ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
1 ora

Come sta la Terra? Chiedilo a Marco Paolini

L’attore/attivista è stato ospite di ‘Emergenza Terra’, la prima conferenza di un ciclo che, kantianamente, si tiene a Mendrisio
Culture
2 ore

Dal bio all’ambiente, l’utopia moderna del Monte Verità

Sabato 1 ottobre presentazione in anteprima di ‘Back to Nature’, nuovo volume su una colonia che ha anticipato molti temi oggi attuali
Cinema
4 ore

‘Guerra, guerrae, guerrarum’

Il fil-rouge della nona edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano: i conflitti quali contesti di annullamento dell’umanità. Dal 19 al 23 ottobre
Video
Musica
5 ore

‘Only The Strong Survive’, a novembre il nuovo Springsteen

Il 21esimo album del Boss è un tributo al soul. Fino ad allora, il singolo ‘Do I Love You (Indeed I do)’
Musica
8 ore

Pianoforte e riflessione filosofica in PianoSofia

Dall’1 all’8 ottobre a Milano fra la Casa degli Artisti e Villa Litta Modignani
Scienze
13 ore

Uccelli: una specie su otto rischia l’estinzione

In Svizzera la situazione è particolarmente critica, una proporzione circa tre volte più elevata (il 40% delle 205 specie ne fa parte)
Spettacoli
15 ore

Il rapper americano Coolio trovato senza vita nel bagno

Aveva 59 anni. Era diventato famoso con il singolo ‘Gangsta’s Paradise’ del 1995. È morto a Los Angeles
Culture
15 ore

Con Daniele Dell’Agnola cercando ‘L’orecchio in fuga’

Mentre ‘La luna nel baule’ è attesa a teatro, esce il suo il primo libro illustrato: il prossimo 30 settembre, l’incontro alla Cantina di Muzzano
Culture
1 gior

Percorsi manzoniani a LaFilanda

Quattro domeniche parlando di Promessi Sposi a partire dal 2 ottobre a Mendrisio
Spettacoli
1 gior

Contrordine: Robbie Williams non sarà a Zurigo

L’organizzatore dell’evento ha parlato di problemi di pianificazione per giustificare il mancato arrivo all’Hallenstadion della star britannica del pop.
Arte
1 gior

Due opere di Giacometti donate al Museo d’arte dei Grigioni

Si tratta di due ritratti: uno di ‘Giovanin de Vöja’ e uno di formato ridotto di Annetta Giacometti con il figlio Bruno
Spettacoli
1 gior

Anahì Traversi racconta ‘Amor fugge restando’

Il nuovo capitolo del Collettivo Treppenwitz debutta venerdì 30 settembre al Lac, con l’attrice che diventa autrice e regista
La recensione
1 gior

Wagner, Ligeti e Beethoven tra passato e presente

Alle Settimane musicali, ascoltando la Budapest Festival Orchestra diretta da Ivan Fischer, con finale insolito e commovente
Società
1 gior

Video on Demand, cala visualizzazione abbonamento o streaming

Dopo tassi di crescita superiori al 50% nel 2020 e nel 2019, la domanda si sta notevolmente affievolendo
Culture
1 gior

‘La Svizzera migliori la promozione dell’italiano’

La richiesta viene dal Consiglio d’Europa, che valuta il rispetto della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie da parte degli Stati
Pagine scelte
1 gior

Céline, un inedito che parla di ‘Guerre’

Ritrovato tra le sue carte e pubblicato, è stato un caso letterario in Francia, forte delle sue duecentomila copie vendute
L’intervista
1 gior

Michele Mariotti al Lac, una ‘prima’ per tre

La Prima di Brahms, il primo concerto per violino di Prokof’ev e l’esordio della stagione Osi al Lac, tutto nelle mani del direttore d’orchestra italiano
Spettacoli
1 gior

È morto Bruno Arena de I Fichi d’India

Aveva 65 anni. Nel 2013 era stato colpito da un aneurisma cerebrale
Netflix
1 gior

Wanna Marchi non è pentita, d’accordo?

Su Netflix c’è ‘Wanna’, storia della regina delle televendite in quattro puntate (dedicata a quelli che ‘una volta era meglio’)
Società
2 gior

Pensi di leggere il giornale, ti trovi a far propaganda russa

Facebook blocca profili di una rete fra le più complesse mai individuata attivi soprattutto in Germania, Francia, Regno Unito, Italia e Ucraina
cinema
2 gior

Ruggini per l’attore Alec Baldwin a rischio incriminazione

Possibili guai giudiziari per l’attore statunitense che sul set di ‘Rust’ esplose un colpo vero di pistola che uccise Halyna Hutchins
Spettacoli
2 gior

Riposo vocale per Anastacia, rinviato il concerto di Locarno

Imposizioni mediche impongono la riprogrammazione del live del 29 settembre al Fevi. I biglietti restano validi per la nuova data, di prossimo annuncio
Spettacoli
2 gior

Vita da pornostar: Rocco Siffredi diventa una serie tivù

Netflix annuncia ‘Supersex’, di cui sono iniziate le riprese a Roma: ‘È la storia di un uomo che ci mette 7 puntate e 350 minuti a dire ti amo’
Spettacoli
2 gior

I ‘Sogni’ dei Legnanesi a Locarno

Sabato 19 novembre al PalaExpo Fevi tornano Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Lorenzo Cordare con uno spettacolo onirico
Culture
2 gior

‘Emergenza Terra’ a Mendrisio, al via con Marco Paolini

La minaccia climatica che incombe sul pianeta, aggravata dalla guerra in Ucraina, in un ciclo d’incontri che inizia mercoledì 28 settembre
Spettacoli
2 gior

Shakira va alla sbarra, chiesti otto anni e due mesi

La cantante colombiana rinviata a giudizio per frode ai danni del fisco iberico. Dovrà pagare anche una multa di oltre 23 milioni di euro.
Letteratura
2 gior

La continua ricerca di Siddhartha

L’opera di Hermann Hesse compie il secolo di vita e conta innumerevoli ripubblicazioni, merito del carattere universale della figura protagonista
Spettacoli
2 gior

Chiasso, Edoardo Bennato torna al Cinema Teatro

Sei anni dopo, il ritorno del cantautore napoletano. L’appuntamento è per venerdì 3 marzo 2023 alle 20.30.
Ascona
2 gior

Sotto le stelle del Jazz Cat Club (la nuova stagione)

Bill Charlap, il nuovo Frank Salis, Uros Peric che omaggia Ray Charles. Brillano i Take 6, 10 volte Grammy. Parla Nicolas Gilliet, direttore artistico
Cinema
3 gior

‘Nostalgia’ di Mario Martone rappresenterà l’Italia agli Oscar

Scritto dallo stesso Martone con Ippolita di Majo, presentato a Cannes 2022, il film è ambientato nel rione Sanità a Napoli
Sconfinare Festival
3 gior

Capire il Metaverso con il professor Silvano Tagliagambe

La conferenza del filosofo della scienza si terrà venerdì 30 settembre alle 18, in Piazza del Sole a Bellinzona
Culture
3 gior

Dieci anni di Studio Foce, la nuova stagione artistica

Illustrata a Lugano la prima parte del cartellone 2022-2023. È affidata alla musica la festa del decennale: sabato 15 ottobre, Tre allegri ragazzi morti
Biografia
3 gior

Volevo una vita esagerata, cit. Axl Rose

In uscita le oltre trecento pagine aggiornate che raccontano la vita dei Guns n’ Roses e del loro frontman, dagli esordi fino al 2021
Classica
3 gior

Michele Mariotti e Marc Bouchkov aprono il ciclo Osi al Lac

Il direttore d’orchestra italiano e il violinista franco-belga si esibiranno su pagine di Brahms e Prokof’ev giovedì 29 settembre alle 20.30
Classica
3 gior

Skrjabin, Chopin e Beethoven suonati da Beatrice Rana

Il debutto alla 77esima edizione delle Settimane musicali della pianista salentina si svolgerà nella chiesa del Collegio Papio il 28 settembre, alle 19.30
Spettacoli
3 gior

Miss Behave al Murrayfield Pub di Chiasso

È il trio formato da Paola Caridi (batteria), Silvia Wakte (chitarra e voce), Camilla Missio (basso elettrico), venerdì 30 settembre dalle 22
Crisi energetica
3 gior

Misure di risparmio energetico alla Ssr

L’azienda al fine di garantire il mandato di servizio pubblico attuerà gli accorgimenti da subito per risparmiare il 13-15 per cento
Eurovision Song Contest
laR
 
20.05.2021 - 09:43
Aggiornamento: 14:16

Da Lugano a Rotterdam, c'era una volta Eurosong

Breve guida all'ascolto di una festa senza polemiche e assai meno stressante di Sanremo, iniziata il 24 maggio del 1956 in riva al Ceresio...

da-lugano-a-rotterdam-c-era-una-volta-eurosong
Le canzoni ancora in gara. Sabato 22 maggio gran finale. Nella foto, Destiny (Malta) - Keystone

C’erano una volta i Paesi d’Europa impegnati nella ricostruzione post-bellica (la Seconda) con tanta voglia di leggerezza e ritrovata unione. C’era una volta anche l’Unione europea di radiodiffusione, più nota come Ebu (European Broadcasting Union), estensione di un’alleanza tra emittenti radiofoniche del Vecchio Continente nata nel 1925 e perfezionata, con l’arrivo del televisore, nel febbraio del 1950. Nei sogni della neonata Ebu c’è un programma televisivo che riesce a coinvolgere e compattare le singole nazioni; dopo cinque anni, il drammaturgo e giornalista Sergio Pugliese, da buon italiano, suggerisce un concorso musicale ispirato al Festival di Sanremo, manifestazione nata nel 1951 che già aveva rivelato le ampissime potenzialità date dalla gara canora radio (dapprima) e poi videodiffusa. Quello dell’Ebu, per Pugliese, sarebbe potuto essere un Festival dei Fiori con più ambiziose intenzioni paneuropee. Decisivo è l’incontro di Monaco nel 1955 e quello di Roma dello stesso anno, dai quali scaturisce la data di avvio di una manifestazione annuale coloratissima, senza troppi confini e talvolta kitsch (come sono un po’ tutti i concorsi canori, in fondo).

C’era una volta il 24 maggio di 65 anni fa quando a Lugano, nell’ex Teatro Kursaal, oggi Casinò, il presentatore Lohengrin Filipello proclamava ‘Refrain’ della mitica Lys Assia canzone regina del primo European Song Contest, cantata dall’unica interprete veramente svizzera che abbia mai vinto la manifestazione (Céline Dion, che nel 1988 vinse con ‘Ne Partez Pas Sans Moi’, è franco-canadese). Le note storiche della notte luganese narrano di una prima edizione dalla scaletta assai rapida, un’ora e quaranta minuti soltanto, tempi da elezione di Miss Svizzera. A Lugano, nel 1956, le sette nazioni partecipanti si presentano ognuna con due canzoni della durata non superiore a 3 minuti e 30 secondi, tempi stringati da radiofonia degli anni Duemila, accompagnate dall’orchestra diretta da Fernando Paggi, ‘conductor’ anche delle successive edizioni del 1961 e 1964 e, non di meno, direttore della Radio Monte Ceneri Orchestra.

Le note storiche, di quella prima edizione, dicono anche che il concorso era riservato ai soli cantanti solisti (niente band fino agli anni Settanta), che ognuna delle nazioni partecipanti inviò a Lugano due giurati per un voto segreto (attribuibile a chiunque, anche se stessi) e che le graduatorie non furono mai rese pubbliche, alimentando un brusio di fondo sulla regolarità del voto che cinquant’anni di ricerche non hanno cancellato (fonti Ebu). A Lugano, nel 1956, per ovvi motivi di progresso tecnologico, nessun raggio laser, ologramma, schermo digitale, petardi, razzi e razzetti, se non dei sanremesi fiori in piazza al palcoscenico, e tanto verde a incorniciare il tutto.

Da Gjon al Maestro

Maggio 2021, Rotterdam, Paesi Bassi. Spento dalla pandemia nel 2020, Eurosong si è riacceso. Senza bagni di folla, ma è già qualcosa. La Svizzera è in gara con Gjon Muharremaj da Broc, Canton Friburgo. Il nome d’arte Gjon’s Tears gli è stato ispirato da suo padre con le lacrime agli occhi dopo l’ascolto di ‘Can’t Help Falling In Love With You’ di Elvis Presley. La sua ‘Tout l’Univers’ è un crescendo che esplode al secondo minuto di gioco; il videoclip che l’accompagna non è esattamente una botta di vita, ma gli esperti (vedi a destra) dicono che il brano sia quotato. A rappresentare l’Italia, invece, in questo ponte che da Sanremo arriva fino a Rotterdam, saranno i Maneskin. Ospiti della prima semifinale di martedì scorso, se l’esibizione ufficiale sarà quella della clip vista in quell’occasione, il rock di ‘Zitti e buoni’ (“Non sa di che c**** parla” è diventato “Non sa di che cosa parla”) sembra non avere bisogno di effetti speciali, se non una sobria pioggia di fuoco finale.

Nella storia di un concorso che, inevitabilmente, mai potrebbe soppiantare il Festival della canzone italiana, l’Italia dall’Eurovision è andata e venuta più volte, sempre con polemica al seguito. A partire da Gigliola Cinquetti, prima classificata nel 1964 con ‘Non ho l’età’, che nel 1976, anno del referendum sul divorzio, cantava una pericolosa ‘Sì’ (seconda dietro gli Abba di ‘Waterloo’), da cui la decisione della Rai di trasmettere l’evento solo mesi dopo il voto. Nel 1993 fu Enrico Ruggeri (‘Sole d’Europa’) ad accusare la tv di Stato di avere ostacolato la sua vittoria per il non volere organizzare l’edizione successiva. E così sarebbe andata nel 1997, con i Jalisse (‘Fiumi di parole’) vittime dell’oscuramento della trasmissione fino a ora tarda.

Detto dell’altro italico vincitore di Eurosong, Toto Cutugno (‘Insieme: 1992’, spot dell’Europa unita), all’Eurosong sono transitati classici come ‘Piove’ (Domenico Modugno), ‘Occhi di ragazza’ (Gianni Morandi), ‘Gente di mare’ (Umberto Tozzi e Raf). Insomma, tra le polemiche, l’Italia non si è fatta mancare nulla. Nemmeno Franco Battiato, scomparso martedì scorso: nel 1984, il Maestro si presentò in Lussemburgo con Alice sua pupilla e il fido Giusto Pio per eseguire ‘I treni di Tozeur’: la canzone giunse quinta, per essere in seguito apprezzata da mezza Europa (ne esistono versioni in lingua finlandese e olandese) e da Nanni Moretti, che la vorrà per una scena del film ‘La messa è finita’.

L'esperto

‘Una splendida festa arcobaleno’

Voce Rsi imprescindibile e, che si tratti di fiori o stelline gialle su fondo blu, esperto di festival, Ale Bertoglio è una delle memorie ambulanti dell’Eurovision, Eurosong o Eurofestival che dir si voglia. A proposito: come si deve dire? «La denominazione ufficiale è European Song Contest. Eurosong è un’abbreviazione più nostra e italiana. Pare un dispregiativo ma non lo è affatto». Due edizioni sul posto da commentatore e tutte le altre – «Non mi ricordo gli Abba nel ’74 perché avevo sette anni, ma li ho recuperati dopo» – davanti alla tv. Sul posto, «quella del 2013 a Malmö, in Svezia, con Mengoni per l’Italia e per la Svizzera i Takasa (già Hellsarmee, ndr), esercito della salvezza che dovette cambiare nome perché la trasmissione dev’essere, teoricamente, il più apolitica possibile. E poi l’edizione del 2014 a Copenaghen, Emma per l’Italia e Sebalter per noi».

Musical-europeista convinto – «È l’idea di un festival continentale ad avermi fatto innamorare di lui» – Bertoglio descrive così l’Eurosong visto da dentro: «Una festa, innanzitutto, arcobaleno, nel senso che la comunità Lgbt è quella che vive al massimo l’evento. In ogni città viene creata una casa/club dell’Eurovision dove tutti si ritrovano fino a notte fonda in un clima di pace, divertimento, colore e amicizia. Il pubblico è fedelissimo, segue gli appuntamenti da marzo ad aprile per conoscere gli artisti, le canzoni. E poi c’è lo spettacolo, il valore aggiunto, complesso all’avanguardia, costosissimo. La scenografia iperdigitale pensata per ogni interprete è un lavoro lunghissimo». Eurosong è una festa diversa da quella di Sanremo. Senza polemiche, tanto per cominciare: «Non esistono perché Sanremo è l’espressione di una nazione sola che si mette in mostra, e nemmeno in tutte le sue sfaccettature, se non ultimamente. All’Eurovision, invece, che tu sia la nonnina che suona la fisarmonica o il gruppo punk che fa un gran baccano, la porta è sempre aperta». E lo stress è ridotto: «Momenti ufficiali ce ne sono, ma meno che a Sanremo, dove fra giornali, radio e televisioni, c’è il mondo e devi dare retta a tutti…».

Bertoglio il telespettatore: «Una delle primissime canzoni che ricordo, perché l’ascoltavo in macchina con mio papà, è ‘Save Your Kisses For Me’ (Brotherhood Of Man, 1976, ndr). Ricordo ovviamente Céline Dion, perché era la Svizzera che vinceva, anche se speravo che l’anno dopo avrebbero organizzato il festival più vicino di Ginevra. Ricordo Battiato con Alice, e ricordo i Lordi...» (vedi in Ultima).

Tornando a Rotterdam, tornando all’esperto: «Si dice assai bene di Malta, ma io ho apprezzato tantissimo il pezzo della Lituania, una cosa dance-europea di alto livello. La Svizzera è data in zona podio, come l’Italia, che al contrario di chi, per la pandemia, non ha rifatto le selezioni interne, ha invece deciso di recuperare i Maneskin, che sono molto Eurovision, e al Nord quel tipo di rock piace parecchio...».


Alessandro Bertoglio

La prima semifinale

Tira aria maltese

Con ancora negli occhi ‘Eurovision Song Contest - La storia dei Fire Saga’, spassosa commedia con Will Ferrell e Rachel McAdams che ironizza sul concorso e te lo fa amare (così come lo ama lo stesso Ferrell, introdotto dalla moglie svedese alle gioie di Eurosong), scorriamo i primi dieci qualificati alla finale di sabato 22 maggio, dieci brani che sono praticamente dieci videoclip in tempo reale. E guardando ai qualificati, dice bene Bertoglio: la ‘Discoteque’ di The Roop, lituani da Vilnius di giallo canarino vestiti, catalogati pop-rock crossover, è a tutti gli effetti un elegante martello dance. Più tribale è anche il martello della ‘Russian Woman’ Manizha, artista a tutto tondo dal messaggio sociale con testo in caratteri cirillici, ma ritornello comprensibile: “Ogni donna russa deve sapere che è forte abbastanza da rimbalzare contro i muri”. Per il Belgio, gli Hooverphonic dalla 25ennale carriera portano ‘The Wrong Place’, mai troppo lenta, mai troppo veloce (come sempre); per Israele, tra Gerusalemme e l’Etiopia, Eden Alene canta, senza incantare, ‘Set Me Free’. Qualificato è Tusse, gran voce di origini congolesi, che per la Svezia canta l’inno ‘Voices’. Il norvegese e un tantino nerd TIX, angelo caduto (‘Fallen angel’) in mezzo a diavoli danzanti (è il 700esimo dalla morte di Dante, non è affatto fuori luogo), dispone di un ulteriore inno. Per la categoria ‘Sensualità’, il titolo se lo contendono Efendi – che per l’Azerbaigian canta ‘Mata Hari’, in un contesto di lingerie nere che poco aggiungono al titolo, esplicativo di suo – e, staccata di poco, per Cipro, Elena Tsagkrinou, in una performance che sta tra Miley Cyrus e Raffaella Carrà, con annessa carica erotica proveniente da ‘El Diablo’. Premio della critica (anche se a Eurosong non esiste) al bell’electro-folk ucraino dei Go_A in ‘Shum’, storie anch’esse in cirillico qui affidate alla ‘white voice’ di Kateryna Pavlenko, sorta di sposa cadavere in un set che, più che delle foreste dell’Ucraina, sa tanto di Tim Burton.

Fuori, dopo la prima serata, Australia, Macedonia del Nord, Irlanda, Croazia, Romania e Slovenia, la cui preghiera (‘Amen’) non rende merito al bel timbro a tratti maschile di Ana Soklič. Chiudiamo con la decima qualificata, e cioè Malta con Destiny che canta ‘Je me casse’, la dance portata a New Orleans per un fantastico manifesto di girl power e un dito medio alzato alle magre che, è noto, “sono tristi” (cit. Fabio Concato). E se dicono che vincerà Malta, un motivo c’è.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved