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Extraliscio (foto: Manuel Palmieri)
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Aspettando Sanremo
24.02.2021 - 20:430
Aggiornamento : 14.03.2021 - 12:15

Tutti in pista con gli Extraliscio (una storia d'amore)

‘L'Ariston sarà la nostra sala da ballo’, dice Mirco Mariani, creatore del 'punk da balera' con Moreno Il Biondo e La voce di Romagna Mauro Ferrara

La prendiamo alla larga. “Quando conobbi Casadei, il sassofonista si esibì in una polka usando la respirazione circolare. Ci fece la polka infinita, 20 minuti ininterrotti di polka velocissima, suonando cose mirabolanti. Uno pensa che il liscio sia soltanto ‘La mazurca di periferia’ e invece no...”. Quando Faso, bassista degli Elio e le Storie Tese, conobbe Casadei erano i tempi de ‘La Terra dei Cachi – the Rimini tapes’, versione con la nota orchestra romagnola. Faso, in quel luglio del 2017, riassumeva alla ‘Regione’ un concetto fondamentale: per suonare il liscio bisogna saper suonare. Eccome.

‘Siamo in missione per conto del liscio’

Quattro anni dopo, martedì scorso: «Il liscio è cambiato negli anni, si è industrializzato, direzionato verso finalità lontane dall’origine pura, dalla creatività, da com’era nato. Da un lato, ed è un aspetto positivo, ha dato da mangiare a migliaia di famiglie, ha creato piccole industrie, col capo-azienda anche capo-orchestra, arrangiatore, autore, musicista e presentatore. Ma tutto questo ci ha allontanati dalla verità. Affiancandomi a Mirco ho ritrovato la mia cantina, il mondo legato alla mia musica, che in 47 anni avevo letamente perso». Chi parla è Moreno Il Biondo, classe 1958, all’anagrafe Moreno Conficconi, superstar del liscio per dieci anni a fianco di Re Casadei (e anche co-arrangiatore di quella versione della ‘Terra dei cachi’). Mirco, invece, è Mirco Mariani, polistrumentista, per anni a fianco di Enrico Rava e Vinicio Capossela, unitosi al Biondo tramite Riccarda Casadei, figlia di Secondo. Nascono da Mariani e Conficconi, con l’aggiunta di Mauro Ferrara, anche detto ‘La voce di Romagna’, gli Extraliscio, piacevolmente folle operazione d’innesto – sulle radici della musica folkloristica romagnola – di suoni antichi e nuovi, molti dei quali provenienti dal Labotron, il laboratorio di Mariani, un museo di strumenti dimenticati (come il Mellotron, dal quale arriva mezzo nome) confluito, insieme al clarinetto in do del Biondo, in ‘È bello perdersi’, album in uscita il 5 marzo.

“È un disco da pianobar suonato in un hotel disperso nel nulla, dove c’è un grande orchestrone che fa incontrare la musica elettronica dei Kraftwerk e la malinconia della morna di Capo Verde; in questo hotel c’è anche una balera chiusa da anni, dove all’improvviso si riaccendono le luci intermittenti e colorate. A un certo punto questi tre mondi si ritrovano a far l’amore senza saperlo e senza essersi mai incontrati e visti prima”. Dentro ‘È bello perdersi’, così descritto da Mariani nelle note di presentazione, è contenuto ‘Bianca luce nera’, brano degli Extraliscio in gara a Sanremo. Più in generale, ‘Bianca luce nera’ è il liscio che sbarca a Sanremo, così come presentato lo scorso martedì in apposita conferenza stampa: «Sanremo è per noi la balera che ora è chiusa. Vi porteremo la spensieratezza che il liscio è capace di dare», garantisce Mariani, sintetizzando l’ascolto in anteprima del doppio album, gli inediti del primo disco e i classici dalla veste nuova contenuti nel secondo (anche strumentali). «Ho un’esperienza lunga con Enrico Rava, nei festival più importanti del jazz. E posso dire che il liscio è la musica più vicina al jazz, perché rigorosa, piena di regole e difficile. Chi parla male del liscio, non lo conosce. Il livello tecnico è altissimo, la preparazione strumentistica è altissima».

Il liscio, per Mariani, è anche «antidivismo per eccellenza, è il mettersi a disposizione dell’altro, è l’abbraccio del pubblico. E noi Extraliscio siamo dei fuorilegge, siamo punk nostro malgrado, facciamo musica da ballo nel momento in cui il ballo è la cosa più vietata che c’è. Ma siamo felici di essere i portavoce di una musica abbandonata, quindi grazie a chi ha creduto in un progetto fuori moda come il nostro». O anche: «Siamo come i Blues Brothers, abbiamo visto la luce. Ma siamo in missione per conto del liscio e non del blues».

Anche a fumetti

“Cosa succede se si mettono insieme due star del liscio con uno scienziato pazzo della musica? Succede un cortocircuito che si chiama Punk da balera”. Così Amadeus annunciava in diretta tv gli Extraliscio a Sanremo, un cortocircuito anche l’annuncio. Sanremo è l’ultimo approdo in ordine di tempo di questo progetto dietro il quale c'è Elisabetta Sgarbi, fondatrice e direttrice de La nave di Teseo, qui in forma di editrice musicale per la sua Betty Wrong. Dopo il primo album ‘Canzoni da ballo’ (2016) e il doppio ‘Imballabilissimi – Ballabilissimi’ (2017), nel 2020 esce ‘Punk da balera’: il relativo film, ‘Extraliscio – Punk da balera. Si ballerà finché entra la luce dell’alba’, diretto da Sgarbi, presentato a Venezia 77, è stato oggetto delle attenzioni di Pupi Avati, che agli Extraliscio ha chiesto musiche per il suo nuovo film ‘Lei mi parla ancora’.

Per Sanremo, il brano è completato da tasselli quali Pacifico, paroliere-garanzia, e Davide Toffolo – voce, chitarra e teschio dei Tre Allegri Ragazzi Morti (Tarm) – all’Ariston in veste d’interprete e su Linus, rivista di fumetti edita da Sgarbi, con 16 sue tavole in cui riassume a fumetti ‘Bianca luce nera’: «Penso che sia una canzone che farà incontrare la parte femminile che sta negli uomini e nelle donne. Femminilità molto vera, reale», dice Toffolo, la cui presenza a Sanremo è essa stessa cortocircuito: «È vero, Sanremo non è mai stato nei miei pensieri, ma sono convinto che ci si possa andare solo se si ha una grande canzone».

Silvana Mangano e i Talk Talk

‘Bianca luce nera’, con videoclip girato nella camera anecoica del Polo scientifico e tecnologico dell’Università di Ferrara, nasce così: «Sono partito da Silvana Mangano che canta il ‘Bayon de Anna’, ho aggiunto il pianoforte come lo usavano i Talk Talk e ho centrifugato il tutto nella balera. È un ritmo che batte forte e porta al ballo», dice Mariani. L’orchestra di Sanremo, all’Ariston, sarà nelle mani di Roberto Molinelli, Principal guest conductor presso la Russian Philharmonic Orchestra (Mosca) e di Direttore per l’Innovazione dell’Orchestra sinfonica G. Rossini: «Nella storia della musica classica – spiega Molinelli – anche Johann Strauss jr ha scritto musica da ballo per la corte di Vienna. Userò tutti gli strumenti a disposizione, voglio dare al liscio la stessa espansione strumentale che era propria di quella viennese. Perché è vero che quella di Strauss era musica contrappuntistica, ma il contrappunto del liscio è altrettanto complicato, fatto di grande virtuosismo. E se continua a suscitare interesse, è perché è scritto bene. D’altra parte, se ancora leggiamo Dante 700 anni dopo è perché è scritto bene».

Le prerogative per non annoiarsi ci sono tutte. Ci si metta pure la presenza di Peter Pichler, che nella sera dei duetti verrà a suonare il trautonium, workstation avveniristica inventata nel ’29 dell’ingegnere elettronico Freidrich Adolf Trautwein. Una prima in Italia, lo strumento, applicato a ‘Non partir’, brano che ha l’età del trautonium, reso ‘classicone’ da Fred Buscaglione e Tony Dallara. Che altro dire: tutti in pista.

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