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19.10.2018 - 20:070
Aggiornamento : 20:34

Cassis: 'L'accordo con l'Ue è una questione di volontà'

Appena conclusa l'assemblea generale della Camera di commercio, giunta all'edizione numero 101. Presente anche il consigliere federale ticinese

La Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Canton Ticino (Cc-Ti) ha tenuto oggi al Palacinema di Locarno la sua 101esima Assemblea generale ordinaria alla presenza di circa 400 partecipanti tra imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria, autorità federali, cantonali e comunali.

Relazioni con l’Europa e apertura

Durante i lavori assembleari appena conclusi è intervenuto anche il Consigliere federale Ignazio Cassis, sollecitato su temi di attualità dal Direttore della Cc-Ti, Luca Albertoni. Il capo del DFAE ha confermato la necessità dell’apertura e del dialogo costruttivo quale atout per la difesa degli interessi svizzeri sia a livello nazionale che internazionale, in un contesto spesso complesso e intricato. È stato tematizzato anche lo stato dei lavori di un possibile accordo-quadro fra Svizzera e Unione europea, definito da Cassis come una vera e propria altalena. "Tutti i giorni c'è la percezione di poter raggiungere un accordo ma tale accordo sfugge". Come noto i rapporti tra Berna e Bruxelles non sono idilliaci ma Cassis è ottimista: "È solo una questione di volontà. Dire no all'accordo quadro istituzionale costa, ma anche dire sì ha un prezzo. Ma l'incertezza giuridica creerebbe danni maggiori per i prossimi anni". Sul piano più personale, Ignazio Cassis ha parlato del suo primo anno in Consiglio federale, sottolineando la passione e anche la sua personalità latina che da quando è entrato nel governo federale è stata compresa anche dai suoi colleghi.

Equilibrio per la tutela della libertà imprenditoriale

Il presidente Cc-Ti, Glauco Martinetti, ha aperto il suo discorso ricordando i valori tipicamente svizzeri in cui la Cc-Ti crede fermamente e su cui si basa nella sua attività a sostegno delle aziende. "Un tessuto economico ticinese che, nel corso del tempo, ha saputo evolvere ed innovare in modo dinamico, restando competitivo nonostante l’accresciuta concorrenza e le numerose pressioni internazionali, a testimonianza di un sistema solido e funzionante – comunica la Cc-Ti in un comunicato odierno –. Caposaldo imprescindibile di quest’ultimo è la libertà economica - sancita dall’art. 27 della Costituzione - che, insieme ad altri diritti come quelli del rispetto della proprietà privata e del principio di legalità, permette di garantire la stabilità di un sistema che crea ricchezza e prosperità per la società".

"Il contesto di iper-regolamentazione e burocratizzazione, così come le minacce alla certezza del diritto e l’insorgere di pratiche eccessivamente protezionistiche costituiscono però fonti di preoccupazione perché non servono alla legittima difesa dei diritti svizzeri e nuocciono al sistema liberale e alla facilità di fare impresa, elementi caratteristici del successo elvetico. È quindi necessario stabilire un migliore equilibrio nel contesto di regole e controlli, affinché questi siano efficaci senza ostacolare inutilmente l’attività imprenditoriale. Dialogo, serietà, apertura e una visione collaborativa e costruttiva sono elementi in cui la Cc-Ti ha sempre creduto ed è con questo spirito aperto e propositivo con cui intende affrontare il futuro per rafforzare il tessuto economico ticinese e affrontare in modo costruttivo ed effettivo i problemi posti dalle numerose e rapide trasformazioni della realtà socio-economica cantonale".

Dialogo e collaborazione per affrontare le sfide future

Sull’importanza del lavoro di squadra, del dialogo e della collaborazione tra istituzioni, associazioni economiche e partner sociali, si è concentrato anche il consigliere di Stato Christian Vitta. Il direttore del Dipartimento della finanze e dell’economia (Dfe) ha sottolineato l’importanza di intensificare questa collaborazione per consolidare delle condizioni quadro favorevoli alla crescita e all’innovazione. Vitta si è inoltre soffermato su alcune delle sfide future che il Cantone Ticino dovrà affrontare: dal mercato del lavoro alla digitalizzazione, dalla fiscalità alla politica dell’innovazione, al rafforzamento delle relazioni economiche con il Nord delle Alpi.

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