laRegione
Nuovo abbonamento
olli-hauenstein-ed-eric-gadient-la-sindrome-di-clown
Eric Gadient (sx) e Olli Hauenstein
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
3 ore

OtherMovie, il programma della nona edizione

Dopo l'anteprima a Casa Astra, inaugurazione ufficiale domenica 4 ottobre con ‘Hasta que muera el sol’ di Claudio Carbone
Culture
4 ore

Premio del Centenario a Francesca Rigotti

La filosofa, docente all'Università della Svizzera italiana, premiata dalla Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera italiana
Arte
5 ore

Lo Spazio Officina si apre per ‘Donazioni II’

Sabato inaugurazione della mostra con le più recenti donazioni fatte al m.a.x.museo di Chiasso
Spettacoli
6 ore

Tagli Ssr, martedì si scoprirà la ‘cura Rsi’

Per il direttore generale Marchand nella Svizzera italiana la situazione “non è così pesante”
Culture
12 ore

Il riciclo in architettura “non è affatto difficile”

Intervista a Kerstin Müller del Baubüro in situ, ospite della Biennale del territorio, a Mendrisio e Lugano da oggi a sabato 3 ottobre.
Innocenti evasioni
19 ore

Vorrei cantare come Gigi D'Alessio

Perché quando pronunciamo il suo nome le persone che ci stanno intorno ridono? Con 'Buongiorno' facciamo pace col neomelodico. E anche con il reggaeton (forse)
Spettacoli
1 gior

‘Shalom Allah’: David Vogel ci racconta dei nuovi musulmani

In sala il documentario dedicato su alcuni svizzeri convertiti all'Islam, per andare oltre la paura e il rifiuto di certo dibattito pubblico
Musica
1 gior

Addio a Helen Reddy, cantò l'inno femminista 'I am a woman'

Per quella canzone vinse un Grammy. L'artista di origini australiane recitò anche in 'Elliott il drago invisibile' e 'Airport 1975'.
Fumetti
1 gior

Mafalda è orfana di Quino, morto a 88 anni

La creatura di Joaquín Salvador Lavado, fumettista argentino figlio d'immigrati andalusi, apparì per la prima volta nel 1964 sulle pagine di Primera Plana
Culture
1 gior

Film Festival Diritti Umani in quattro città: ospite Dolkun Isa

A Locarno, Lugano, Bellinzona e Mendrisio. Ospite d'eccezione il presidente del World Uyghur Congress. Dal 14 al 18 ottobre, i film e la mostra fotografica.
Società
1 gior

Rosso mestruazioni contro i tabù

L'azienda di colori Pantone introduce una nuova tinta per contrastare le discriminazioni
Scienze
1 gior

I ghiacci della Groenlandia sono spacciati

Il ritmo di scioglimento è superiore a quello degli ultimi dodicimila anni
Danza
1 gior

'Autour du corps', l'omaggio al Bauhaus di Tiziana Arnaboldi

Un corpo, nove cerchi, infiniti centri: è il nuovo spettacolo della compagnia, in scena dal 2 al 4 ottobre al Teatro San Marterno di Ascona. L'intervista.
Scienze
1 gior

Coronavirus, mix di super-anticorpi bloccano il virus nei topi

Due preparati, con meccanismi leggermente diversi, se somministrati in piccole dosi impediscono la replicazione del SarsCov2
Musica
1 gior

Ultimi biglietti per VIVA#DE ANDRÉ al PalaCinema

Ancora ventina di tagliandi disponibili per il tributo in chiave jazz al grande cantautore, in programma il 9 ottobre a Locarno
Musica
1 gior

Chiara Dubey a Locarno, a riveder le stelle

Tra musica e visual, il suo album ‘Constellations’ al Teatro di Locarno, sabato 3 ottobre: 'Per una sera vorrei creare un universo a sé. Almeno per un'ora'.
Culture
1 gior

Musica nel Mendrisiotto: c'è il Quartetto Vivaldiano

Domenica 4 ottobre alle 10.30 nella chiesa di San Giovanni a Mendrisio si ripercorrono le vie del Barocco.
Spettacoli
15.09.2020 - 10:510

Olli Hauenstein ed Eric Gadient: la Sindrome di Clown

Alla Sala Multiuso di Paradiso, sabato 19 settembre alle 20, la poesia senza parola di un duo che non è solo comico. L’intervista.

Il pubblico del Teatro Dimitri li ha già applauditi lo scorso 14 agosto. Da Verscio alla Sala multiuso di Paradiso (sabato 19 settembre alle 20, iscrizione obbligatoria scrivendo a ilmosaico.cers@gmail.com) i chilometri non sono troppi e Olli Hauenstein ed Eric Gadient, attore con la Sindrome di Down, portano un po’ più a sud una delle ormai 150 tappe di ‘Clown Syndrom’, spettacolo che mette in discussione luoghi comuni e gerarchie prestabilite tra i molti ‘noi’ e ‘loro’ del nostro vivere insieme. Hauenstein – comico, attore, clown, regista per Circus Knie, Circus Roncalli e Cirque du Soleil – conosce Gadient vent’anni fa a Sommeri nel Canton Turgovia, quando l’istituto per persone diversamente abili del quale Eric fa parte chiede a Olli di organizzare uno spettacolo che coinvolga tutti gli appartenenti alla struttura. Lo spettacolo ha successo e a Olli viene chiesto di continuare l’esperienza. Di lì in avanti, sei spettacoli, uno nuovo ogni due anni, con Hauenstein sul palco anche come attore per guidare e sostenere. «Eric è sempre stato una persona importante, lo spettacolo prevedeva scene insieme grazie alle quali ho potuto constatare il suo talento», racconta Hauenstein a laRegione. Fino al giorno in cui Eric, per incomprensioni nel gruppo, smette di recitare. «Voglio tornare a fare teatro, ma con te», gli dice molto tempo dopo. E così Olli pensa a come potrebbe essere un duo con Eric. Durante un anno di prove fatte di pura improvvisazione, il regista vede la possibilità di un teatro professionale e non soltanto educativo e sociale: «Mi sono detto che se teatro doveva essere, allora saremmo andati davanti al pubblico con qualcosa d’identico, per tipologia, ai miei spettacoli da solista». L’esordio nel 2016 e da allora, in tre stagioni e al netto della pausa per coronavirus, circa 150 spettacoli in piccoli e grandi teatri per il gradimento del pubblico e l’apprezzamento della stampa. Nzz in testa: “Questi due comici vivono sempre in sfere separate. Ed è quello che li rende così bravi”. Nessuna lingua è usata in ‘Clown Syndrom’, se non quella dei clown e alcune parole in inglese, internazionalmente note, perché Eric è nato negli Stati Uniti. «Come nella musica, è una lingua che tutti comprendono.

Olli Hauenstein, ci racconta la sua esperienza a Sommeri?

Gli attori con Sindrome di Down sono attori entusiasti. E la gioia di fare teatro è già un talento. Hanno grande volontà e la paura del fallimento è qualcosa che non li riguarda. Quella semmai riguarda noi. Il loro è un approccio che permette di spalancare tante finestre che la maggior parte di noi ha paura di aprire per il timore di scoprire cosa c’è fuori. Un altro grande talento per un comico è l’onestà ed Eric, e anche altri che ho conosciuto, sono sempre se stessi pur nei differenti ruoli. Cosa che è anche una prerogativa dei grandi attori. E come i grandi attori, prendono tutto molto seriamente. Mi capita, durante i miei workshop, di chiedere a qualcuno di indossare i panni dell’attore comico e non trovo mai la naturalezza e la serietà di Eric. La comicità diventa più grande quando è fatta con convinzione.

Lei tiene molto a che questo sia considerato teatro e non teatro inclusivo…

Sì, è uno spettacolo e basta. Perché ‘diversi’ siamo tutti e ci sono tanti grandi artisti diversamente abili. Io ed Eric siamo due comici ognuno con il suo talento. Nel preparare un testo promozionale per questo spettacolo mi sono ritrovato a scrivere “Eric Gadient, un uomo con Down Syndrom” e dovendo scrivere di me mi sono accorto di non sapere come definirmi, se non “un uomo con Clown Syndrome”. Ma la Sindrome di Clown è anche quella che ha Eric Gadient e quindi è chiaro che ne siamo affetti entrambi». 

Come si svolge il vostro lavoro insieme?

È una comunicazione diversa. Io lavoro in modo non intellettuale, definisco un’azione, spiego a Eric cosa succede e durante le prove Eric, facendo, comprende la totalità di quello che sta andando in scena. La disabilità mentale può essere non un handicap ma un talento, perché non c’è quell’autocontrollo tipico di chi va verso il pubblico. È una libertà che apre ad altri talenti.

La peculiarità di Eric?

Oltre al telento attoriale, un grande interesse musicale. Suona il flauto di pan e vi si esercita molto. E poi la sensibilità. Quando io o mia moglie non siamo al meglio, lui lo percepisce immediatamente. Ti guarda e ti chiede se va tutto bene. Sente le tensioni nel gruppo. E credo che quando ci ritroviamo in scena il pubblico si accorga di questa sensibilità. E inoltre è molto propositivo, molte idee vengono da lui anche se non posso usarle tutte. Lo stesso vale per me, se le idee non hanno senso nello spettacolo, allora lasciamo perdere. 

A proposito dello spettacolo: ce lo racconta?

È uno spettacolo non letterario, intellettuale, ma ha una sua profondità sociale. È essenzialmente una commedia dell’arte in cui il messaggio è veicolato dall’azione. Non è sempre comicità. Parliamo della vita, della morte e della fame, concetti molto importanti nella drammaturgia comica. I clown hanno sempre fame, sono fuori dalla società. Il clown di Chaplin, per esempio, non vive esattamente nella società, è un anarchico, scherza sulla chiesa, potere, proprietà. Mostriamo tutto questo con le azioni, con le immagini e una poesia senza parole. E siccome siamo comici, ci piace che il pubblico rida.

© Regiopress, All rights reserved