6,9% in comparazione a maggio e raggiungendo 17,5 miliardi. In termini reali (cioè tenuto conto di una correzione per l'evoluzione dei prezzi) l'aumento è del 7,9%. Anche l'import è salito, rispettivamente del 7,3% (nominale) e del 5,5% (reale) a 14,7 miliardi. Il sesto mese dell'anno si chiude pertanto con un'eccedenza di 2,8 miliardi

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