laRegione
Nuovo abbonamento
A sinistra, Massimiliano Motta; a destra, Alessandro Haber (© Rough Cat)
ULTIME NOTIZIE Culture
Ritratti
9 ore
Il lungo volo di Biriki
Incontriamo Bruna Ferrazzini e l’uccellino da lei creato: leggero, curioso, contagioso. E libero
Spettacoli
9 ore
Marco Solari: essenziale un Festival in presenza
Locarno 2020 avrà anche delle proiezioni in sala, presentate giovedì. Ma dovrà rinunciare a Piazza Grande e alla Rotonda, “palla al piede necessaria”
Culture
17 ore
Canetta: giudicate l’offerta musicale, non gli organigrammi
Il direttore della Rsi risponde alle critiche del musicologo Carlo Piccardi sulla marginalizzazione della musica all'interno del servizio pubblico
Culture
1 gior
Il doppio Strega di Sandro Veronesi
Dopo ‘Caos calmo’ nel 2006, ‘Il colibrì’: lo scrittore toscano ha conquistato per la seconda volta il premio in una cerimonia con gaffe sessista
Arte
1 gior
I premi svizzeri d'arte e di design 2020
Il Prix Meret Oppenheim è andato a Marc Bauer, Koyo Kouch e la coppia Barbara Buser e Eric Honegger
Scienze
1 gior
L'eccezione diventa la regola
Le estati ritenute 'estreme' sino a trent'anni fa sono ormai la norma
Scienze
1 gior
Un buco nero insaziabile
Il 'cannibale cosmico' scoperto nel 2018 al centro della galassia J2157 è più grande e vorace del previsto
Culture
1 gior
Secondo 'Strega' per Sandro Veronesi
Già dato per superfavorito, come nel 2006 lo scrittore toscano sbanca il Premio con 'Il colibrì'
Spettacoli
2 gior
Due produzioni del Lac alla Biennale
‘Bye Bye…’ di Alessio Maria Romano e ‘I Cenci’ di Giorgio Battistelli in scena a Venezia a settembre
Spettacoli
2 gior
Amanda Sandrelli a Chiasso sabato anziché venerdì
Rinviato di un giorno a causa del maltempo ‘Alfonsina y el mar: storia di tango e passioni’, a Chiasso per la rassegna Voci e Not(t)e
Spettacoli
2 gior
Festival, una Locarno 2020 non solo virtuale
Edizione ibrida: oltre all'online vi saranno proiezioni in tre sale, con tanto di "appuntamento al buio" con la direttrice Lili Hinstin
Culture
2 gior
Rsi dopo-Canetta, abbiamo un concorso
Pubblicato il bando per il nuovo direttore della Rsi. Pedrazzini: cerchiamo una persona in grado di guidare l'azienda in tempi difficili
Spettacoli
3 gior
Ascona, tre serate di Jammin’ for New Orleans
Una cinquantina di concerti organizzati da JazzAscona con band ticinesi, svizzere e italiane da giovedì 2 a sabato 4 luglio
Culture
3 gior
Covid-19, da Suisa un aiuto da 1,5 milioni
La società di diritti d'autore ha istituito un fondo per compositori, autori ed editori musicali per compensare le perdite dell'annullamento di eventi
Arte
3 gior
I sei artisti vincitori del Premio culturale Manor 2020
Il riconoscimento a sostegno dei giovani artisti svizzeri è andato anche alla ticinese Marta Margnetti che a novembre esporrà al Masi di Lugano
Spettacoli
3 gior
Da Piazza Grande alla Ssr, il Pardo a casa
Il Locarno film festival porta dodici film, passati negli ultimi anni in Piazza Grande, alla Rsi
Scienze
3 gior
Cern, osservata una nuova particella esotica fatta da 4 quark
La scoperta, che potrebbe aiutare a comprendere la forza che tiene assieme i nuclei degli atomi, effettuata nell'ambito dell'esperimento LHCb
Scienze
4 gior
Seimila anni buttati via
L'aumento accelerato della temperatura media cancella millenni di clima temperato
Scienze
4 gior
Il bosco fa respirare l'Europa
Le foreste concorrono ad assorbire ogni anno 806 milioni di tonnellate di anidride carbonica
Scienze
5 gior
La discriminazione di genere c’è anche dove non si vede
Secondo una ricerca, preconcetti sull'abilità lavorativa delle donne presenti soprattutto in chi pensa che la parità sia stata raggiunta
Spettacoli
5 gior
The show must go on. Nonostante la pandemia
Le difficoltà per il settore degli eventi rimangono, come ci spiega Gabriele Censi: Senza il pubblico il settore degli eventi morirebbe.
Scienze
5 gior
Cina, scoperto un virus potenzialmente pandemico
Studiosi lo hanno identificato ed è simile a quello resonsabile dell'influenza H1N1 che causò vittime e paure nel 2009
Spettacoli
5 gior
Premio d’onore del cinema svizzero per Markus Imhoof
Il regista premiato per “la sua perpetua ricerca dell'umanità, che mescola politica e aneddoti personali”
Castellinaria
18.11.2019 - 06:000
Aggiornamento : 07:08

'I segreti del mestiere', buon cinema ticinese (compreso Haber)

Incontro con il grande attore italiano, che al film concede uno dei suoi proverbiali cammeo, e con parte del cast del primo lungometraggio di Andreas Maciocci

Prima di cominciare: Alessandro Haber è vivo e vegeto e ieri ha parlato del suo cammeo in ‘I segreti del mestiere’, primo e riuscito lungometraggio del ticinese Andreas Maciocci, in anteprima assoluta nella fredda domenica di Castellinaria. E con Haber ha parlato con ‘laRegione’ buona parte del cast italo-bulgaro-ticinese del bel film prodotto dalla Rough Cat di Nicola Bernasconi e girato nel Mendrisiotto. Esaurita da tempo la bufala della sua presunta morte, creata ad arte per il lancio promozionale per uno show Rai che ha divertito i molti e indignato pochi aridi di black humor, l’attore italiano era a Bellinzona anche per ritirare il Premio Castellinaria, conferitogli “per la sua capacità di dare umanità anche ai personaggi più cupi”, parole del direttore artistico Giancarlo Zappoli (cfr. laRegione dello scorso martedì).

«A tutti i personaggi, mi permetto di dire» ci tiene a specificare Haber, per il quale – sarà che non è nato attore, ma già personaggio, come ribadito in altra sede – l’incontro di ieri è stato spettacolo aggiunto già dall’entrata al Palaexpo e negli interventi a margine dei colleghi, riportati in sintesi per troppa, irresistibile, coloritura (ma è consentito immaginare). Quando si parla di questo premio, però, l’attore sceglie toni più contenuti: «La motivazione mi ha commosso. Io non scelgo mai ruoli banali. Cerco di dare spessore anche al piccolo ruolo, che ha un passato, un futuro e un presente. Anche se sono partecipazioni, chiedo sempre che questo personaggio abbia un senso. Mi è sufficiente anche un giorno di lavoro, ma se il personaggio che mi viene dato ha un potenziale, allora vale la pena di giocare. Perché non si vince sempre con un poker e anche in questo mestiere puoi diventare bellissimo anche con una semplice coppia». E aggiunge: «Chi ha scritto la motivazione ha capito, ha osservato, per questo tengo a questo premio particolarmente. Ma sai quante targhe ricevo che poi butto via? Dovrei avere un appartamento solo per le targhe. E invece ho capito che questo premio ha una storia. E poi mi sono trovato bene, tutte persone carine sul set».

In un Ticino non da cartolina

‘I segreti del mestiere’ è la storia di Samuel, o Sam (Massimiliano Motta), quindicenne del Mendrisiotto che è riuscito a dirottare all’interno dei suoi disegni i turbamenti tipici dell’adolescenza, la sua naturale introversione e il bisogno di comunicare. Il dialogo (virtuale) più profondo avviene con un personaggio da lui stesso creato, Aline, ragazzina che è il suo opposto quanto a sicurezza e determinazione (nei disegni di Antoine Deprez, animati da Gaston Dupuy e Miljana Milikovic). Nella calda estate ticinese che accompagna la bocciatura al primo anno di liceo, il ragazzino mette insieme tutti i risparmi e assolda l’investigatore privato di origini balcaniche Drago (Christo Jivkov), fuggito dalla guerra e ora gestore di un pub cittadino con la fidanzata Morena (Caterina Bertone): è proprio a Drago che Samuel chiede di dare un senso a un dubbio che lo tormenta e la cui soluzione aprirà una porta sul doloroso passato della sua famiglia; porta che conduce a una ‘stanza’ rimasta chiusa anche per il volere del padre Fabio (Fausto Maria Sciarappa).

«La cosa che mi ha avvicinato al progetto – spiega il regista nel quantificare il vissuto confluito nella pellicola – è stato il rapporto padre-figlio. Da una il piccolo artista chino sul suo quadernetto a disegnare e dall’altra parte il classico padre giacca, cravatta e “Devi studiare”». Tra gli input personali c’è anche il rapporto con i coetanei, «il momento in cui ti senti fuori dalle tue acque, o il primo grande amore», che ha un dolce culmine nel viaggio in motorino guidato da Giulia (l’esordiente Elisa Cavallo). Non del tutto personale è invece l’aver girato tra Mendrisio e il confine con l’Italia, destinazione finale di una storia ipotizzata a Lugano, trasferita più a sud «per evitare la classica cartolina ticinese» e perché «il luogo era fondamentale per raccontare il viaggio che il protagonista intraprende. Il treno, a livello visivo e sonoro, rientra più volte all’interno del film». E comunque (lo pensano anche i The Vad Vuc) «Chiasso, al di là che possa sembrare grigia, ha angoli interessanti, e ci sono cresciuto».

Sogna ragazzo sogna

Il film di Maciocci ha gli occhi malinconici di Massimiliano Motta. «Trovarlo non è stato facile. Abbiamo incontrato tanti ragazzini, sia qui che in italia. Lui è comparso all’ultimo casting di Milano, in una scuola di teatro dove ai candidati era richiesto di aspettare il proprio turno vicino a un magazzino di vestiti. Lui ci è entrato, in quel magazzino, e si è scelto dei vestiti e un cappello. Ho detto a Nicola (Bernasconi, ndr) che era quello giusto».

Il “per la prima volta sullo schermo” che appare nei credits non deve ingannare. Perché, paradossalmente, per il 16enne nei panni non semplici del protagonista, all’esordio davanti alla macchina da presa, il difficile non è stato reggere l’intero film in mezzo a un cast di professionisti, sostiene lui, ma produrre con l’aiuto del padre il video-provino per essere ammesso al casting. «A sette anni ho deciso che devo vincere l’Oscar», mette in chiaro le cose Massimiliano (Haber: «Io l’ho deciso a sei»); una scuola di teatro, qualche spettacolo fuori sede, poi la grande occasione, «e mi ci sono buttato».

Preso atto che prima di ieri Massimiliano non aveva visto il film (Haber: «Hanno cancellato tutte le tue scene, adesso c’è una voce fuori campo»), da grande Max vuole fare l’attore puntando al Mastroianni de ‘La dolce vita’ («Avrei voluto conoscere Sylvia») o al McGregor di ‘Trainspotting’. «Vi aspettavate ‘Harry Potter’ o gli ‘Avengers’ vero?’, ironizza Sciarappa, che del giovane attore garantisce sullo status di cinefilo.

Motta tiene botta alla pregevole interpretazione di papà Fabio (tra cinema, teatro e tv lo si apprezza anche in ‘La meglio gioventù’ e ‘Romanzo criminale’), a quelle di Arianna Scommegna, Soraya Sala e di Jivkov, già ne ‘Il mestiere delle armi’ di Ermanno Olmi e ‘La passione di Cristo’ di Mel Gibson e ‘Il ragazzo invisibile’ di Salvatores (tra gli altri), che alla produzione ticinese tesse ulteriori lodi: «Mi sono trovato a casa perché mi è stato possibile lavorare con italiani all’interno di tempistiche e organizzazione tedesche. Nicola e Andreas sanno che da dieci anni a questa parte non mi ero mai sentito in famiglia come qui (Haber: «E poi sono arrivato io e ha cambiato idea»).

La valigia del cantante

Potrebbe bastare, per dire di quest’opera in cui il ‘filato’ diventa tessuto dall’ottima trama e col finale che passa indenne prima la ‘prova groppone’ (nel senso che sull’epilogo non si può certo fare gli insensibili di turno) e poi la ‘prova sorpresa’ (nel senso poetico del termine). Ma l’ultima domanda è per l’Haber cantante, che nel 2004 si produceva in una sontuosa raccolta di canzoni che per titolo portava il suo cognome e nella quale interpretava anche ‘La valigia dell’attore’, scritta per lui da Francesco De Gregori: «Per ora farò il mio primo concerto importante il 6 dicembre alla Sala Petrassi del Parco della Musica a Roma» conclude Haber. «Sono contento perché anche recitare è musicalità, ma interpretare musica è appagante. Certo, a teatro il personaggio ha una sua evoluzione, cresce solo dopo la ricerca e mesi di prove. La canzone, invece, è un’apostrofo, è come fare l’amore (edulcorato, ndr), ma quei quattro-cinque minuti d’amore devono avere un senso. Quando faccio ‘Margherita’, per esempio, la gente mi dice: “Finalmente l’ho capita!” (Riccardo Cocciante è avvisato...).

© Regiopress, All rights reserved