Basilea
0
Losanna
0
1. tempo
(0-0)
Bologna
2
Fiorentina
3
fine
(1-1)
Spezia
0
Sassuolo
0
1. tempo
(0-0)
Venezia
0
Verona
0
1. tempo
(0-0)
Davos
Ambrì
15:45
 
GCK Lions
Winterthur
15:45
 
il-filosofo-la-pandemia-e-il-tempo-che-muta
Il che mostra come la liberazione del tempo, il poterne disporre, di per sé non dice nulla, essa può avere il volto dell’ozio, ma anche quello dell’ansia. (Archivio Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Culture
Spettacoli
25 min

Happy Days, Fonzie mette all’asta memorabilia serie tv

L’appuntamento è per mercoledì 8 dicembre nelle sale della casa d’aste Bonhams di Los Angeles
Spettacoli
2 ore

È morto Toni Santagata

A renderlo noto la moglie del cantante, Giovanna, tramite l’agenzia stampa italiana Ansa. Santagata, all’anagrafe Antonio Morese, aveva 85 anni
Spettacoli
5 ore

Morandi, Ranieri, Zanicchi: ok, Sanremo è giusto (più o meno)

Non si può dire che non ve ne sia per tutti i gusti: Elisa, Emma, Noemi, trapper quanto basta, ex vincitori quanto basta. E Achille Lauro, ovviamente
Musica
1 gior

Il Duo Kirsch sul ponte del tempo

Martedì 7 dicembre al Teatro Foce, Stefano Moccetti (chitarra) e Anton Jablokov (violino), progetto nato tra il Csi e il lockdown
Spettacoli
1 gior

Pignotta-Incontrada, impegnatissimi in ‘Scusa sono in riunione’

I quarantenni di oggi tra reality, social e un ‘Ti posso richiamare?’. A Chiasso, Cinema Teatro, giovedì 9 dicembre. A colloquio con Gabriele Pignotta
Arte
1 gior

Un’annunciazione al m.a.x. museo per l’Avvento

Un piccolo ma prezioso dipinto di ‘Dionisio il fiammingo’ è uscito dai caveau dello Swiss Logistics Center per le feste
Spettacoli
1 gior

80VogliaDiMina nella sua Cremona (aspettando Lugano?)

Nek, Audio 2 e Frankie hi-nrg mc e 8 voci femminili per una festa di compleanno rinviata dal lockdown. Al Teatro Ponchielli di Cremona (per ora...)
Culture
1 gior

TaM, anche in Ticino ci si incontra al museo

Cinque appuntamenti a dicembre per l’iniziativa che vuole favorire la conoscenza delle opere esposte e di nuove persone
Spettacoli
1 gior

L’Incontro del teatro svizzero fa tappa al Lac

Dall’8 al 15 dicembre la ‘wandermobil’ con gli spettacoli selezionati dall’appuntamento teatrale sarà a Lugano
Spettacoli
2 gior

Finalmente Max Frisch, finalmente ‘Olocene’

Al Teatro Sociale uno spettacolo atteso tre anni, per la regia di Flavio Stroppini, con Margherita Saltamacchia e Rocco Schira. Dal 7 al 12 dicembre.
Spettacoli
2 gior

Alle radici della musica con ‘Gospel & Spirituals 2021’

I sei concerti di Free Green Music dall’8 al 30 dicembre tra Losone, Bellinzona, Locarno, Airolo e San Bernardino. Il programma.
Galleria foto
Arte
2 gior

Alla Stazione Centrale di Milano, immersi nel mondo di Banksy

Una performance artistica immersiva riproduce le opere dell’ignoto artista britannico che sono state rubate, distrutte o vendute
Spettacoli
2 gior

Saliamo in Paradiso con ‘Il cosmonauta Dante’

Conferenza-spettacolo di Anna Pegoretti e Laura Anzani, scritta in collaborazione con Leonardo Ricci. Il 13 dicembre alla Scuola cantonale di commercio
Spettacoli
2 gior

È morto Alvin Lucier, genio dell’avanguardia musicale

Il compositore statunitense che aveva messo i Beatles in una teiera è morto all’età di novant’anni. La svolta sperimentale avvenuta in Europa
Scienze
2 gior

Scoperto vicino a Trieste il primo sito di dinosauri in Italia

Venuti alla luce almeno 7 nuovi esemplari di dinosauri vissuti 80 milioni di anni fa. Il più completo è stato ribattezzato Bruno
Spettacoli
2 gior

Sweet Soul Gospel Revue, viaggio nel gospel al Lac

Sul palco una formazione di all star guidata da Michael Webb, martedì 21 dicembre e mercoledì 22 dicembre alle 20.30
Musica
2 gior

Moltiplicato per venti, Marco Santilli Rossi goes Shakespeare

Aspettando un ricco 2022, ‘Love all, trust a few, do wrong to none’ è la nuova canzone, per una versione ‘new prog’ del musicista
Social Media
3 gior

Twitter rimuoverà foto e video online se contro la privacy

Chiunque potrà richiederlo, non solo quelli con ‘la spunta blu’. È il primo atto dell’era Parag Agrawal, Ceo subentrato a Jack Dorsey, fresco d’addio.
Spettacoli
3 gior

Gran finale a Manno per ‘Se la va, la gh’a i röd’

La Compagnia Teatrale Flavio Sala chiude la tournée del garage Pistoni il 3 e il 4 dicembre alle 20.30 e il 5 dicembre alle 16 nella Sala Aragonite
Streaming
3 gior

Netflix e affini, solo in Svizzera si paga così tanto

La Confederazione è una miniera d‘oro per il servizi di streaming. Lo segnala, sulla base di confronti, il periodico K-Tipp (che suggerisce ’aggiramenti’)
Musica
3 gior

I Måneskin, manco a dirlo, gli italiani più ascoltati al mondo

Non in Italia però, dove l’artista più popolare è Sfera Ebbasta e il singolo più ascoltato è ‘Malibù’ di Sangiovanni. Questo dicono i dati di Spotify
Cinema
3 gior

In sala ‘È stata la mano di Dio’ di Paolo Sorrentino

Presentato a Venezia 78, Leone d’argento, candidato agli Oscar per l’Italia, esclusivamente nei cinema ticinesi giovedì 2 dicembre
Pensiero
20.08.2020 - 06:050

Il filosofo, la pandemia e il tempo che muta

Intervista a Fabio Merlini, questa sera al San Materno di Ascona per discutere del tempo liberato che può avere “il volto dell’ozio, ma anche quello dell’ansia”

Si conclude con il filosofo Fabio Merlini – e una sorpresa della compagnia di danza di Tiziana Arnaboldi – la speciale rassegna estiva del Teatro San Materno di Ascona. Un appuntamento, questa sera alle 20.45, incentrato sul tempo della pandemia: l’emergenza sanitaria, il confinamento, la chiusura di scuole e attività, ha mutato i ritmi di vita, spesso rallentandoli. «Ma non per tutti» ci spiega Merlini.

Pensiamo al Lockdown perlopiù nei termini di spazio – chiusi in casa, scuole chiuse… –, ma è stata anche, forse soprattutto, una questione di tempo.

Certamente, secondo però una logica differenziata. Se è vero che le nostre abitudini hanno subito una battuta di arresto, per alcune categorie professionali l’emergenza sanitaria anziché agire sul tempo nei termini di una repentina decelerazione, a causa del calo della pressione lavorativa, ha al contrario generato un surplus di compiti tale da imprimere un’ulteriore accelerazione al tempo. In questo caso, ciò che si è osservato è una vera e propria corsa contro il tempo - disperata nei casi peggiori, “solo” affannosa nei casi migliori: personale sanitario, addetti alla sanificazione degli spazi pubblici, ‘rider’. Qui riscontriamo infatti una drammatica radicalizzazione di quella cronicizzazione dell’urgenza che già prima della crisi generava il nostro sentimento di essere sempre in ritardo su tutto. Nello specifico, la pandemia anziché spezzare l’ordine del tempo pre-Covid non ha fatto che incrementarlo, senza generare dunque alcuna discontinuità: le cose sono solo peggiorate.

Ma anche senza pensare a questo estremo (che suscita tutta la nostra ammirazione), vero è che in molti casi la conversione on line di una buona parte dei nostri compiti non ci ha di certo alleggeriti. Anche in questo caso, siamo stati confrontati con un incremento delle logiche schizotopiche indotte dalle tele-tecnologie, nel bene e nel male: senza però che ciò si traducesse in un guadagno di tempo.

Poi ci sono quelle categorie professionali che effettivamente si sono viste congelare del tutto le proprie attività. Ma anche qui con effetti molto diversi sulla percezione del tempo. Qualcuno ne ha beneficiato, qualcuno invece non è stato nelle condizioni di poterlo fare, per le conseguenze di questa sospensione sul piano della produttività. Il che mostra come la liberazione del tempo, il poterne disporre, di per sé non dice nulla, essa può avere il volto dell’ozio, ma anche quello dell’ansia.

Un rallentamento imposto da un virus ma reso possibile dalla tecnologia. Che in genere si dice ‘spingere sull’acceleratore’ delle nostre esistenze.

Dobbiamo tenere presente che la mobilitazione richiesta dai nostri regimi produttivi ha trovato nelle tecnologie dell’informazione il suo più potente alleato. Per il fatto, molto preciso, che la loro rapidità retroagisce sui nostri gesti, ne detta il ritmo, velocizzandoli sempre di più. Come lei dice, il rallentamento è stato reso possibile dalla tecnologia, o meglio: la tecnologia ha consentito che esso, quando non la sospensione stessa di interi comparti produttivi, potesse avvenire in tempi rapidissimi.

È sorprendente come una società pensata per accogliere movimenti che siano il più veloci possibili sia riuscita in così poco tempo a tirare il freno d’emergenza. Ma in questo le tecnologie non hanno fatto che confermare la loro vocazione. Fatte salve le eccezioni cui ho fatto cenno rispondendo alla sua prima domanda, è senz’altro vero che ci siamo improvvisamente ritrovati con più tempo a disposizione, ma anche qui, come ho già detto, occorre distinguere. Poiché questo tempo generato dall’inattività può coincidere con diversi sentimenti del tempo: il tempo doloroso delle preoccupazioni (la tragedia di chi ha perso il lavoro o di chi teme di perderlo); il tempo della noia (non so cosa fare); il tempo dell’accudimento e, solo nei casi migliori: l’ozio creativo. Il quale però presuppone grandi risorse interiori.

Soprattutto in un’epoca in cui siamo stati tutti spinti a una estroversione continua che ci ha allontanati da noi stessi. E proprio qui emerge un'altra vocazione delle tecnologie della distanza, rispetto a quanto appena osservato. Quella di indirizzare la nostra attenzione, le nostre preoccupazioni e le nostre curiosità verso l’esterno, in un incessante processo di esteriorizzazione che se per un verso apre a forme di socializzazione indite, per altro verso conduce l’individuo fuori di sé, rendendo sempre più faticoso il sostare presso di sé.

Il lockdown è stato certamente un momento di privazione della libertà: la nostra vita aveva – per giustificati motivi – molti più limiti. Ma, dandoci del tempo per pensare, ha forse portato più libertà.

La capacità di pensare e di meditare, appunto di sostare presso di sé, non è immediata. Possiamo disporre di tempo e non sapere assolutamente che cosa farne. Non è sufficiente essere improvvisamente catapultati in una situazione di isolamento, per liberare le risorse della riflessione. Certamente, come lei dice, la libertà non è solo questione di movimento; anzi esistono forme di movimento illimitato che sono tutto il contrario della libertà, come quando si insegue qualcosa solo per il gusto di poterlo poi sostituire con qualcosa d’altro, come accade nel cattivo infinito della nostra idea di crescita. Società che hanno fatto dell’accelerazione e della mobilitazione la loro principale fonte del valore, sono costantemente confrontate a una forma molto particolare del tempo, quella dell’immediatezza. Ora, è molto difficile dentro questa tirannia del tempo, per la quale arrivano sempre prima le risposte delle domande (come si vede molto bene nel caso del 5G), disporre poi delle condizioni per fare proprie le preoccupazioni della vita riflessiva. Così, anche quando dovessimo improvvisamente disporre di più tempo, come è accaduto con il lockdown, nulla ci garantisce una capacità di introspezione capace di riorientare in chiave non funzionalistica il nostro sguardo sul mondo. Al contrario, accade sovente che una disponibilità di questo tipo sia solo fonte di ansia e di angoscia, con il risultato di incrementare ulteriormente il nostro bisogno di socializzazione mediatica. Voglio dire che allo stesso modo di come il sentimento dell’interiorità va educato, anche la vita riflessiva, la capacità di pensare, cioè di porre le domande giuste, deve essere oggetto di attenzione e cura: tutto ciò comporta un esercizio che contrasta con la nostra ansia quotidiana di non “perderci nulla”, di non mancare nessun appuntamento.

Ultima domanda: resterà qualcosa o questo Lockdown resterà una parentesi che una volta chiusa non lascia traccia?

Temo di no, ma dobbiamo essere ottimisti. La pandemia, con le decisioni prese per fronteggiala, ha messo in luce non poche contraddizioni della nostra società, ha permesso di scoprirne le fragilità e nonsensi. In una parola, vediamo più chiaramente i limiti dei suoi presupposti: si pensi solo alla vergognosa produzione di disuguaglianze, alla nostra predatorietà nei confronti delle risorse naturali, oltre che umane, alla logica irresponsabile di talune politiche economiche. Il costo di questi vizi ci tornato indietro con gli interessi. Non so se sia sufficiente ad apprendere la lezione, poiché le preoccupazioni ora sono altrove, nel tentativo di rimettere in piedi le cose affinché tutto possa ripartire come prima. Che sia necessario farlo è però sotto gli occhi di tutti, se solo ce ne rendessimo conto.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved