L'87enne sfrattata a Madrid raggiunge un accordo per un nuovo contratto. Il governo PSOE-Sumar approva misure urgenti contro l'emergenza abitativa.
Maricarmen, l'anziana di 87 anni sfrattata mercoledì scorso dalla sua casa nel quartiere madrileno del Retiro, dove viveva da 70 anni, potrà fare ritorno nella sua abitazione. La vicenda di Maricarmen, divenuta simbolo della protesta per il diritto alla casa in Spagna, ha visto una svolta grazie a un accordo raggiunto tra la società proprietaria dell'appartamento, Urbangestion, e i suoi rappresentanti legali. L'intesa prevede un nuovo contratto di affitto, ma necessita ancora del via libera dell'anziana.
Lo sfratto era avvenuto dopo una vertenza durata sette anni, durante la quale Urbangestion aveva quintuplicato l'affitto, portandolo da 500 a 2.650 euro. L'accordo è stato siglato dopo oltre quattro ore di trattativa che ha coinvolto la proprietà, la legale e i familiari di Maricarmen, con la mediazione dell'Empresa Municipal de Vivienda y Suelo (EMMS). All'incontro ha partecipato anche il Sindicato de las Inquilinas, promotore delle mobilitazioni di solidarietà con Maricarmen a Madrid e in altre città spagnole, culminate nell'accampamento di protesta nella Puerta del Sol, che da sabato scorso ospita centinaia di persone.
I dettagli economici del nuovo contratto di locazione non sono stati ancora resi noti. Il servizio di intermediazione dell'EMMS, che ha condotto la trattativa, offre garanzie ai proprietari e prevede che gli inquilini non paghino più del 40% del reddito netto, tenendo conto che Maricarmen è pensionata.
Nonostante l'accordo, la "acampada" di centinaia di persone e oltre 350 tende nella Puerta del Sol proseguirà. Un portavoce del Sindicato ha dichiarato che la protesta "va oltre" la vicenda di Maricarmen e mira a ottenere misure strutturali per prevenire casi analoghi, in attesa del decreto legge del governo per contrastare l'emergenza abitativa, previsto per oggi.
Intanto, la Comunità di Madrid, guidata da Isabel Diaz Ayuso del Partito Popolare, ha concesso 48 ore alla Delegazione del governo centrale per sgomberare l'accampamento "illegale". In caso contrario, presenterà un ricorso in tribunale chiedendo misure cautelari e si riserva il diritto di intraprendere azioni giudiziarie, comprese quelle penali, contro il delegato del governo, il prefetto Francisco Martin.
Sul fronte governativo, i partiti della coalizione progressista, il Partito Socialista (PSOE) e Sumar, hanno raggiunto un accordo per approvare misure sulla casa. Fonti della Moncloa hanno dichiarato all'ANSA che l'obiettivo è "dare risposte alle domande della cittadinanza e avanzare sui diritti". Il negoziato, intenso e protrattosi fino a questa mattina, ha ritardato l'inizio del Consiglio dei ministri.
Il provvedimento, noto come "decreto Maricarmen", è stato diviso in due decreti distinti per separare le misure di maggiore consenso da quelle più controverse, nel tentativo di assicurare i voti necessari alla convalida parlamentare. La ministra della Sanità e dirigente di Sumar, Monica Garcia, ha elencato le misure concordate, che "daranno sollievo a oltre 5 milioni di persone". Tra queste figurano: la proroga ampliata dei contratti di affitto fino al 31 dicembre 2028; l'aumento dello 0% nei contratti al di sopra dell'indice degli affitti; la regolamentazione degli affitti stagionali e delle stanze; la sospensione degli sfratti fino al 2030; il divieto di acquisto di abitazioni da parte di fondi speculativi; e il rinnovo automatico dei contratti di affitto.
Garcia ha sottolineato l'importanza di "intervenire sul mercato speculativo della casa e iniziare a riequilibrare la bilancia tra cittadini e fondi speculativi", ringraziando le mobilitazioni e gli accampamenti per aver reso possibile questo risultato. Il governo ha anche richiesto una seduta straordinaria al Congresso dei deputati per venerdì, per la convalida immediata dei due decreti legge approvati oggi in Consiglio dei ministri.
Inoltre, il governo dovrebbe approvare oggi la proroga fino a fine anno dello scudo sociale per l'aumento dei costi dell'energia, causato dalla guerra in Iran, e l'incremento dell'inflazione, salita dal 4,3% di agosto al 4,9% a settembre, rispetto al 2,3% di febbraio, prima del conflitto in Medio Oriente.