Spettacoli

Chi è di scena al Teatro Sociale tra Wilde, Shakespeare e Massini

spettacoli in abbonamento più uno fuori abbonamento, da ottobre 2026 a maggio 2027, con Ambra Angiolini, Lodo Guenzi e il Putin di Stefano Massini

Romeo e Giulietta
17 luglio 2026
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Sette proposte tra classici e testi contemporanei per leggere il nostro presente, tra identità digitale, potere, famiglia, lavoro e guerra. I sei spettacoli della rassegna ‘Chi è di scena’ del Teatro Sociale di Bellinzona, ai quali se ne aggiunge uno fuori abbonamento, sono stati annunciati nei giorni scorsi e spaziano da William Shakespeare e Oscar Wilde a Vladimir Putin.

I sei più uno spettacoli, in programma da ottobre 2026 a maggio 2027, vedranno sul palco del Sociale Ambra Angiolini, Ivana Monti, Lodo Guenzi, Federica Luna Vincenti e, in chiusura, l'atteso ritorno di Stefano Massini.

Sette storie per capire il presente

Ad aprire la stagione, martedì 10 e mercoledì 11 novembre, sarà ‘Il ritratto di Dorian Gray’ di Oscar Wilde, per la regia e drammaturgia di Giancarlo Nicoletti, con Federica Luna Vincenti, Alessio Vassallo e un cast di sette interpreti. L'adattamento trasporta il mito ottocentesco della bellezza eterna nel presente dei social e degli schermi, dove l'immagine di sé non è più dipinta a olio ma scorre ininterrotta online.

Martedì 22 e mercoledì 23 dicembre tocca a ‘La reginetta di Leenane’ di Martin McDonagh, con Ambra Angiolini e Ivana Monti, per la regia di Raphael Tobia Vogel. Lo spettacolo, già andato in scena con successo al Teatro Franco Parenti di Milano, racconta il rapporto tossico tra Maureen, una donna di quarant'anni ancora prigioniera della propria vita, e la madre Mag, anziana e manipolatrice. McDonagh, maestro del grottesco e della commedia nera, costruisce un duello tra vittima e carnefice in cui i ruoli si scambiano di continuo, senza che nessuna delle due appaia davvero innocente. Ambientata in un remoto villaggio della contea di Galway, la pièce racconta una dipendenza affettiva che sconfina nella prigionia reciproca, in un isolamento, fisico e psicologico, da cui nessuna delle due donne sembra in grado di uscire.

Venerdì 15 e sabato 16 gennaio è la volta di ‘Morte accidentale di un anarchico’ di Dario Fo e Franca Rame, con la regia di Giorgio Gallione. Protagonista è Lodo Guenzi, cantante della band Lo Stato Sociale, nei panni del Matto, moderno giullare al centro di una farsa tragica costruita su documenti autentici e verbali processuali. Fo parte dalla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato nel 1969 dal quarto piano della Questura di Milano durante un interrogatorio legato alla strage di Piazza Fontana, per costruire con il suo stile un grottesco atto d'accusa.

Venerdì 5 e sabato 6 marzo va in scena ‘Le Dieu du Carnage’ di Yasmina Reza, con Antonio Zavatteri che firma anche la regia. Un litigio tra ragazzi diventa il pretesto per un incontro tra genitori che dovrebbe concludersi con una riconciliazione, ma finisce per far esplodere tensioni e conflitti latenti sotto la superficie educata dei sorrisi di circostanza. È il testo che Roman Polanski ha portato al cinema con ‘Carnage’.

Martedì 13 e mercoledì 14 aprile tocca a ‘Romeo e Giulietta’ di William Shakespeare, nell'adattamento e regia di Paolo Valerio. Il regista sposta l'ambientazione nella guerra dei Balcani, richiamando la vicenda reale di Admira Ismić e Boško Brkić – i “Romeo e Giulietta di Sarajevo”, fidanzati di etnie diverse uccisi da un cecchino mentre tentavano la fuga – per raccontare l'odio tra famiglie e l'inutilità della guerra a trent'anni di distanza da quel conflitto.

A chiudere la stagione, martedì 4 e mercoledì 5 maggio, sarà ‘Lo Zar’ di e con Stefano Massini, dedicato alla figura di Vladimir Putin. È il secondo capitolo di una trilogia sul potere che l'autore ha avviato con ‘Donald’, su Donald Trump, e che proseguirà con un testo su Xi Jinping. Partendo dall'unica autobiografia pubblica di Putin, raccontata nel 2000 in vista delle elezioni presidenziali, Massini ricostruisce l'ascesa di un ragazzo di strada fino al vertice del Cremlino, sullo sfondo del crollo dell'Unione Sovietica. Lo spettacolo arriva dopo la versione televisiva che nella primavera 2026 ha visto lo stesso Massini interpretare Putin in prima serata. Il testo, pubblicato da Einaudi e in corso di traduzione in diciotto lingue, approda a Bellinzona dopo una tournée nei principali teatri italiani, portando sul palco un racconto che intreccia la biografia ufficiale del leader russo a discorsi pubblici e ricostruzioni storiche sulle zone più oscure della sua ascesa.

Il ritorno di ‘Monteforno’

Prima dell'avvio della rassegna, e fuori abbonamento, ritorna a grande richiesta uno degli spettacoli della scorsa stagione, quel ‘Monteforno’ di Sara Rossi Guidicelli che, con la regia di Laura Curino, il 21, 22 e 23 ottobre racconterà nuovamente la storia di sogni e speranze dell'acciaieria di Bodio.

Da subito è possibile rinnovare l'abbonamento alla rassegna o sottoscriverne uno nuovo presso l'Infopoint Bellinzona. La prevendita dei biglietti singoli aprirà invece a settembre.

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