Il Pontefice, in conferenza stampa, critica l'industria bellica e invoca il dialogo tra le nazioni per affrontare le divergenze e prevenire conflitti.
"Continuiamo ad armarci e a spendere ingenti somme per quell'enorme industria militare: un'industria da cui pochi eletti traggono enormi profitti promuovendo la guerra. Eppure, quei miliardi di euro o di dollari potrebbero essere impiegati per risolvere problemi quali la fame nel mondo, l'emergenza abitativa, la disoccupazione". Lo ha detto il Papa nella conferenza stampa sul volo da Metz a Lourdes.
"Abbiamo bisogno di una voce che proponga una strada diversa: una via che rifiuti l'idea di spendere sempre di più in armamenti, alimentando solo le tensioni che potrebbero portare allo scoppio di un'altra guerra o di un nuovo conflitto. Vediamo potenze che cercano di imporre la propria volontà con la forza, anziché dialogare o negoziare le divergenze che naturalmente esistono; ciò rende sempre più probabile, nel mondo attuale, la prospettiva di una guerra, o di molteplici guerre e conflitti", ha detto il Pontefice aggiungendo: "Credo che la Chiesa abbia la responsabilità di promuovere valori come la dignità umana, la sacralità della vita e la possibilità di investire maggiormente nella sanità e nell'istruzione, piuttosto che nelle armi. Dobbiamo continuare a esortare i leader — della Russia, dell'Ucraina e di altre nazioni — a incontrarsi, a sedersi allo stesso tavolo, a dialogare e a cercare soluzioni a questi problemi, invece di insistere in guerre che non hanno più alcun senso".
"Non possiamo costringere nessuno, ma continueremo a sostenere queste istanze, a lanciare appelli e ad annunciare il Vangelo", ha concluso il Pontefice.