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04.03.2021 - 18:050

Un racconto anarchico e poetico tra teatro e musica

Arianna Scommegna dal Cinema Teatro di Chiasso proporrà in streaming il suo spettacolo dedicato al cantautore Piero Ciampi. Il giorno della finale di Sanremo…

Un’anima disperata ma dotata di grande fascino e ironia: così Arianna Scommegna ci presenta Piero Ciampi, tra i grandi autori e interpreti della canzone italiana che molti hanno dimenticato, un po’ per il suo essere fuori dalle regole, un po’ perché la morte l’ha portato via, ad appena 45 anni, nel 1980. A Ciampi, alle sue canzoni e alle sue poesie è dedicato lo spettacolo ‘… e bastava una inutile carezza a capovolgere il mondo’ la quale l’attrice ha lavorato nell’ultimo anno e che sabato 6 marzo aprirà la rassegna ‘2 teatri in salotto’ organizzata dal Cinema teatro di Chiasso e dal Teatro di Locarno. L’appuntamento, in streaming sui siti www.centroculturachiass o.ch e www.teatrodilocarno.ch, è per le 20.30

Arianna Scommegna, chi era Piero Ciampi e perché dedicargli uno spettacolo?

Piero Ciampi, per vie traverse, ha sempre attraversato la mia vita. Io sono figlia d’arte: mio padre è un cantante, Nicola di Bari, per cui fin da piccola ho sempre ascoltato le canzoni di Ciampi, mio padre ne ha anche cantata una, ‘Io e te, Maria’. Questo cantautore mi è sempre stato vicino: anche quando ho iniziato l’attività teatrale, con la mia compagnia, c’era sempre la presenza di alcuni suoi testi, di alcune sue canzoni. È come un filo rosso che ha attraversato la mia storia, pur essendo una figura molto lontana da me perché Piero Ciampi è stato un uomo dall’anima disperata, anarchica sotto tanti punti di vista. Realizzare questo spettacolo è stato liberatorio: Ciampi è come una presenza che mi ha sempre accompagnato e che a un certo punto ho voluto guardare in faccia.

Alla fine le ragioni, quando uno inizia a fare un percorso per arrivare a uno spettacolo, sono sempre diverse e strane: parti da un’intuizione che è come una fiamma che ti senti dentro.

Guardarlo in faccia attraverso i suoi testi che costituiscono lo spettacolo.

Sì. Per raccontare quest’uomo abbiamo scelto di usare solo le sue parole. Ciampi ha avuto una vita particolare, legata anche all’alcol, una vita se vogliamo un po’ dissoluta, ma sinceramente non desideravo raccontare la sua storia con aneddoti, anche “piccanti”, della sua vita. La cosa più forte che ho sentito è il suo animo poetico rispetto al dolore, la profondità dei sentimenti che lui racconta nelle sue canzoni.

Certo, sono testi in realtà un po’ al limite: quando ascolti alcune sue canzoni sembrano solo molto tristi, ma noi abbiamo tirato fuori la grande ironia di cui era capace. Era una persona capace di grande fascino e di una forte allegria: era un animo contrastato e di tutto questo suo dolore abbiamo voluto tirare fuori la parte più folle. Per questo abbiamo scelto solo i testi delle sue canzoni e un paio di sue poesie – perché ha scritto anche delle poesie, oltre alle sue canzoni che sono delle poesie.

È un cantautore poco conosciuto: qualcuno magari ha presente il nome, conosce uno o due brani. Ci piaceva quindi l’idea di poter restituire le sue parole, anche non cantante.

In scena ci sarà però una musicista.

Sì, Giulia Bertasi, una straordinaria fisarmonicista che mi accompagna da almeno una decina d’anni, insieme abbiamo fatto diversi spettacoli e abbiamo lavorato anche a riarrangiare alcune canzoni di Ciampi.

Abbiamo scelto questa strada, di partire dai testi, perché ci permette di rendere le sue parole non soltanto legate alla melodia di una canzone ma come se fossero dei versi poetici o dei racconti. Quello che viene fuori è, in realtà, un flusso di coscienza: i testi sono legati uno all’altro per analogie, per colori, per situazioni e danno uno spaccato di questo straordinario uomo.

La vita di Ciampi non sarà raccontata, nello spettacolo?


No, non c’è nessuna narrazione esterna che spiega chi fosse Piero Ciampi. Solo le sue parole, come se fosse un suo monologo, un testo unico dove a volte i brani vengono, come accennato, riarrangiati: abbiamo riscritto delle partiture musicali o messo degli arrangiamenti sotto altri brani. Combinazioni nuove e originali di queste poesie, perché alla fine sono dei testi poetici.

Quando è nato questo spettacolo?

Abbiamo avuto di mezzo questo anno terribile… lo spettacolo ha iniziato a nascere nell’estate del 2019; l’estate scorsa abbiamo avuto la possibilità di fare un paio di serate all’aperto, ma la forma definitiva deve ancora venir fuori. Avremmo dovuto debuttare nell’autunno del 2020 al Teatro Gerolamo ma è stato tutto chiuso prima.

E sabato sarà in streaming.

Non sono una fanatica dell’online, ma se adesso è l’unico mezzo per far sentire una voce, utilizziamolo. Non siamo nella situazione di poter portare online anche solo in minima parte uno spettacolo dal vivo, ma essendo essendo legati alla musica e alla poesia penso che il risultato possa essere fruibile anche così. Non servono grandi scenografie, si tratta di ascoltare queste parole, di lasciarsi accogliere dalla musica e dal canto – come una serata di Sanremo. Ma nessuna ambizione di sostituire il teatro con il video.

A proposito di Sanremo: si andrà in streaming la sera della finale.

Non è una scelta mia, però visto che c’è: perché no? Ognuno seguirà quello che vorrà: non penso di poter entrare in competizione con Sanremo, però sarà bizzarro portare nella stessa serata Ciampi che mai sarebbe andato a Sanremo e mai forse lo avrebbero invitato, così anarchico, così lontano da quel mondo… 

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