Un arbitro indipendente ha stabilito che il licenziamento di Karen Attiah era ingiusto, ordinando il reintegro e il pagamento degli arretrati.
Un arbitro indipendente ha ordinato al Washington Post di riassumere Karen Attiah, stabilendo che il giornale aveva licenziato ingiustamente l'editorialista a causa di alcuni suoi commenti sull'uccisione di Charlie Kirk. Lo riporta il Wall Street Journal. "Una delle ragioni per cui l'America rimane così violenta è l'insistenza nel pretendere che le persone ostentino compassione, vuota bontà e assoluzione nei confronti di uomini bianchi che promuovono odio e violenza", aveva scritto dopo l'omicidio dell'attivista di destra in un post sul social network Bluesky. "Rifiutarsi di stracciarsi le vesti e cospargersi il volto di cenere per un uomo bianco che promuoveva la violenza non equivale a commettere violenza", aveva scritto in un altro post.
Il Washington Post non disponeva di "una causa valida e sufficiente" per licenziare la Attiah a settembre dell'anno scorso, ha stabilito l'arbitro Sarah Miller Espinosa nella sua decisione, concludendo inoltre che la giornalista non si era resa responsabile di alcuna condotta gravemente scorretta. Oltre al reintegro, l'arbitro ha ordinato al giornale di corrispondere alla Attiah tutte le retribuzioni arretrate e i benefit che le spettano. "Questa decisione conferma quanto sostengo fin dall'inizio: stavo svolgendo il mio lavoro di editorialista e tale attività non costituisce una condotta scorretta", ha dichiarato dopo la sentenza la reporter.