Ceuta, censiti 2.300 minori migranti non accompagnati, 54 ricongiunti in Spagna
Società

Ceuta, censiti 2.300 minori migranti non accompagnati, 54 ricongiunti in Spagna

La ministra Sira Rego stima 2.300 minori non accompagnati nell'exclave, con 300 pratiche di ricongiungimento in corso e critiche alla gestione locale.

23 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

La ministra della gioventù e dell'infanzia spagnola Sira Rego ha stimato oggi in 2.300 i migranti minori non accompagnati censiti a Ceuta, dei quali 54 sono stati ricongiunti con i loro familiari che risiedono nella penisola iberica.

"Stiamo procedendo anche ai ricongiungimenti familiari in Marocco in alcuni casi e abbiamo cominciato a lavorare ai dossier direttamente con la Delegazione del governo", vale a dire la prefettura, ha spiegato Rego in un'intervista alla radio pubblica RNE.

Attualmente sono in corso 300 pratiche di ricongiungimento di minori con le famiglie già presenti in Spagna, all'esame dell'Area dei minori della città autonoma, dopo l'esame individuale delle situazioni e la verifica del vincolo familiare esistente, segnalano fonti del ministero.

La procedura prevede che un adulto si rechi a Ceuta per prendere in consegna il minore e dimostrare il legame familiare. La verifica spetta alla polizia, che deve autorizzare l'uscita del minore. Successivamente le autorità dell'exclave informano la procura e i servizi sociali della regione spagnola di destinazione.

I ricongiungimenti nel paese d'origine possono invece richiedere diversi mesi, poiché coinvolgono amministrazioni e autorità straniere, in particolare quelle marocchine.

Nell'intervista Rego ha criticato il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas (Partito popolare), per la sua posizione sulla gestione dei minori migranti, accusandolo di aver cambiato posizione sulla distribuzione nelle altre autonomie regionali spagnole, prevista dall'articolo 35 della legge sull'immigrazione. Ha inoltre espresso la sua opposizione al trasferimento di 500 adolescenti e bambine dall'exclave, che potrebbero essere accolte da un ente privato, pur restando sotto la tutela della città autonoma. "Non condivido che si faccia politica sui diritti dell'infanzia, non è essere solidali", ha denunciato la ministra.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni