Il rapporto annuale del Grevio evidenzia progressi legislativi, ma chiede investimenti costanti in programmi scolastici e iniziative per trasformare le norme sociali.
"I paesi europei hanno compiuto importanti progressi nella lotta alla violenza contro le donne, ma gli sforzi volti a prevenire la violenza prima che si verifichi continuano a rimanere indietro rispetto ad altri settori d'azione". Lo afferma il Grevio, organo del Consiglio d'Europa incaricato di monitorare l'attuazione della convenzione di Istanbul, nel suo rapporto annuale, in cui evidenzia che "per ottenere risultati migliori è fondamentale un investimento costante nella prevenzione".
Il Grevio osserva che un numero crescente di paesi sta introducendo nelle leggi elementi che si conformano a quanto richiesto dalla convenzione, come per esempio definizioni di stupro basate sul consenso, o la criminalizzazione della violenza psicologica. Inoltre evidenzia la creazione di servizi di assistenza più specializzati, e il fatto che la violenza contro le donne viene sempre più riconosciuta come una violazione dei diritti umani.
Ma nota anche che la prevenzione rimane uno degli aspetti più deboli dell'azione degli Stati. Da Strasburgo si sottolinea che "le campagne di sensibilizzazione sono preziose, ma da sole non possono trasformare le norme sociali, i comportamenti e i rapporti di potere ineguali alla base della violenza". Il Grevio si attende che siano messe in atto misure che riducono le probabilità che la violenza si verifichi, come per esempio "programmi scolastici incentrati sugli stereotipi di genere e sulle relazioni sane, iniziative che coinvolgono uomini e ragazzi, ma anche corsi di autodifesa femminile basati su dati scientifici".
Secondo il Grevio "una prevenzione efficace richiede misure a lungo termine, adeguatamente finanziate e basate su dati concreti, attuate nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle comunità, nei media e nella sfera digitale".
Infine nel rapporto, l'organo del Consiglio d'Europa mette in guardia gli Stati "sulla crescente diffusione, tra i giovani, di forme di violenza e comportamenti sessuali dannosi, facilitati dalla tecnologia". Il rapporto annuale riguarda le attività di monitoraggio condotte dal Grevio lo scorso anno e non prende in conto gli eventuali sviluppi verificatisi quest'anno.