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Montebello Festival
L’edizione 2022 inizierà martedì 5 luglio con una conferenza introduttiva
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29.06.2022 - 14:55
di Vivian Piaggi

Johannes ‘il progressista’ Brahms al Montebello Festival

La 16esima edizione della manifestazione internazionale della musica da camera omaggia il compositore a 125 anni dalla sua morte. Dal 5 al 15 luglio.

‘Brahms, il progressista’: ecco il titolo della 16esima edizione del Montebello Festival che si svolgerà dal 5 al 15 luglio al castello Montebello di Bellinzona, patrimonio dell’Unesco. Quello del 2022, dopo due anni di pausa, sarà un festival internazionale dedicato al compositore, pianista e direttore d’orchestra austriaco, in memoria del 125esimo anno dalla sua scomparsa. Il titolo, ha raccontato il direttore artistico della manifestazione Fabio Tognetti durante la conferenza stampa dello scorso martedì, è tratto dall’omonimo scritto di Arnold Schönberg che, nel 1950, ha voluto ribadire l’importanza di Brahms e della sua musica, al tempo considerata tradizionalista, attraverso un ciclo di conferenze ed emissioni radiofoniche.

I concerti proposti, cinque in totale, sono stati scelti secondo specifiche caratteristiche di Brahms: la prima, ha spiegato il direttore artistico, è l’impegno del compositore nel cogliere il testimone di Beethoven e di ampliarlo, in particolare nell’estensione delle opere; la seconda è l’attenzione per la musica folklorica, cioè la vicinanza che Brahms sentiva con le proprie radici e per questo uno dei concerti offerti sarà accompagnato da danze tradizionali slave e ungheresi; infine, la sua estetica essenziale, la sintesi dei suoi pensieri.

Dopo due anni di pausa, Montebello Festival torna nel castello, quali sono le emozioni?

La ripresa del festival è stata tardiva, visto che il via libera per l’organizzazione ci è stato dato solo ad aprile, quindi è stata decisamente una corsa contro il tempo. Avendo questa tempistica molto stretta non è stato facile stare nei tempi. La bellezza si è vista nelle risposte riscontrate dal pubblico e dagli artisti, sentire la voglia che hanno tutti di tornare al festival e quanto erano felici di poter ricominciare. Questo è sicuramente l’aspetto migliore della riapertura.

Dobbiamo aspettarci qualcosa di nuovo rispetto al passato?

La differenza dal punto di vista organizzativo è che in caso di maltempo si sposta tutto al Teatro Sociale di Bellinzona. La linea è sempre quella, ma allo stesso tempo è sempre diversa: noi coinvolgiamo i musicisti chiedendo loro un repertorio ben preciso, in modo da lasciare una lettura all’edizione. Questo è un aspetto che si ripete cambiando ogni anno.

Perché mettere al centro dell’attenzione Brahms?

Innanzitutto i 125 anni trascorsi dalla sua scomparsa vanno ricordati. Inoltre, da un punto di vista cameristico, è stato molto produttivo, quindi c’è una vasta scelta. Questi sono due dei motivi che ci hanno portato a sceglierlo. Oltretutto, il titolo dell’edizione di quest’anno ricalca il saggio ‘Brahms, il progressista’ che è interessante da ricordare: sicuramente è uno scritto molto tecnico e analitico, quindi non è la sede giusta per parlarne. Il pensiero che c’è dietro è però interessante: per quale motivo una grossa personalità come quella di Schönberg ha dovuto imporsi così per fare capire al mondo della musica che Brahms era un progressista?

Quindi durante il festival si lascerà spazio anche a Schönberg?

Si terrà un concerto in cui si associa Schönberg a Brahms, quello del 14 luglio, in cui abbiamo due estetiche contemporanee, quindi entrambe degli anni Novanta, però da una parte un Brahms alla fine dei suoi pensieri, e dall’altra uno Schönberg, con il suo "Verlärte Nacht", agli esordi della sua carriera.

Cinque appuntamenti per altrettanti concerti

Il festival inizia martedì 5 luglio alle 18.30 alla Biblioteca cantonale di Bellinzona con la conferenza introduttiva del musicologo, saggista e pianista Andrea Malvano. La serata di mercoledì 6 propone quindi alcune sonate per viola e pianoforte, naturalmente di Brahms. Venerdì 8 luglio, protagonista è la musica folklorica con le opere di Brahms, Bartók e Dvorák, accompagnata da danze popolari rumene (violino e piano), ungheresi (violino e piano) e slave (trio con piano). La ricerca sull’ampliamento culturale è il tema di mercoledì 13 luglio, che propone opere di Brahms in quintetto con pianoforte. Giovedì 14, è la serata in cui Brahms e Schönberg vengono associati, offrendo il Quintetto per archi no. 2 in Sol maggiore del primo, e ‘Notte trasfigurata’ del secondo. Infine, venerdì 15, verrà presentato il Quartetto con pianoforte in La maggiore di Brahms anche in diretta su Rsi ReteDue.

Tutte le serate, a partire da mercoledì 6 luglio, inizieranno alle 20.30 e si svolgeranno al Castello Montebello. Informazioni: www.montebello-festival.ch.

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