maneskin-al-potere-e-rock-contro-le-stonature
‘Zitti e buoni’ (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Culture
Culture
7 ore

Teatro Sociale ’21-’22, è tempo di ripartire ‘Insieme’

Dal prossimo 25 settembre a maggio 2022, con ‘regole certe’. A colloquio con Gianfranco Helbling, direttore artistico
Società
9 ore

TikTok in Cina limita l’uso ai bambini sotto i 14 anni

È la prima azienda di video nel settore ad avere questi limiti. Nel 2019, Douyin aveva già iniziato a sperimentare ‘misure anti-dipendenza’
Arte
9 ore

Premi svizzeri d’arte e di design, c’è anche Sonnenstube

Il collettivo itinerante di Lugano è tra i vincitori, nella categoria Critica, edizione e mostre, dei riconoscimenti consegnati durante Art Basel
Streaming
11 ore

‘The Ferragnez - La serie’ su Amazon Prime Video

La quotidianità di Fedez e Chiara Ferragni tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021 in otto episodi in arrivo a dicembre
Arte
12 ore

Nove ‘Picasso’ ceduti alla Francia dalla figlia Maya

Sei dipinti, due sculture e un taccuino appartenuto al gigante della pittura. Le opere saranno presentate integralmente al pubblico a partire da aprile 2022
Spettacoli
18 ore

Agli Emmy Awards trionfano ‘The Crown’ e ‘Ted Lasso’

La saga della Royal Family premiata come migliore serie drammatica, primo riconoscimento nella categoria per Netflix
Musica
1 gior

Esce ‘Outsider’, l’album solista di Roger Taylor dei Queen

Nato durante il lockdown, è dedicato ‘a tutti gli outsider, quelli che si sentono lasciati in disparte’
Cinema
1 gior

A ‘Belfast’ di Kenneth Branagh il Toronto Film Festival

Scritto nelle prime settimane di lockdown, è ‘un ritorno a casa’. Premio del pubblico sezione Midnight Madness alla Palma d’oro di Cannes Titane di Julia Ducournau
Culture
1 gior

Premio Chiara alla carriera a Mario Botta

L’architetto ticinese riceverà il riconoscimento il 10 ottobre al Teatro Sociale di Luino
Spettacoli
1 gior

Stefano Knuchel sulle tracce di Hugo Pratt

‘Hugo in Argentina’ del regista locarnese, un inaspettato ritratto del creatore di Corto Maltese
Spettacoli
1 gior

Miglior canzone di sempre, Aretha supera Dylan e Beatles

La bibbia del rock, Rolling Stone, aggiorna la sua storica classifica dei 500 brani migliori dopo 17 anni e cambia le carte in tavola
Società
1 gior

Moro e Faranda, la giustizia che riconosce l’umanità

Incontro dedicato alla giustizia riparativa, al Festival Endorfine, con la figlia di Aldo Moro e gli ex Br Adriana Faranda e Franco Bonisoli
Libri
2 gior

Pizzicannella, ‘Rito di passaggio’: niente sarà più come prima

Per i quattro protagonisti, e per l’autore del romanzo Alessio Pizzicannella, al suo esordio letterario per Baldini+Castoldi: l’intervista
Arte
2 gior

Morto lo scrittore e pittore grigionese Jacques Guidon

Nato a Zernez nel 1931, aveva lavorato come insegnante prima di intraprendere diversi viaggi di studio e di lavoro in Europa, Stati Uniti, Messico e Canada
Arte
3 gior

‘Paesaggi a confronto’ a Villa dei Cedri

Dal 18 settembre a Bellinzona, curato da Carole Haensler, l’omaggio alla pittura paesaggistica elvetica dalla seconda metà del XIX secolo alla Prima guerra mondiale
Spettacoli
3 gior

Concerto per l’infanzia, al Fevi c’è Loredana Bertè

Si aggiunge ai grandi nomi del tradizionale appuntamento locarnese. Sabato 18 settembre alle 21, tappa ticinese del ‘Figlia di... Summer Tour’
Culture
3 gior

L’Accademia di architettura secondo Walter Angonese

Il nuovo direttore, entrato in carica al posto di Riccardo Blumer, ha incontrato la stampa per parlare delle sfide che attendono l’istituzione
Culture
3 gior

Il teatro spagnolo piange Alfonso Sastre

Figura intellettuale di lunga traiettoria e caratterizzata dall’impegno politico anti-franchista e di sinistra, si è spento nei Paesi Baschi
Spettacoli
3 gior

Addio a Jane Powell, star di ‘Sette spose per sette fratelli’

Stella hollywoodiana, si è spenta nel Connecticut all’età di 92 anni. Recitò con Fred Astaire in ‘Sua altezza si sposa’
Musica
3 gior

Il Jazz Cat Club ricomincia da De Piscopo-Moroni-Zunino

’Around Pino’ è il concerto in programma lunedì 20 settembre alle 20.30 al Teatro del Gatto di Ascona, dedicato da De Piscopo all’amico fraterno Pino Daniele
Musica
3 gior

Il tour d’addio di Elton John slitta al 2023, Zurigo inclusa

Colpa del dolore persistente all’anca dopo una caduta, per la quale è prevista l’operazione. L’appuntamento all’Hallenstadion è rimandato per il 1° e il 2 luglio 2023
Musica
3 gior

Rod Stewart torna inedito con ‘The Tears of Hercules’

Il singolo ‘One More Time’ è già pubblicato, l’album esce il 12 novembre: ‘Credo che questo sia il mio miglior album in molti anni’, scrive l’artista britannico
Rsi
3 gior

‘Kabul prima del buio’, appunti di viaggio

Tra le pieghe del documentario con Philippe Blanc, che con Roberto Antonini ha raccontato per la Rsi la capitale afghana poco prima del ritorno dei talebani
Culture
4 gior

Paravento autunno-inverno, da Lady Macbeth a ‘Transumanze’

La nuova stagione prende il via sabato 25 settembre con ‘Io, signora di Glamis’. Sabato 2 e domenica 3 ottobre, il Teatro delle Radici
Spettacoli
4 gior

Settimane musicali, due giorni di concerti

Venerdì la pianista bulgara Plamena Mangova con l’Orchestra sinfonica di Basilea, sabato una fiaba musicale per i bambini
Spettacoli
4 gior

Chailly e la Filarmonica della Scala a LuganoMusica

Con loro il ventiseienne Emmanuel Tjeknavorian, violinista austriaco di origine armena
Culture
4 gior

Dall’Afghanistan al Ticino, storie che bisogna raccontare

Silvia Bello Molteni, autrice di ‘Non sei solo’, spiega come è nato il suo romanzo ispirato ai racconti di un profugo
Spettacoli
5 gior

Davide Van De Sfroos, ecco il nuovo album: ‘Maader Folk’

Esce venerdì a sette anni dal precedente capitolo discografico: 15 canzoni, un’opera multietnica, dalle strade imprevedibili e di speranza
L'intervista
5 gior

Sua Maestà Tullio De Piscopo, tutto il jazz ‘Around Pino’

Al Teatro del Gatto di Ascona il 20 settembre con Dado Moroni e Aldo Zunino: ‘Pino era in perfetta simbiosi con la musica, le sue canzoni oggi sono standard’
Spettacoli
6 gior

Sanremo, Amadeus impallina le Nuove proposte

Per il suo terzo festival della canzone italiana, il conduttore e direttore artistico vuole in gara con i Big i due vincitori di Sanremo Giovani
Spettacoli
6 gior

OtherMovie festival, i vincitori dell’ArtHappening

Premiati ‘All Her Dying Lovers’ di Anna Benner ed Eluned Zoe Aiana e ‘Memories on the road’ di Victor Gonzalez Rubio
Arte
6 gior

‘Tempo sospeso e facezie’ di Renzo Ferrari alla Galleria Job

A Giubiasco, dal 18 settembre al 30 ottobre, le opere 2020-2021, e in seguito alla Biblioteca Salita dei Frati di Lugano
Culture
6 gior

Eventi Letterari, al via con Rachel Cusk al PalaCinema

Autrice della ‘trilogia dell’ascolto’, giovedì 11 novembre a Locarno parlerà del lavoro di una vita con cui ogni donna si trova confrontata nel diventare madre
Società
6 gior

Iris von Roten, la femminista che ha visto lontano

Intervista a Federica De Rossa, direttrice dell’Istituto di diritto dell’Usi, sulla giurista che negli anni Cinquanta ha scritto ’Frauen im Laufgitter'
Musica
6 gior

L’estate sta finendo, i tormentoni anche

Tranquilli, torneranno il prossimo anno, che lo si voglia o no, virali come sempre (anzi, virulenti). Enzo Gentile, nel libro ‘Onda su onda’, ce li racconta.
Scienze
1 sett

Premi Benoist e Latsis: vincono Thomas Berger e Nicola Aceto

Un pioniere della psicoterapia online il primo, un ricercatore oncologo del Politecnico di Zurigo il secondo. La premiazione il 4 novembre 2021
Culture
1 sett

Olocausto, microbioma, gravità: ecco i Premi Balzan 2021

Assegnati, nell’ordine, a Saul Friedländer (Israele), Jeffrey Gordon (Usa), Alessandra Buonanno (Italia) e Thibault Damour (Francia)
Sogno o son Festival
 
08.03.2021 - 06:100
Aggiornamento : 12:24

Måneskin al potere, è rock contro le stonature

Sanremo 2021, chi ha vinto e chi ha perso. ‘Pare che cantare bene sia un crimine’, dice Ermal Meta. Lui, Orietta e i vincitori sono alcuni degli antidoti.

“Mi fa sperare che la musica che piace a me, quella dei dinosauri, del rock, non sia definitivamente morta, anche perché l’unica speranza che abbiamo noi anziani è di tornare a vedere un concerto, e di solito andiamo a vedere concerti di personaggi straordinari che però hanno settant’anni: va bene che sono immortali, ma anche per loro, prima o poi, arriva il momento”. Sbobiniamo parole del rockettaro Antonio Ornano, comico ligure svegliatosi ieri mattina con la sorpresa: il rock ha sbancato il 71esimo Festival della Canzone Italiana; ‘Zitti e buoni’, con tutte le sue benedette parolacce e il carico di glam (nulla a che vedere con l’Achille Lauro sanguinante, sia chiaro), è la rappresentazione dei Måneskin al potere. La band romana esplosa in X Factor, e per questo di giovedì con il coach Manuel Agnelli in ‘Amando’ dei Cccp – ha fatto alzare l’orchestra dalle sedie per uno dei brani più diversamente sanremesi della storia delle diversità. Ornano, i Måneskin, li definirebbe – così come in estate definiva gli AC/DC – “dei magnifici tamarri”.

Ma la frase di questo Festival è un’altra: «Pare che cantare bene sia un crimine, che non vada più di moda». L’ha pronunciata Ermal Meta ieri mattina nella conferenza stampa conclusiva. Non è un rammarico per la vittoria sfumata – «Sono contento che un pezzo senza effetti speciali come il mio (‘Un milione di cose da dirti’, canzone giunta terza, ndr) abbia ottenuto un tale risultato» – ma una risposta a chi gli chiedeva di definirsi: «Sono un cantante, devo saper cantare».

Il problema, a nostro parere, non è l’Autotune, software per l’intonazione della voce capace d’intonare gli incapaci, proibito a Sanremo in tale funzione ma ammesso “come effetto”. «C’è una grande confusione», dice Achille Lauro nella sua unica apparizione pubblica al di fuori del palco. «Non è solo un correttore, ma una scelta stilistica, come il distorsore per la chitarra». Cita i Daft Punk, Travis Scott. «Non si tratta solo di correzione, è una sfera più grande». E a suo modo – guardando a Cher in ‘Believe’, ma ricordandosi che pur col distorsore, la chitarra dev’essere accordata – la riflessione può anche essere corretta. Salvo che nessuno gli chiede di Fasma (‘Parlami’), i non luoghi della non musica, soltanto lui, l’Autotune e il respiro di Roberto da Crema. Il problema, dicevamo, non è l’Autotune ma far cantare il melodico ai rapper, affidare loro pezzi di canzoniere italiano per fare curriculum (“Ha cantato Tenco”, “ha cantato Vasco”, “ha cantato Dalla”).

“Una volta, se stonavi, non mettevi più piede su quel palco”, aveva motivato in settimana le sue perplessità Dario Salvatori, storico della manifestazione. Perplessità sugli ‘urlatori’ Random e Aiello (dove ‘urlatori’, un tempo, viaggiava di pari passo con ‘intonati’), l’estraniante Gio Evan (“è un poeta”, scrivono di lui, ma la poesia non presuppone necessariamente il canto), i pur onesti Coma_Cose, Fedez per metà senza Autotune (il risultato sulla prima strofa è lì da sentire), e quel simpaticone di Bugo, naturalmente, giustificato dai suoi maestri, non tutti esattamente dei diapason. Ma con un discorso a parte da farsi (segue, più in là).

Chi ha vinto

Ci si metta anche che sanno cantare, hanno vinto le quattro Nuove Proposte, incluso Davide Shorty, mosca bianca giunta seconda come tutti giovani sui quali scommettiamo ogni anno (successe con i da noi intervistati Mirkoeilcane nel 2019 e Tecla Insolia nel 2020). Hanno vinto (anche Premio Lucio Dalla) Colapesce Dimartino, bravi anche prima di ‘Musica leggerissima’, per i quali il valore del brano batte la voce così-così (nemmeno Samuele Bersani brilla per intonazione, ma ha scritto ‘Giudizi universali’ e può cantare come gli pare). Ha vinto Ermal Meta (anche Premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione musicale) che ti legge dentro e quasi dà fastidio, ma sa cos’è scrivere una canzone, alternanza di concetti semplici per dare spazio a quelli più profondi, pietruzze e macigni: «Una canzone è una strada cosparsa di pietre – diceva in settimana – dove le pietre sono le parole. Se inciampi ogni due per tre non arriverai mai alla fine. Se invece ci sono pietre su cui puoi camminare, e qualcuna più grande su cui puoi inciampare, ce la puoi fare». È quanto accade in ‘Un milione di cose da dirti’, ballad classica, non banale.

Ha vinto la radiofonica Rappresentante di Lista (‘Amare’), e ha vinto la signora Orietta Berti, che dal confronto con gli stonati esce come Aretha Franklin al concorso di Voci Nuove di Gatteo Mare. A proposito di Romagna: hanno vinto gli Extraliscio, che ancor prima di ‘Bianca luce nera’, di giovedì con ‘Rosamunda’, festeggiavano il folk romagnolo con tanto di chitarra roteante (grazie di esistere, Exrtraliscio). Tra gli ospiti ha vinto Ornella Vanoni, e hanno vinto tutti coloro i quali hanno scritto o lavorato per lei, dagli autori della ‘mala’ a Jannacci, da Antônio Carlos Jobim e Chico Buarque fino a Francesco Gabbani e Pacifico. L’Ornella che a 86 anni manda fuori l’orchestra è perdonabile (meno lo è Neffa, che insieme all’orchestra, di giovedì, mandava fuori anche Noemi su una canzone scritta da lui). Hanno vinto Loredana Bertè, Elodie, Negramaro a onorare Dalla in ‘4/3/1943’ nel giorno del suo compleanno, e Umberto Tozzi, dal repertorio che non è solo ‘Ti amo’. La classifica non premia il ‘Cuore amaro’ di Gaia; le radio lo faranno. Nemmeno premia ‘Il farmacista’ di Max Gazzè, formula ritmica già sentita, che provi a ricordartela e ti viene in mente ‘Sotto casa’. Ma avercene.

Vince Willie Peyote, denuncia un po’ logorroica, ma ampiamente retribuita (Premio della Critica intestato a Mia Martini). Vince la trap-evolution di Madame (Premio Sergio Bardotti al miglior testo per ‘Voce’), già intoccabile come Bob Dylan e Achille Lauro: il labiale è utile per comprenderne il testo, il mondo della trap l’ha già scaricata per troppo mainstream, ma la signora Caselli pare averci visto giusto. E hanno vinto i Måneskin: lo abbiamo detto?

E chi no

Da un punto di vista prettamente contabile, quello di Francesca Michielin e di Fedez non è un trionfo. L’endorsement Instagram della moglie Chiara Ferragni, un potenziale bacino elettorale di 23 milioni di follower (“Votate Fede e Franci, sto leggendo tutte le vostre stories e vi amo!”) basta solo a portare il brano dal 21esimo posto (voto Demoscopica, stampa e orchestra) al secondo. E se ‘Chiamami per nome’ non fa esplodere il pallottoliere, la colpa forse non è tutta dell’influencer, ma pure della canzone.

Non ha vinto Francesco Renga, che paga le molte dissonanze di ‘Quando trovo te’. Lontana Noemi, che sbandiera la sua ‘Metamorfosi’ (nuovo album e status esistenziale) e poi si presenta sul palco con ‘Glicine’, una copertina di Linus (dopo una settimana di soliloqui sull’io interiore che fa dimagrire). Non vince Annalisa, spinta giù nel televoto da un brano, ‘Dieci’, non all’altezza delle sue potenzialità.

Nemmeno Bugo ha vinto, forse perché la sua ‘E invece sì’ (24esima) è andata a sbattere contro ‘Sincero’, il 2020 con (poi senza) Morgan. E qui sta l’attenuante: «Vedere che ancora, dopo un anno, io parlo di musica e torna quell’argomento (Morgan, appunto, ndr), e mi sta bene che quell’argomento abbia cambiato la mia vita, dimostra che per qualcuno la mia musica non è importante», chiosava di sabato il Bugatti in streaming dal suo albergo. Poche ora prima, sul social: “Mi dispiace che si continui a chiedere dove sia Bugo. Bugo è qui, io sono qui, non sono mai andato via. Mi sono solo allontanato dalla pazzia e dall’opportunismo. Forse questo non fa notizia, né click, ma questo sono io. Non sono il più intonato di tutti, ma di certo sono più sincero di molti”.

Non ha vinto nemmeno Alessandra Amoroso: per cantare ‘Una notte in Italia’ di Ivano Fossati, più bella dell’inno nazionale, serve prima un’autorizzazione dei Beni Culturali. E non basta essere intonati.

Titoli di coda

Giornalisti ed esorcisti

Sanremo, cinque giorni effimeri se si parla di gossip, non se si parla di musica, che gli italiani fanno bene da molto tempo così come assai bene fanno lo spettacolo televisivo in diretta. Amadeus e Fiorello, lo spettacolo, lo hanno onorato, rendendo puntualmente conto di una situazione di totale emergenza, compresa da tutti non oltre la prima flessione negli ascolti di un’Italia che, evidentemente, non aveva la testa per il varietà. Flessione che per certa stampa è significato poter tornare a fare le pulci a tutto e a tutti come se non ci fosse una pandemia, chiedendo – come nel calcio – il nome del successore prima che la stagione sia finita e magari la lista dei Big del 2022 (con ordine di uscita sul palco).

«È un periodo in cui la gente nemmeno sa se riuscirà a mettere un pasto in tavola, non lo dimentichiamo. Se m’invitano a una festa, io ci vado e ballo sui tavoli solo se sono felice», diceva il direttore artistico non più tardi di giovedì. Sorda, la terra dei commissari tecnici e degli esperti di Festival è tornata Terra dei cachi: «Nella mia vita ho fatto le saghe di piazza, ho lavorato nelle discoteche mezze deserte, ma lavorare davanti al nulla è qualcosa che non auguro a nessuno», ha ripetuto Amadeus nell’ultimo incontro coi media, in un clima aziendale riassunto in: «Ringrazio chi non voleva fare questo Festival e che in questo momento si sta mettendo delle medaglie sul petto», dice Claudio Fasulo, Rai Uno. Amadeus che, senza frecciatine, lascia facendo i complimenti ai cantanti, all’orchestra, ai suoi autori e al «più grande uomo di spettacolo, mio fratello Rosario Fiorello».

Il mattatore non le manda a dire: «Mai una sala stampa è stata così bella come quest’anno. È un format che la Rai deve proteggere: voi lì belli seduti, tutti a massacrare Amadeus». E poi: «Leggo che qualcuno che parla di flop: 14 milioni sono un flop?». A chiudere: «Il pubblico non serve per l’ego: ti guida, ti dice se ti devi fermare, se devi cambiare argomento. Nelle prime due puntate abbiamo cercato la quadra, e poi ci siamo inventati un mestiere: fare gli spettacoli per nessuno. Credo che questo ci vada riconosciuto». L’Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini, di lì a poco, chiederà il ‘triplete’: «Amadeus e Fiorello si meritano l’applauso di quella sala». La sala piena.

Vade retro Achille

Mentre su Sanremo calano le prime ombre della sera (cit. Nick Carter), il Festival non è ancora finito: “L’umanità sta attraversando un periodo caratterizzato dal dolore e dalla sofferenza a causa della pandemia e sul palco dell’Ariston si è raggiunto un livello di dissacrazione, di blasfemia e di vilipendio della fede cattolica davvero inaccettabile”. A parlare, dall’aldiqua, è l’Associazione internazionale esorcisti guidata da padre Francesco Bamonte, che attacca le “esibizioni che hanno leso la sensibilità e il credo di milioni d’italiani e dei fedeli di tutto il mondo”. Achille Lauro non è menzionato direttamente, ma è dei suoi ‘quadri’ che si parla.

Quanta positività, quanto umorismo: forse stiamo recuperando la normalità. Per il bene di Sanremo, che per noi finisce qui. Come Miss Italia.


Achille Lauro, ‘C'est la vie’ (Keystone)

Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved