i-numeri-della-crisi-del-giornalismo-culturale
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
9 ore

Usa: sfigurata da trattamento, chiede 50 milioni

La top model Linda Evangelista fa causa alla società responsabile del trattamento cosmetico che le ha rovinato il volto, rendendola irriconoscibile
Musica
10 ore

Addio a Pee Wee Ellis, ‘gentiluomo’ del sassofono

Fu nella band di James Brown. Il ricordo di Nicola Gilliet, che lo unì ai ticinesi Re:Funk: ‘Aggressivo ma dolce, spiazzante. E col suono dei grandi di sempre’
Settimane Musicali
12 ore

Il weekend asconese di Piemontesi & Friends

Sabato 25 e domenica 26 settembre, omaggi a Messiaen e a Chopin e il Viaggio d’inverno di Schubert con Matthias Goerne
Scienze
13 ore

Cina, l’amido sintetizzato dal CO2 è una ‘prima’ assoluta

In passato sono stati condotti diversi studi a livello globale sulla sintesi dell’amido, ma finora i progressi raggiunti erano stati scarsi
Spettacoli
17 ore

Ed Sheeran a Zurigo, prevendita dalle ore 11 del 25 settembre

Il Letzigrund Stadion, 16 settembre 2022, è l’unica tappa svizzera del tour di ‘=’, nuovo album del cantautore britannico
Musica
21 ore

Nirvana, c’era una volta ‘Nevermind’ (e ancora c’è)

Segnò l’affermazione del grunge, spazzò via l’hair rock e spostò Seattle un po’ più al centro del mondo. Era il 24 settembre 1991
Fotografia
22 ore

‘Out of the night’, a Carona scatti di jazz di ieri e di oggi

Alla Galleria la Loggia, dal 25 settembre, la scena jazz tra le immagini d’archivio del fotografo ticinese Maurizio Gonnella e gli scatti di Matteo Ceschi
Spettacoli
22 ore

Leo Pusterla e Terry Blue, ‘Only to be there’ allo Studio 2 Rsi

Per MusicaViva targato Rete Tre, mercoledì 29 settembre il nuovo disco uscito in primavera per Areasonica Records
Spettacoli
23 ore

Un anno dopo, Parigi dedica una piazza a Juliette Gréco

Si trova a Saint-Germain-des-Près, sulla rive gauche fulcro della vita intellettuale del dopoguerra dove l’artista, morta nel 2020, cominciò la sua carriera
Cinema
1 gior

Addio a Roger Michell, regista di ‘Notting Hill’

Nel 1999 diresse la commedia romantica con Julia Roberts e Hugh Grant. ‘The Duke’, con Helen Mirren, il suo ultimo lavoro
Spettacoli
1 gior

Uma Thurman: ‘Ho abortito a 15 anni, il Texas sbaglia’

L‘attrice attacca la legge che vieta l’aborto anche in caso d’incesto o stupro: ’La mia scelta di allora mi ha permesso di diventare la madre che dovevo essere’
Spettacoli
1 gior

Addio a Melvin Van Peebles, icona nuovo cinema afroamericano

‘Uomo rinascimentale’, come definito dal New York Times, il pioniere dei film indipendenti americani è morto a 89 anni nella sua casa di Manhattan
Scienze
1 gior

Perchè i bambini odiano i broccoli? Nuovi indizi da uno studio

Secondo un team australiano, a rendere antipatici i vegetali sarebbe una reazione chimica con la saliva che libera composti sulfurei dall’odore sgradevole
La recensione
2 gior

‘Tre piani’, ben venga il Moretti snaturato

Algido, doloroso, perfetto per chi al cinema vuole farsi del male. Tratto dall’omonimo romanzo dell’israeliano Eshkol Nevo, in sala dal 23 settembre
Società
23.08.2021 - 19:140

I numeri della crisi del giornalismo culturale

Il giornalismo culturale rappresenta circa il 10% degli articoli nei mezzi d'informazione in Svizzera, secondo uno studio di ch-intercultur

Il giornalismo culturale occupa una percentuale più bassa nella Svizzera italiana rispetto alle altre regioni linguistiche, anche a causa di un minor numero di media. Ma questo tipo di giornalismo rischia di scomparire anche per via del raggruppamento delle testate: le recensioni di libri e film ne stanno già più o meno pagando il prezzo.

Il giornalismo culturale rappresenta circa il 10% dell'insieme degli articoli nei mezzi d'informazione in Svizzera, una proporzione stabile dal 2015, si legge oggi in uno studio commissionato da ch-intercultur. Dal 13% in Romandia, scende al 9% in Svizzera tedesca e all'8% in Ticino.

La quota di articoli culturali è più alta nella Wochenzeitung (WOZ), dove un pezzo su quattro (26%) è dedicato a temi culturali. Anche l'edizione online di Le Temps dedica molto spazio alla cultura con una percentuale del 20%.

Questo giornale romando "di qualità" è anche uno dei rari casi in cui il sito internet presenta più articoli culturali rispetto all'edizione cartacea (15%), secondo i ricercatori zurighesi. La terza testata ad avere una grande quota di giornalismo culturale è la Weltwoche (16%). Seguono nella Svizzera italiana, 20 minuti (16%) e Corriere del Ticino (11%).

Questa analisi si basa sui dati forniti da "Annuario 2020 sulla qualità dei media" (fög, 2020) dell'Università di Zurigo. Partendo dai dati raccolti, viene studiata l'importanza e la qualità delle recensioni culturali in 60 media di attualità fra il 2015 e il 2019.

Uniformità in crescita

Dal punto di vista della qualità, il calo della diversità costituisce un problema centrale del giornalismo in Svizzera e come sottolineano i ricercatori, la diversità è un elemento fondamentale per il sistema federalista elvetico.

Se confrontato con altri ambiti tematici, il giornalismo culturale è più fortemente marcato da un'attività redazionale propria. Tuttavia, il paesaggio mediatico svizzero è caratterizzato da una crescente uniformità di contenuti, sottolinea lo studio.

Nei media del gruppo Tamedia (Basler Zeitung, Berner Zeitung, Der Bund, Tages-Anzeiger), gli articoli condivisi sono aumentati dall'11% al 25%. Nelle testate controllate dal gruppo CH Media (Aargauer Zeitung, Luzerner Zeitung e St. Galler Tagblatt), questa proporzione è aumentata dal 6% al 17% nello stesso lasso di tempo.

Il giudizio su questi raggruppamenti è ambivalente. Dal punto di vista dei lettori, l'aggiunta di risorse può portare a prodotti di alta qualità. Tuttavia, oltre alla crescente standardizzazione dei contenuti e alla distribuzione degli stessi articoli su diversi media, i ricercatori notano un calo di articoli sulla critica culturale. Il loro numero si è quasi dimezzato: nel 2017 erano 114, due anni dopo 61.

Futuro prodotto di lusso?

"I risultati non ci sorprendono per niente: osserviamo un declino da anni" ha dichiarato a Keystone-ATS Alex Meszmer, presidente dell'organizzazione ombrello SuisseCulture. "Come può un artista provare la sua idoneità al finanziamento se il suo lavoro non viene valutato da nessuna parte e non viene recepito dal pubblico?", si interroga.

A suo avviso, le recensioni di concerti, spettacoli teatrali, produzioni liriche o riviste letterarie "sono come una pagella, indicano il grado di professionalità della creazione artistica".

"Il giornalismo culturale critico minaccia di diventare un bene di lusso che solo persone ben istruite con risorse finanziarie significative possono o vogliono permettersi", conclude lo studio.

Una minore informazione in campo culturale potrebbe anche avere un impatto sui dibattiti sulle sovvenzioni culturali: i fronti potrebbero irrigidirsi, dicono i ricercatori.

Falsa speranza digitale

Inoltre, essi sostengono che le piattaforme online indipendenti sono solo a prima vista una vera alternativa al giornalismo culturale dei media professionali. Le piattaforme esistenti sono spesso offerte di nicchia con un accesso limitato: di regola, raggiungono solo un pubblico già interessato e, poiché hanno una portata limitata, sono anche economicamente minacciate in quanto non possono contare su sostanziali entrate pubblicitarie o di abbonamento.

L'evoluzione del giornalismo culturale ha toccato anche ch-intercultur (in precedenza SFD, Schweizer Feuilleton-Dienst), servizio stampa culturale fino al 2020. ch-intercultur ha formato dei gruppi di lavoro per realizzare un progetto di agenzia di stampa culturale.

Dovrà tener conto delle particolarità delle diverse regioni linguistiche e rafforzare lo scambio attraverso le loro frontiere, ha spiegato a Keystone-ATS Ulrich Gut, presidente di ch-intercultur.

Un convegno intitolato "Le journalisme culturel en crise – Comment la culture atteindra-t-elle les gens à l’avenir?" (Il giornalismo culturale in crisi – Come la cultura raggiungerà la gente in futuro?) si terrà giovedì a Soletta. È organizzato in partenariato da SwissFoundations, l'organizzazione delle fondazioni donatrici svizzere, e dall'Ufficio federale della cultura.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved