La Ocean Foundation parla di lacuna normativa e chiede valutazioni ambientali e chiarezza sui materiali che raggiungeranno il mare
Il piano della NASA di far precipitare la Stazione Spaziale Internazionale nell'oceano quando andrà in pensione nel 2030 ha sollevato delle critiche: preoccupano, in particolare, i possibili effetti che i detriti che non bruceranno nell'atmosfera potranno avere sulla salute degli ecosistemi marini.
"Il rientro pianificato della ISS solleva serie preoccupazioni per la salute degli oceani che la comunità spaziale non ha affrontato in modo adeguato", afferma Mark Spalding, presidente della Ocean Foundation di Washington D.C., che si occupa della salvaguardia degli oceani. "Esiste una preoccupante lacuna nel diritto internazionale - aggiunge Spalding - che il rientro in atmosfera della ISS mette in luce in modo netto".
Secondo la Convenzione del 1972, ogni stato è responsabile per i danni causati dalla caduta di detriti spaziali sul territorio di un altro stato. "Di conseguenza - dice il presidente della Ocean Foundation - quando le agenzie spaziali hanno il controllo su dove cadono i detriti, puntano all'alto mare e, così facendo, non si assumono alcun obbligo legale. Ma la lontananza dell'oceano dalle infrastrutture umane non deve essere confusa con una mancanza di valore o vulnerabilità: l'oceano e le sue creature - prosegue Spalding - meritano la stessa protezione che il diritto internazionale garantisce ai territori nazionali".
Prima che arrivi il momento di far scendere la Stazione Spaziale dalla sua orbita, la Ocean Foundation chiede, dunque, una valutazione completa dell'impatto ambientale che i detriti avranno sull'atmosfera e sul fondale marino, e la divulgazione pubblica di tutti quei materiali che sopravvivranno al rientro nell'atmosfera e che quindi raggiungeranno l'oceano. Richiede, inoltre, un'analisi giuridica rigorosa degli obblighi derivanti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS) che, tra le altre cose, fornisce un quadro di riferimento internazionale per proteggere gli oceani dall'inquinamento causato dallo scarico di rifiuti e altre sostanze in mare.