In occasione della Giornata della donna, debutta al Lac ‘Prima facie’ di Suzie Miller nell'allestimento della Compagnia Finzi Pasca

Tessa è una affermata avvocata penalista, un successo raggiunto nonostante le origini umili. Tessa difende chiunque – anche uomini accusati di violenza sessuale. Perché “come un tassista, devo prendere quello che arriva”. E fare di tutto per difendere i propri clienti. Almeno finché Tessa non si ritrova dall’altra parte: subisce una violenza da un collega e si ritrova in tribunale non più come avvocata della difesa, ma come vittima. Il tribunale che conosceva così bene diventa improvvisamente un luogo estraneo, ostile, incapace di ascoltarla.
Dal suo debutto nel 2019 allo Stables Theatre di Sydney, ‘Prima Facie’ della drammaturga e avvocata australiana Suzie Miller ha girato il mondo, con produzioni e adattamenti dal Brasile all'Islanda, vincendo numerosi premi. Segno, prima di tutto, della forza di quel testo, della bravura delle interpreti che hanno dato voce e corpo alla protagonista Tessa, ma anche dell'urgenza del tema: la violenza sulle donne, l'incapacità della società di ascoltare, prima ancora che di proteggere.
Ad allestire in italiano ‘Prima Facie’ è la Compagnia Finzi Pasca che, dopo un'anteprima a Lugano per un pubblico limitato e il debutto al Teatro Sala Umberto di Roma il 1° ottobre 2025, porta lo spettacolo al Lac dal 6 all'8 marzo, per la Giornata della Donna.
L'impegnativo ruolo della protagonista è affidato a Melissa Vettore. Attrice italo-brasiliana, si è formata prima a San Paolo, poi a New York e a Barcellona, studiando giornalismo alla Pontificia Università Cattolica di San Paolo. È dal 1994 che collabora con la Compagnia Finzi Pasca e nella sua carriera ha interpretato figure rappresentative dell'universo femminile come la scultrice Camille Claudel e la danzatrice Isadora Duncan. E certo ogni lavoro è particolare, ma questo lo è stato in maniera particolare. «Ho studiato il testo anche in portoghese e in inglese oltre che in italiano: a volte certe parole hanno bisogno di essere sentite nella propria lingua, ti riscaldano in un altro modo. La bellezza dell'italiano è che alcune cose che in inglese si dicono in una frase corta, in italiano diventano come una canzone. È stato un viaggio meraviglioso, anche se con molta disperazione iniziale per l'accento». Per giustificare il quale la versione italiana ha dato a Tessa origini sudamericane.
Quello di Suzie Miller, ha spiegato il regista Daniele Finzi Pasca, è un testo veloce e molto ritmato. Dal punto di vista dell'allestimento, particolare cura è stata dedicata alla parte in cui Tessa subisce la violenza: se una rappresentazione realistica e diretta rischia di scadere nella morbosità e mancare di rispetto alle persone che hanno attraversato un'esperienza simile, dall'altra un approccio troppo sfumato rischia di minimizzare la violenza. E, ha spiegato Finzi Pasca, di non riuscire a raggiungere il pubblico maschile, che è l'obiettivo. La soluzione escogitata per questo allestimento riprende alcuni dei temi cari all'estetica della Compagnia Finzi Pasca per cercare di comunicare, a tutto il pubblico, la mancanza di controllo, l'essere soggetti incapaci di agire.
«Ho conosciuto i ragazzi della compagnia quando ero molto giovane, nel 2001: mi sono innamorata di quel linguaggio» ha spiegato Melissa Vettore, «All'inizio mi sembrava un po‘ strano fare un testo così, poi abbiamo capito che la compagnia tocca sempre temi particolari, delicati». In ‘Prima Facie’ «seguiamo il percorso di una donna che entra in contraddizione e la cosa forte dello spettacolo è proprio questa: qualcuno che difende accusati di violenza sessuale diventa vittima».
‘Prima facie’ è uno spettacolo che parla di legge e di giustizia «o meglio della sua mancanza». È uno spettacolo che parla «di come una cosa che succede in una stanza viene raccontata dopo in tribunale in modo totalmente diverso: una donna ha paura di andare in tribunale perché sa che non sarà creduta». L’obiettivo è che questo spettacolo porti il pubblico a ragionare e discutere. «Gli uomini devono parlare con altri uomini, non solo di sesso e di sessualità, ma parlare di come sentirsi rifiutato, come non sentirsi bene: il modello maschile è molto importante». Quando Vettore ha incontrato a Roma Suzie Miller, lei ha riconosciuto di aver fatto di più, per le donne, attraverso il teatro che come avvocata.
‘Prima facie’ arriva a Lugano come parte di un progetto più ampio di sensibilizzazione contro la violenza di genere che vede Lac e Città di Lugano collaborare con diverse realtà come Rete Donna Svizzera. «L'arte ha questa potenza di sensibilizzare, di creare momenti in cui uno forse riesce finalmente a rendersi conto della consapevolezza di una problematica», ha sottolineato il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco alla conferenza stampa. Domenica 8 marzo alle 15, nella Hall del Lac, una tavola rotonda affronterà i temi dello spettacolo con Alessia Dolci, Silvia Misiti, Annamaria Astrologo e Daniele Finzi Pasca; martedì 10, sempre alle 18 nella Hall, la neuroscienziata Antonella Santuccione Chadha dialogherà con la giornalista Rachele Bianchi Porro sulle conseguenze neurologiche della violenza.