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16.07.2021 - 21:58

Poesia della performance nei Giovani di Arnaboldi

Due settimane di Laboratorio per giungere alla serata di domani, sabato 17 luglio, al Teatro San Materno di Ascona. A settembre, lo spettacolo con Alberto Nessi

poesia-della-performance-nei-giovani-di-arnaboldi
Giovani danzatori nel pensiero Bauhaus

Due settimane di lavoro, a partire dal 5 luglio. Lo scopo: fare ripartire le idee danzanti. «Soprattutto con i giovani della compagnia, due ticinesi, uno svizzero e tre francesi», spiega Tiziana Arnaboldi dell'omonima compagnia ma anche direttrice artistica del Teatro San Materno, dove il laboratorio per giovani danzatori nel pensiero Bauhaus si è tenuto fino al 16 luglio. Un laboratorio che è “Un viaggio danzante tra gesto poetico, architettura e immagine”, come da note di presentazione. Spiegato in prima persona: «Questo processo creativo è la ricerca che produciamo per creare lo spettacolo che verrà presentato il 9 settembre allo Spazio Officina di Chiasso e il 25 e 26 settembre al Teatro San Materno», continua Arnaboldi. E la ricerca consiste in questo: «Dopo il tempo difficile appena trascorso, ho voluto parlare con i giovani di poesia, di cosa significhi portare la poesia nel corpo danzante, di cosa significhi ‘poesia’, che non è solo ‘dolcezza’, ma anche contrasti, è luci e ombre, forza e di fragilità. Nella poesia c'è tutto, la poesia parla della natura umana. Ho voluto anche mettere in dialogo la natura umana contenuta nella poesia con la natura che ci circonda».

Poeti e corpi

A garantire la chiarezza del dialogo, Arnaboldi ha voluto con sé – nei giorni del Laboratorio e sul palco in settembre – «un interprete-attore, il nostro poeta Alberto Nessi, che mi ha dato sette poesie che parlano di natura». Nessi che sarà in tutti e tre gli spettacoli, e che ha trascorso tre giornate con la compagnia, lavorando insieme ai danzatori: «Oltre far sentire la sua voce durante la lettura – continua la direttrice artistica – ci ha fatto una piccola lezione sulla poesia per me molto importante nell'ambito del processo creativo, affinché un corpo non venga ‘invaso’ da ciò che dice il coreografo, perché prima di tutto il corpo deve comprendere la materia di cui si parla». L'interazione con Alberto Nessi fa il paio con il Fabio Pusterla coinvolto alcuni anni fa durante ‘Il suono delle pietre’, un altro spettacolo della compagnia: «Laddove io nella danza ho portato e porto il corpo, loro hanno portato e portano la parola nella danza».

Dallo scorso 5 luglio in avanti, il Laboratorio è stato un lungo viavai di ‘Porte aperte’ al pubblico, frequentato per una finestra di tempo di tre ore (15-18) da appassionati di danza ticinesi, «ma soprattutto basilesi, bernesi, zurighesi». Quotidianamente, «anche il pubblico è stato parte della ricerca, coinvolto per un parere su quanto stavano vedendo». Una relazione che si riproporrà anche domani, sabato 17 luglio alle 20, per la Performance conclusiva della Compagnia Giovani (entrata libera): «Presentiamo alcuni quadri staccati uno dall'altro, ai quali io non fornirò alcun ritmo, perché spiegherò il processo. Voglio far passare il concetto di processo creativo, che cosa cercavo e qual'era il motore che mi spingeva». Sempre sabato, l'esplorazione della ricerca sarà accompagnata da un resumée d'immagini video realizzate durante il Laboratorio dal giovane regista Michel Voisin, «una decina di minuti a noi ancora inediti, che sono la sua percezione di quanto è avvenuto». 

‘Nelle vene della Terra’

La Performance di sabato non è, tecnicamente, una prova generale dello spettacolo di settembre: «È la ricerca, è il risultato di cosa abbiamo cercato e cosa abbiamo realizzato. Nello spettacolo definitivo, quadri visti qui potrebbero non esserci, oppure sì. Prioritario, nella Performance, è rendere partecipe il pubblico del pensiero che ci ha portati a questi quadri». Piccola anticipazione: lo spettacolo di settembre, salvo cambiamenti, si chiamerà ‘Nelle vene della Terra’.

Chiude così Arnaboldi: «Trovo che entrare nel processo creativo di uno spettacolo possa risultare anche più interessante dello spettacolo stesso. Oggi, d'altra parte, viviamo grande attenzione per i dietro le quinte. E poi mi piace poter mostrare a tutti coloro che mi danno fiducia quale sia il mio modo di lavorare». E a completamento del tutto: trattandosi di “viaggio danzante tra gesto poetico, architettura e immagine”, in nome dell'architettura sarà l'architetto e designer Riccardo Blumer a raccogliere il testimone della Performance per un incontro sul rapporto tra architettura e poesia (www.teatrosanmaterno.ch)

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