Studio EPFL: aree con temperature critiche per la fotosintesi sono passate da 43 a 57 milioni di ettari (2001-2020); possibili 83 mln entro il 2050 e 160 mln entro il 2100
Le foreste tropicali sono sempre più esposte a temperature oltre le quali la fotosintesi diventa meno efficace. È quanto emerge da uno studio del Politecnico federale di Losanna (EPFL) pubblicato oggi. Questo fenomeno minaccia la capacità di tali foreste di assorbire l'anidride carbonica (CO2) dall'atmosfera.
I boschi tropicali sono tra i più importanti serbatoi di carbonio al mondo, ricorda l'EPFL in una nota odierna. Un ostacolo alla loro funzione di assorbimento del CO2, un gas a effetto serra, potrebbe avere gravi conseguenze, accelerando il riscaldamento climatico.
Nel loro studio, i ricercatori hanno confrontato i gradi di calore registrati per 200 specie vegetali con misurazioni della temperatura ottenute da osservazioni satellitari raccolte tra il 2001 e il 2020. I risultati emersi da questi lavori sono motivo di preoccupazione.
All'inizio del XXI secolo, la superficie delle foreste tropicali in cui le temperature alla sommità degli alberi superavano la soglia critica media per la fotosintesi era di 43 milioni di ettari. Due decenni dopo, questa superficie ha raggiunto i 57 milioni di ettari, un'area più grande della Francia, osserva l'EPFL.
«Le proiezioni per il futuro non sono particolarmente ottimistiche», avverte il Politecnico federale. Entro il 2050, la superficie di questi ecosistemi che superano la temperatura critica dovrebbe raggiungere gli 83 milioni di ettari. Alla fine del secolo, «questa cifra potrebbe addirittura salire a 160 milioni di ettari».
Le piante e gli alberi sono ancora in grado di adattarsi. «All'interno della stessa foresta, le specie più tolleranti al calore possono adattarsi e sostituire progressivamente altre specie che scompaiono», osserva la professoressa assistente Charlotte Grossiord, che ha diretto lo studio insieme al professor Devis Tuia.
Lo stress termico influisce sulle reazioni biochimiche che avvengono nelle foglie. «Quando le foglie diventano troppo calde, le proteine che permettono la fotosintesi iniziano a degradarsi», sottolinea ancora Grossiord. Gli alberi assorbono quindi meno CO2 e crescono più lentamente.
La fotosintesi è il processo che consente alle piante di produrre le proprie sostanze nutritive. Grazie all'energia solare catturata dalla clorofilla, all'anidride carbonica che assorbono dall'aria e all'acqua pompata dalle radici, le piante producono carboidrati e rilasciano ossigeno.
Gli scienziati dell'EPFL prevedono di proseguire le loro ricerche aumentando il numero di specie vegetali studiate. Le foreste tropicali ne ospitano infatti più di 15'000. Per il momento, i ricercatori si sono concentrati su alcune specie dominanti.
Lo studio dell'EPFL è stato pubblicato sulla rivista specializzata PNAS ("Proceedings of the National Academy of Sciences"). È uno dei primi a combinare soglie termiche specifiche per diverse specie che crescono nelle foreste tropicali con osservazioni satellitari su larga scala.