L'intervento della polizia all'alba ha portato a tredici fermi e diversi feriti; il Presidente richiede chiarimenti dopo il sostegno di deputati di sinistra agli attivisti.
Dopo le manifestazioni per il diritto alla casa di ieri sera, all'alba di oggi la polizia portoghese è nuovamente intervenuta per sgomberare gli accampamenti di attivisti nel centro di Lisbona e di Porto.
Come già annunciato, le forze dell'ordine non avevano autorizzato il presidio oltre la mezzanotte, ma una parte degli attivisti è rimasta in piazza, godendo anche del sostegno di alcuni deputati dei partiti di sinistra, in particolare Livre e Blocco di sinistra, che hanno cercato di frapporsi, senza successo, fra gli agenti e i manifestanti.
Il bilancio provvisorio, secondo le autorità, è di tredici fermi e diversi feriti, fra cui tredici agenti della pubblica sicurezza.
Sul posto erano presenti membri dello staff del difensore civico, i quali hanno assistito agli arresti vicino al cordone di polizia. Il loro intervento era stato richiesto l'altro ieri da un gruppo di personalità composto di costituzionalisti, avvocati, opinionisti e dell'ex eurodeputata socialista Ana Gomes, nell'ambito del Meccanismo nazionale di prevenzione della tortura e dei maltrattamenti. Anche il presidente della Repubblica António José Seguro, si legge in un comunicato, ha richiesto "chiarimenti dettagliati" sugli interventi delle forze dell'ordine.