Charles Spence spiega che stimoli visivi e uditivi possono abbassare la temperatura percepita di qualche grado e ampliare la zona di comfort termico
In una torrida estate che sta facendo sudare tutta la Svizzera e mezza Europa, la soluzione per rinfrescarsi potrebbe non passare solo dal condizionatore, ma anche dai sensi. Charles Spence, professore di psicologia cognitiva all'Università di Oxford, spiega che la mente gioca un ruolo fondamentale anche nella percezione della temperatura: si tratta insomma di ingannare il cervello con stimoli visivi e uditivi, facendogli percepire temperature più fresche.
"I giapponesi credono che la vista di una piscina fresca allevi lo stress da calore", afferma il 57enne in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung (NZZ). "Parlano di Ryōkan, il 'sentimento di freschezza' che può essere evocato da certi stimoli in altre modalità sensoriali. In un saggio famoso, 'Elogio dell'ombra', Tanizaki Jun'ichirō descriveva quasi cento anni fa come la vista di immagini di montagne innevate aiutasse a mitigare il caldo estivo. Anche gli stimoli uditivi, come il suono dell'acqua che scorre, sono usati tradizionalmente in Giappone per favorire pensieri rinfrescanti".
Ma questi effetti - chiede il cronista della NZZ - sono reali o sono solo suggestioni? La psicologia può dimostrarli? "Assolutamente", risponde il neuroscienziato. "Uno studio interessante condotto da Julia Winzen per il Centro aerospaziale tedesco ha utilizzato una cabina di aereo simulata cambiando il colore della luce, mostrando variazioni significative nella sensazione termica".
Vi sono però dei limiti. "L'impatto degli effetti di raffreddamento percepiti è piccolo: parliamo di variazioni della temperatura percepita di un grado o pochi gradi. Non basta a trasformare un caldo estremo in una brezza fresca", precisa Spence. L'obiettivo, piuttosto, è un altro: "Si tratta piuttosto di ampliare l'area della cosiddetta zona di comfort termico", spiega lo specialista. "In estate, negli spazi interni, è tra 23 e 26 gradi. Se riuscissimo ad abbassare la temperatura percepita, facendo sembrare 27 gradi come 25, potremmo spostare la temperatura impostata sui condizionatori e risparmiare molta energia".
Ma chi ha più freddo? I dati rivelano chiare differenze di genere: "Per le donne, rispetto agli uomini, la zona di comfort termico è spostata verso l'alto di quasi tre gradi: in media hanno decisamente più freddo e sudano meno facilmente", rivela lo studioso. E se per i giapponesi il suono dell'acqua è rinfrescante, non è così per tutti: "In uno studio sulle associazioni tra gusto e forma, noi occidentali colleghiamo il dolce a forme rotonde e l'amaro a forme spigolose. Per la popolazione Himba in Namibia è esattamente l'opposto", osserva l'esperto che ha dimostrato (con un collega italiano) come si possa rendere una patatina più croccante manipolandone il suono (e per questo ha pure ricevuto l'IG Nobel, il riconoscimento assegnato agli autori di ricerche strane o assurde).
Ma allora, quali semplici trucchi consigliare a chi soffre il caldo in ufficio? "Potreste far scorrere in sottofondo rumori d'acqua, proprio come in un giardino arabo. Questi paesaggi sonori naturali si trovano facilmente online. Oppure scegliere come salvaschermo un paesaggio innevato". Per chi fa fatica a dormire il consiglio diventa invece più concreto: "Contro il caldo davvero intenso raccomando anche mezzi fisici, soprattutto per dormire meglio la notte. Un ventilatore mi aiuta molto. Oppure portate a letto una borsa dell'acqua calda congelata", conclude.