Una nuova ricerca suggerisce 2,2 milioni di aborigeni nel 1788, con milioni di decessi dovuti a malattie e violenze coloniali.
La popolazione indigena in Australia prima della colonizzazione europea è stata drammaticamente sottostimata, secondo una nuova ricerca che suggerisce che un numero molto maggiore di aborigeni fu ucciso o morì per l'impatto dell'invasione.
Una nuova modellazione dell'Australian Research Council Centre, pubblicata su "Nature Human Behaviour", indica che prima dell'arrivo della prima flotta nel 1788 i livelli della popolazione arrivavano a 2,2 milioni, rispetto alle stime iniziali di 250.000.
Gli autori scrivono che, storicamente, le stime della popolazione non hanno considerato l'impatto "dovuto a malattie mortali, violenze di frontiera e strutturali e l'assenza di censimenti sistematici". E osservano che cercare di rettificare le conoscenze è "indispensabile per conoscere la verità e per la riconciliazione".
Secondo l'autore della ricerca Corey Bradshaw, professore di ecologia globale della Flinders University di Adelaide, la modellazione indica che vi sono stati milioni di decessi da vaiolo e altre malattie, da massacri e altri effetti della colonizzazione, come espropriazioni e malnutrizione.
La ricerca indica che un'epidemia di vaiolo nel 1789 da sola ha ucciso fino a 220.000 aborigeni. Vi furono altre epidemie di vaiolo, e di altre malattie, oltre a massacri e altri effetti della colonizzazione come espropriazioni e malnutrizione.
Le popolazioni aborigene e delle Isole dello Stretto di Torres a nord del continente non sono state correttamente censite fino al 1971, quando furono identificati 115.953 aborigeni e abitanti delle isole dello Stretto di Torres. Nel censimento del 2021 furono invece contate 812.758 persone aborigene e dello Stretto di Torres, una cifra rivista a 983.257 in un successivo conteggio.
"Non si tratta di una conseguenza marginale della colonizzazione, ma di una catastrofe demografica nel cuore della storia australiana", ha affermato la docente universitaria Larissa Behrendt, del popolo Euahleyai/Gamillaroi, presidente del comitato consultivo Council Centre for Indigenous and Environmental Histories and Futures (CIEHF).