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Ultimo aggiornamento: 16.10.2019 09:07
Carlo Reguzzi
Economia
28.10.2016 - 09:520
Aggiornamento : 11.12.2017 - 18:16

Pil ticinese decolla oltre la media nel 2014, mentre il barometro Kof segna bel tempo per l'economia elvetica nell'immediato futuro

Più 2,6% nel 2014 rispetto all'anno precedente. I Pil ticinese è cresciuto ben sopra la media nazionale, che a fine anno si attestava al 2%. A rivelarlo è un'analisi dell'Ufficio federale di statistica pubblicata oggi.

Motori dell'evoluzione positiva a livello nazionale, si legge nel comunicato stampa, "sono stati il commercio estero e, in misura minore, gli investimenti. Sul fronte della produzione, hanno contribuito alla crescita il settore dei servizi, in particolare il commercio all'ingrosso, nonché alcune industrie esportatrici. Il settore finanziario (banche e assicurazioni), invece, dopo il forte incremento del 2013, ha subito un rallentamento".

La crescita a sud delle Alpi sarebbe da "attribuire al settore dei servizi non finanziari e del commercio".

A livello cantonale gli incrementi maggiori si sono registrati in Appenzello Interno (3,7%), nel Giura (3,4%) e a Basilea-Campagna (3,3%).

A livello di cifre assolute, Zurigo è il Cantone che nel 2014 ha contribuito maggiormente alla crescita nazionale. La prima piazza finanziaria svizzera si rivela la locomotiva elvetica per eccellenza, con un prodotto interno lordo che nel 2014 si è assestato 138 miliardi di franchi, oltre un quinto di quello elvetico (643 miliardi). Il Ticino, a fine 2014, faceva registrare un Pil di 28 miliardi.

Prospettive favorevoli per l'economia nazionale

Intanto il barometro del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (Kof): preannuncia un'evoluzione favorevole per l'economia in Svizzera: in ottobre il barometro si è attestato a 104,7 punti, 3,1 punti in più di settembre (indicatore rivisto da 101,3 a 101,6). L’economia della Confederazione dovrebbe quindi nell’immediato futuro prendere slancio: gli impulsi più forti arrivano questa volta dal settore alberghiero e dall’industria di trasformazione. Solo il ramo della finanza fornisce indicazioni negative.

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