Aarau
1
Xamax
1
fine
(0-1)
Langnau
4
Lugano
7
fine
(1-3 : 2-3 : 1-1)
Ginevra
3
Zurigo
0
fine
(2-0 : 0-0 : 1-0)
Friborgo
5
Bienne
3
fine
(2-0 : 2-2 : 1-1)
Davos
4
Berna
3
fine
(2-0 : 1-2 : 1-1)
Zugo
11
Ajoie
0
fine
(2-0 : 3-0 : 6-0)
Visp
2
Turgovia
3
fine
(0-0 : 2-0 : 0-2 : 0-1)
Kloten
2
La Chaux de Fonds
1
fine
(2-0 : 0-1 : 0-0)
Ticino Rockets
1
Langenthal
8
fine
(0-3 : 1-2 : 0-3)
Sierre
4
GCK Lions
2
fine
(2-1 : 1-1 : 1-0)
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02.09.2021 - 21:400

Il Fit e l’amore per il teatro

Presentato il programma della trentesima edizione, a Lugano dal 1° al 10 ottobre

Sul manifesto campeggia l’immagine di un cervo, «simbolo dell’amore incondizionato» ha spiegato Paola Tripoli, direttrice del Fit, il Festival internazionale del teatro che ieri ha presentato il programma della trentesima edizione, a Lugano dal 1° al 10 ottobre. Edizione che avrà come fil rouge, appunto, l’amore: sentimento fuori moda – ha spiegato Tripoli in conferenza stampa –, non tanto perché stiamo faticosamente uscendo da una pandemia che, tra le molte rinunce e sofferenze, ha anche quella di gesti e riti d’affetto; l’estraneità dell’amore è questione più generale, legata a una società che dedica poco tempo alla bellezza e all’impegno, che preferisce portare avanti le proprie rivendicazione tramite l’odio. Questa la moda di un tempo che svuota di senso tutto quello di cui si parla e così, ha aggiunto Tripoli, il Fit si pone come obiettivo essere fuori moda, rifiutando una convenzionalità che non sempre si unisce alla tradizione.

Questa la cornice concettuale, per non dire filosofica, in cui si inseriscono gli spettacoli e le altre iniziative di questa trentesima edizione, ricca nonostante le incertezze e le inevitabili rinunce dovute alle difficoltà di organizzare viaggi da oltre Europa. Già che si (ri)parla di pandemia, qualche informazione di servizio: salvo diverse decisioni delle autorità, per accedere agli spettacoli non sarà necessario il Certificato Covid, ma si è scelto di mantenere il piano di protezione con obbligo di mascherine e capienza ridotta; sul sito del Lac (www.luganolac.ch) sono in prevendita non solo i biglietti singoli, ma anche gli abbonamenti.

E adesso, gli appuntamenti di questo “Dell’amore e di altre cose”, iniziando dall’amore di Fedra per il figliastro Ippolito, con accusa di stupro dopo il di lui rifiuto: un mito dalle molteplici narrazioni, e riprendendo versioni classiche e moderne Leonardo Lidi ha realizzato, durante il secondo lockdown, la sua ‘Fedra’, produzione del Lac – Lidi è stato allievo del direttore artistico Carmelo Rifici – che il 28 e 29 settembre farà da anteprima al festival. Dall’anteprima passiamo direttamente alla chiusura per parlare subito della seconda produzione del Lac nel programma del Fit: ‘Bros’ di Romeo Castellucci, in scena sabato 9 e domenica 10 ottobre. Si tratta in realtà di una coproduzione, ma proprio la determinazione mostrata da Carmelo Rifici nel portare avanti questo progetto nonostante la pandemia ha garantito il debutto al Lac di questo interessante spettacolo senza attori. «Un lavoro antropologico sul concetto di legge e di ordine» ha spiegato Rifici in conferenza stampa: in pratica saranno selezionate 25 persone (24 adulti e un bambino) che con l’unica consegna di travestirsi da poliziotti saliranno sul palco del Lac. Lì, tramite un auricolare riceveranno gli ordini dalla voce del regista, in uno spettacolo rigidamente predeterminato ma al contempo aperto alla disobbedienza.

Nel programma anche una terza coproduzione del Lac, insieme al Teatro Pan di Lugano per lo spettacolo ‘Il libro di tutte le cose’ nella sezione Young & Kids, in scena al Foce domenica 10 ottobre alle 16. Già che parliamo delle attività del Fit per il pubblico giovane, e procedendo con l’esposizione rapsodica (tutti gli appuntamenti sono riportati in ordine sul sito www.fitfestival.ch), segnaliamo l’iniziativa Keep Fit with Radio, una stazione radio del festival gestita dai giovani per coinvolgerli al di là dello scontato, ma certo importante, invito a venire a vedere gli spettacoli. La radio quest’anno sarà anche aperta ad alcuni migranti, in collaborazione con Sos Ticino.

Tornando al primo giorno di festival, venerdì 1° ottobre si partirà alle 19 (con replica il giorno dopo alla stessa ora) con la prima assoluta di ‘Out of Me, Inside You’ progetto della danzatrice e coreografa Francesca Sproccati sui temi della solitudine e della malinconia («ma non è uno spettacolo sulla malinconia» ha precisato l’autrice con sollievo generale). Alle 20.30 nell’insolita cornice del Conza lo spettacolo ‘Lab rats’ di Marc Oosterhoff della compagnia romanda Moost. A proposito di insolite cornici: nei giorni del festival la Sala 4 del Lac sarà trasformata in un “salotto cinematografico” dove troveranno spazio, presenza fisica e una visione collettiva alcuni dei progetti di Lingua Madre, l’iniziativa digitale realizzata dal Lac durante il secondo lockdown, oltre ad altri filmati; progetti di Lingua Madre saranno inoltre disponibili nella Hall del Lac.

Il 2 e 3 ottobre il Fit accoglierà il giapponese – ma residente a Vienna, circostanza che ne ha permesso la partecipazione – Michikazu Matsune con due progetti: ‘Mitsouko & Mitsuko’, storia di due donne nella turbolenta cronaca della prima metà del XX secolo, e il nuovo ‘Goodbye’, una performance costruita su lettere d’addio da tutto il mondo.

Il 5 ottobre il coreano Jaha Koo torna al Fit, dove aveva già portato ‘Cuckoo’ e ‘The History of Korean Western Theatre’. Adesso arriva, in ordine inverso, con il primo spettacolo di questa trilogia incentrata sull’occidentalizzazione della Corea. ‘Lolling and Rolling’ è una performance del 2015 (ma completamente riallestita), incentrata sul fenomeno della “tongue-tie surgery”, un’operazione chirurgica per permettere di pronunciare in inglese la “r“ sulla punta della lingua.

Altro ritorno al Fit, quello dell’uruguayano Sergio Blanco che il 6 ottobre andrà in scena con il monologo in forma di conferenza ‘Divina Invención o la celebración del amor’. Abbiamo poi la danzatrice Ruth Childs, nipote della celebre coreografa statunitense Lucinda Childs, Rodrigo García con un progetto nato come miniserie per il web, due performance di Pedro Penim e Filipe Pereira curate dalla drammaturga e regista argentina Lola Arias, due iniziative sviluppate insieme al “reattore per la drammaturgia contemporanea” Luminanza e all’iniziativa teatrale Tib (Ticino is burning). Prima di concludere, un accenno allo ‘Sleeping Concert’ di Simon Grab: tutta la notte al Conza per dormire in sacco a pelo a suon di musica (al risveglio, caffè e lezione di “yoga sciallo” con Angelica Verga). Anche questo è il Fit.

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