(Keystone)
Economia
08.04.2019 - 18:080

Stipendi d'oro, battaglia al Credit Suisse

La fondazione Ethos e i consulenti di Glass Lewis voteranno contro i bonus d'oro in assemblea

Si annuncia battaglia sugli aumenti dei bonus per i top manager di Credit Suisse: la fondazione Ethos ha annunciato che nell'assemblea degli azionisti voterà contro il rapporto sulle remunerazioni e lo stesso invita a fare anche la società di consulenza Glass Lewis, mentre un'altra agenzia, la Iss, pur esprimendo riserve si schiera con la dirigenza.

La banca vuole versare gratifiche per 64 milioni di franchi ai 12 membri della direzione, il 56% in più del 2017. Secondo l'istituto la pioggia di milioni, di cui beneficerà in particolare il Ceo Tidjane Thiam, si giustifica con il fatto che la dirigenza ha concluso con successo il piano di ristrutturazione triennale deciso nel 2015. Inoltre la società ha conseguito nel 2018 il suo primo utile dal 2014.

Secondo Ethos invece i forti ritocchi dei bonus non si giustificano sulla base dei risultati conseguiti. La fondazione di investimento ginevrina attenta ai principi dell'etica e del buon governo di impresa raccomanda quindi agli azionisti di respingere i cinque punti all'ordine del giorno il 26 aprile che hanno a che fare con le retribuzioni.

Quattro i motivi addotti. Innanzitutto alla fine di dicembre la capitalizzazione di borsa di Credit Suisse ammontava a 27,6 miliardi di franchi, con un calo di quasi il 40% rispetto all'anno precedente e uno dei livelli più bassi dal 2004. Secondo, il rendimento delle azioni dell'istituto si è rivelato tra i più bassi tra le principali banche internazionali, sia nel 2018 che nel 2016-2018. Il rendimento dei fondi propri tra il 2016 e il 2018 è stato pari a -40%, mentre il rendimento medio dei fondi propri delle 19 banche prese in considerazione in un gruppo di riferimento è stato pari a -8%.

Terzo, i bonus complessivi del Ceo e degli altri membri della direzione sono aumentati in media rispettivamente del 49% e del 58%. Per contro, la retribuzione variabile complessiva di tutti i dipendenti è rimasta stabile a 3,2 miliardi di franchi. Le 1000 persone meglio retribuite ("key risk taker") si spartiscono quasi il 30% dei bonus annuali, mentre rappresentano solo il 2,4% dei dipendenti. Quarto, la remunerazione del presidente del consiglio d'amministrazione Urs Rohner ammonta a 4,7 milioni ed è quindi quasi al doppio del compenso medio dei presidenti delle 20 società incluse nello Swiss Market Index, l'indice principale della borsa svizzera.

Anche Glass Lewis, società californiana che figura fra le maggiori agenzie di consulenza al mondo per azionisti, esprime parere negativo. Alcuni dati finanziari del 2018 si sono rivelati peggiori di quelli presentati da banche dello stesso tipo e in borsa il titolo Credit Suisse si è mosso in modo peggiore del mercato, affermano gli specialisti di Glass Lewis in una presa di posizione di cui riferisce oggi la Reuters.

Credit Suisse incassa invece il via libera di Institutional Shareholder Services (ISS). In un rapporto pubblicato oggi l'agenzia statunitense non manca di esprimere perplessità riguardo a diversi aspetti delle retribuzioni: ciò nonostante dà il suo ok, considerando fra l'altro che le componenti fisse degli stipendi sono rimaste uguali.

La posizione di ISS è interessante proprio perché si smarca da quella di Glass Lewis e di Ethos: tutte e tre queste entità avevano infatti partecipato, nel 2017, alla ribellione degli azionisti che aveva portato a uno storico schiaffo alla dirigenza, con il 40% degli azionisti che si era opposto alla politica della banca contraddistinta da bonus miliardari a fronte di perdite abissali. L'anno scorso la percentuale di approvazione era salita a circa l'80%, ma solo perché il presidente della direzione Tidjane Thiam aveva rinunciato a una parte del compenso.

Stando agli ultimi rapporti d'esercizio pubblicati in questi mesi, Thiam è il secondo manager meglio pagato in Svizzera (delle società di cui sono noti i compensi, vale a dire di tutte quelle quotate) dopo il "cugino" di UBS Sergio Ermotti. Al dirigente di origine franco-ivoriana sono stati assegnati 12,7 milioni di franchi (+31% in un anno), cioè l'equivalente di quanto uno svizzero medio guadagna in 163 anni e un ticinese in 190 anni.

 

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