Human Rights Watch denuncia arresti di massa, test HIV forzati e ostacoli all'assistenza legale, mentre la repressione semina paura nella comunità LGBTQ+ e ostacola le cure.
Da febbraio, almeno 320 persone sono detenute in Senegal per "atti contro natura", dopo l'inasprimento della legge che criminalizza l'omosessualità; lo riferisce il Guardian, citando l'ultimo rapporto di Human Rights Watch. Secondo l'organizzazione, arresti di massa, test HIV forzati e ostacoli all'assistenza legale fanno parte di un giro di vite sempre più duro contro le persone LGBTQ+. Tra queste, almeno 84 sono state incriminate per "trasmissione volontaria dell'HIV", esclusivamente sulla base della loro sieropositività. Ansa.it
L'intensificarsi della repressione giunge dopo che, all'inizio dell'anno, è stata inasprita la legge che criminalizza l'omosessualità nel Paese. L'11 marzo, il parlamento senegalese ha modificato il codice penale, raddoppiando a 10 anni la pena massima detentiva per i rapporti consensuali tra persone dello stesso sesso. La nuova legge ha introdotto pene fino a sette anni di carcere e multe comprese tra 500.000 e 5 milioni di franchi CFA (714-7.144 franchi) per chi promuove l'omosessualità o sostiene e finanzia persone e organizzazioni LGBTQ+.
Sylvie Beaumont, consulente dell'HIV Justice Network, ha riferito di aver raccolto testimonianze secondo cui i centri specializzati per l'HIV avrebbero registrato un calo dell'affluenza. "Ovviamente questo è negativo per la risposta all'HIV, perché le persone rinunciano alle cure e non si sottopongono ai test", ha affermato.
Le persone LGBTQ+ intervistate da Human Rights Watch hanno riferito che la repressione sta seminando paura all'interno della loro comunità, provocando stati di ansia e depressione. Molte sono state costrette a nascondersi, a limitare i propri spostamenti o a trasferirsi altrove; alcune hanno lasciato il Paese. Le modifiche al codice penale del Senegal, Paese che vede in carica il presidente Bassirou Diomaye Faye, la cui matrice politica è ancorata alle istanze sovraniste e di sinistra, si inseriscono in una tendenza, riscontrabile in tutta l'Africa subsahariana, verso una legislazione sempre più punitiva nei confronti delle persone LGBTQ+.