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10.10.2021 - 16:230

Specchiarsi nel Mediterraneo per conoscersi

Si chiama ‘Volti, storie e destini di un mare in mezzo alle terre’ ed è una serie di incontri che sta per prendere il via al Liceo di Lugano 2

Distesa d’acqua contornata dalle coste di tre continenti e punteggiata da centinaia di piccole e grandi isole dal clima temperato; tavoliere di incontro e scontro fra i popoli fin dai tempi antichi; contenitore di storie, memorie e speranze giunte con i loro protagonisti a riva, restituite alla spiaggia come ossi di seppia o sepolte per sempre tra i sedimenti degli abissi. Il Mediterraneo, ben più che un semplice spazio geografico, evoca innumerevoli scenari e trame anche in forte contrasto fra loro, ai quali sono intrecciati sogni, bisogni, ambizioni e tragedie della società in cui viviamo e del passato che l’ha resa tale. È un viaggio alla scoperta dei suoi molteplici aspetti quello a cui invita “Mediterraneo - Volti, storie e destini di un mare in mezzo alle terre”, serie di iniziative sull’arco di un biennio, rivolte agli studenti liceali e aperte al pubblico, che si inseriscono nella tradizione dei cicli tematici organizzati da diversi anni dal Liceo cantonale di Lugano 2 (Lilu2). «La filosofia di fondo di queste proposte culturali è di offrire ai nostri studenti l’occasione di confrontarsi ed entrare in dialogo con voci e approcci diversi rispetto a quelli dei loro professori su questioni e problematiche che riguardano la società – spiega Andrea Martignoni, docente di storia e coordinatore, insieme a Matteo Ferrari, della Commissione cultura del Lilu2 –. Ci piace pensare alla scuola come a una finestra aperta sul mondo che permette una risonanza e una permeabilità tra ciò che si impara in aula e quanto avviene fuori dai suoi muri». Fra i percorsi tematici proposti in passato ci sono ad esempio quello sul rapporto tra natura e cultura, e quello incentrato sulla figura femminile come protagonista in diversi settori, dalla politica allo sport, dalla scienza alla letteratura, che tra le diverse relatrici ha portato a Lugano – in collaborazione con PiazzaParola – la scrittrice Dacia Maraini.

Fra attualità e storia

Il ciclo che sta per prendere avvio il 12 ottobre – spiega Martignoni – nasce dalla constatazione che il Mediterraneo, su cui la Svizzera non ha uno sbocco, è comunque parte essenziale del nostro panorama politico e culturale, come dimostra la sua presenza quasi quotidiana sui mezzi di informazione. «Da una parte il dramma dei migranti che attraversano il mare e che spesso vi trovano la morte interroga la questione della tutela dei diritti umani, della politica di accoglienza e di respingimento europea che fatica a dimostrare la sua coerenza e manca d’umanità. Dall’altra, il tema della cosiddetta “nuova via della seta”, che porta a interpellarsi sul ruolo e sui nuovi investimenti della Cina nei luoghi cardine del Mediterraneo. Già solo riallacciandoci a questi due argomenti che ritmano l’attualità si capisce come il Mediterraneo permetta di tematizzare problematiche essenziali del nostro mondo contemporaneo incrociando gli sguardi di molteplici discipline. Senza poi dimenticare la millenaria storia che lo caratterizza».

In sintonia con questa visione sono previsti diversi appuntamenti di natura trasversale. Fra l’elenco degli invitati troviamo lo storico Paolo Grillo che parlerà del Mediterraneo medievale; lo psichiatra e psicanalista Graziano Martignoni che terrà una conferenza su follia e Mediterraneo; lo storico dell’alimentazione Massimo Montanari che interverrà sul cibo e le culture mediterranee. «Toccheremo anche altri aspetti – rivela Martignoni – quali la storia della scienza e il suo sviluppo nell’area mediterranea, le musiche del Mediterraneo, la storia delle migrazioni di ieri e di oggi». Si tratta delle prime tappe di un itinerario ricco di spunti che promette di impreziosirsi ulteriormente nei prossimi due anni.

Polifonia di nomi, culture, identità

Ad aprire il ciclo martedì 12 ottobre, alle 20.30 nella biblioteca del liceo a Savosa, sarà Paolo Campione, professore di antropologia e direttore del Museo delle culture di Lugano, con un incontro pubblico seguito il giorno successivo da uno riservato agli studenti di alcune classi liceali. «Il nostro primo ospite cercherà di mettere l’accento sull’aspetto pluridimensionale del Mediterraneo, uno spazio fisico fatto di acqua e terre, ma che si è anche sempre tradotto sul piano ideologico e culturale». Come si legge nella locandina di presentazione dell’evento, il Mediterraneo ha sempre avuto più nomi: “Mare nostrum” per l’antica Roma, “mare in mezzo alle terre” per il Medioevo, “lago turco” per il Rinascimento, “mare superiore” per gli egizi e i sumeri, “mare bianco” per gli arabi, “grande mare” per la tradizione ebraica. Appellativi che restituiscono il suo carattere polifonico dato dall’essere “formidabile crocevia di popoli, lingue, culture, religioni, uomini e donne, merci e saperi, realtà ed immaginario”, indica il testo. «Proprio da qui si può partire per ragionare sul Mediterraneo come carrefour e crogiolo di civiltà, di costruzioni identitarie e di logiche di potere, come un luogo dell’anima, tra la paura dell’ignoto e la curiosità per l’immenso – valuta Martignoni –. A nostro parere affrontare questo tipo di letture e interpretazioni è cruciale in un presente in cui è forte la tentazione di produrre narrazioni identitarie chiuse ed esclusive aggrappandosi a radici che si pretendono immutabili da sempre. Lavorare sul Mediterraneo permette di capire che la cultura è qualcosa di dinamico e in movimento, che si riconforma in continuazione attraverso incontri e contatti di vario tipo. E che ognuno di noi partecipa attivamente a trasformarla e trasmetterla in forme sempre rinnovate e sorprendenti». Una prospettiva che può far ondeggiare il baricentro personale, ma al contempo – ed è questo l’auspicio – indurre il desiderio di gettare lo sguardo oltre le colonne d’Ercole del proprio mare interiore, “per seguir virtute e canoscenza”.

Ai partecipanti sarà richiesto un certificato Covid (dai 16 anni) o un test con risultato negativo. Confermare la propria presenza per e-mail all’indirizzo andrea.martignoni@edu.ti.ch. Per maggiori informazioni: www.lilu2.ch.

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