Keystone
Economia
28.03.2019 - 15:070

Accordo quadro con la Ue, banchieri favorevoli

L'Associazione svizzera dei banchieri si unisce, con il suo sostegno, a Economiesuisse, la Federazione delle imprese svizzere

L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) e Commercio Svizzera hanno annunciato oggi il loro sostegno alla conclusione dell'accordo quadro istituzionale con l'Unione europea. Nello stesso senso si è già espressa a gennaio Economiesuisse, la Federazione delle imprese svizzere.

Le banche svizzere dipendono dall'accesso al mercato europeo, afferma l'ASB in un comunicato. Questo accordo - afferma il presidente del suo consiglio di amministrazione Herbert Scheidt, citato nella nota - "riveste una grande importanza e comporta vantaggi innegabili" per la Svizzera e la sua piazza finanziaria.

"I processi chiaramente definiti - aggiunge - rafforzano la sicurezza giuridica per entrambe le parti" e per le banche l'accordo istituzionale "crea le condizioni necessarie al mantenimento e al miglioramento dell'accesso al mercato".

Questo - sostiene - è "d'importanza capitale per la Svizzera" in quanto leader mondiale della gestione patrimoniale transfrontaliera, poiché una parte considerevole degli attivi in gestione - circa 1000 miliardi - provengono da clienti domiciliati nell'UE. Circa 20'000 dipendenti bancari lavorano direttamente in questo settore, che genera imposte stimate a 1,5 miliardi di franchi all'anno, fa notare ancora l'associazione.

L'ASB ammette tuttavia che "anche dal punto di vista del settore bancario alcuni punti rimangono tuttora aperti e dovranno essere chiariti al momento della firma". Esorta dunque - come già Economiesuisse - il Consiglio federale a prendere posizione al riguardo sulla base dei risultati della consultazione che ha avviato.

Nello stesso senso si esprime Commercio Svizzera, che secondo il suo sito web raggruppa oltre 30 associazioni del ramo per un totale di 3800 imprese con 680'000 salariati. "L'accordo presentato è positivo per la Svizzera e porta parecchi vantaggi", ha dichiarato oggi in una conferenza stampa a Zurigo il suo direttore Kaspar Engeli.

A suo avviso, le remore legate alla protezione salariale non sono un motivo per rimettere in gioco i rapporti commerciali con l'Ue. Egli si è detto convinto che "col tempo" questioni come questa si potranno risolvere. Se l'accordo non dovesse essere raggiunto - ha detto - saranno in pericolo anche gli accordi bilaterali.

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