Scienze

Artemis rischia rallentamenti dopo l'esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin

L'esplosione del New Glenn, che doveva lanciare il lander Blue Moon, e l'inchiesta FAA sui motori di Starship potrebbero rallentare le missioni Artemis

29 maggio 2026
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Rischia un nuovo rallentamento il programma Artemis della NASA che punta a riportare gli esseri umani sulla Luna dopo l'esplosione del razzo New Glenn della Blue Origin, l'azienda di Jeff Bezos, e dopo l'inchiesta aperta dall'amministrazione federale statunitense per l'aviazione (FAA) per i problemi ai motori del veicolo Starship di SpaceX, società di Elon Musk.

Il razzo New Glenn è coinvolto nel programma Artemis perché dovrà lanciare il lander lunare Blue Moon della stessa azienda, uno dei due selezionati dalla NASA, insieme a quello di SpaceX, per portare gli astronauti sul suolo lunare. La Blue Origin prevedeva una prima missione di prova senza equipaggio che, entro la fine del 2026 e prima della missione Artemis 4 in programma per la fine del 2028, dovrebbe portare due rover sul suolo lunare, in prossimità del polo sud.

"Il volo spaziale è spietato e sviluppare nuove capacità di lancio per carichi pesanti è straordinariamente difficile", ha scritto in un post su X l'amministratore capo della NASA Jared Isaacman. "Collaboreremo con i nostri partner", ha aggiunto, "per supportare un'indagine approfondita su questa anomalia, valutare l'impatto a breve termine sulla missione e tornare a lanciare razzi".

L'incidente è avvenuto mentre il New Glenn si trovava sulla sua piattaforma di lancio nella base spaziale di Cape Canaveral, in Florida, per un normale test di accensione dei motori. Il razzo avrebbe dovuto portare in orbita il prossimo 4 giugno 49 nuovi satelliti per la costellazione Amazon Leo, ma la riparazione dei danni arrecati alla piattaforma di lancio, attualmente l'unica per la Blue Origin, potrebbe richiedere molto tempo.

L'azienda aveva appena ricevuto l'autorizzazione dalla FAA per riprendere i lanci del New Glenn, dopo l'anomalia riscontrata nella missione del 19 aprile scorso, quando, durante il volo, lo stadio superiore non era riuscito a posizionare il suo carico nell'orbita corretta a causa di una perdita criogenica che aveva congelato una tubazione e impedito una corretta accensione dei motori.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni