Madrid, migliaia in piazza per difendere scuola e sanità pubblica
Società

Madrid, migliaia in piazza per difendere scuola e sanità pubblica

Dopo la sospensione per il lutto ferroviario, docenti, studenti e medici chiedono più fondi e personale per istruzione e sanità.

4 novembre 2026
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Sono riprese oggi a Madrid le mobilitazioni sindacali dopo la sospensione delle manifestazioni in segno di lutto per la tragedia ferroviaria di Urda (Toledo), che una settimana fa ha provocato almeno 69 morti. Oggi sono tornati in piazza nella capitale iberica docenti, studenti universitari e medici, in due distinte proteste.

Migliaia di insegnanti e studenti delle sei università pubbliche madrilene hanno partecipato a una marcia indetta nel primo di due giorni di sciopero, al quale sono chiamati 209'000 studenti e 32'900 lavoratori dei sei atenei, contro la carenza di finanziamenti, di personale e risorse e la privatizzazione, che minacciano l'istruzione pubblica. La protesta è iniziata con picchetti informativi.

Le due giornate prevedono varie mobilitazioni, fra cui il corteo di oggi nel centro di Madrid e una manifestazione domani - con classi tenute in strada - che culminerà davanti all'assessorato all'istruzione della Comunità di Madrid, come ha spiegato in dichiarazioni ai media Eva Aladro, docente della Facoltà di scienze dell'informazione all'Università Complutense di Madrid, aderente alla piattaforma di protesta.

Al grido di "Ayuso ascolta, l'università è in lotta", migliaia di persone partite da Calle Ferraz hanno raggiunto la sede della federazione del Partito popolare, in Calle Genova, per protestare contro la governatrice regionale Isabel Diaz Ayuso del PP.

I docenti chiedono meno ore di lezione, classi meno numerose, più organici e un aumento salariale di 600 euro mensili. Il personale delle università denuncia invece "l'asfissia economica" dei campus, il deterioramento delle condizioni di lavoro e studio e la "repressione" negli atenei.

Sul fronte sanitario circa una cinquantina di medici e professionisti della sanità si sono riuniti davanti alla sede dell'assessorato regionale alla salute, nel centro della capitale. Al grido di "Sanità di qualità, basta chiacchiere" e di "non è un turno di guardia, è lavoro straordinario", i manifestanti hanno chiesto all'assessora del settore, Fatima Matute, di riattivare il tavolo di confronto sulle condizioni lavorative.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni