Analisi Awp registra rincari medi del 41% nell'ultimo decennio; organizzatori indicano cachet, costi di produzione e aspettative del pubblico
È ufficialmente iniziata la stagione dei concerti all'aperto in Svizzera e per gli appassionati di musica live l'estate si preannuncia decisamente più cara che in passato. Un'analisi dell'agenzia di stampa Awp rivela che i pass per più giorni dei principali festival elvetici hanno registrato rincari superiori al 50% nell'ultimo decennio, con aumenti che superano ampiamente il tasso d'inflazione.
L'Openair di San Gallo è un caso emblematico di questa tendenza. Nel 2026, un abbonamento di quattro giorni costa 299 franchi, contro i 210 del 2016, segnando un incremento del 42%. Ancora più pesante il balzo per il pass di due giorni, passato da 155 a 239 franchi, con un rincaro del 54%. Anche il biglietto per la singola giornata è salito da 90 a 109 franchi. In questi prezzi, va precisato, sono inclusi servizi aggiuntivi come il campeggio, il trasporto pubblico per l'andata e il ritorno e un contributo per il clima.
Il fenomeno non riguarda solo la città della Svizzera orientale. L'analisi Awp rileva un rincaro medio di circa il 41% su tutte le categorie di biglietti e festival presi in esame, un dato ben superiore all'inflazione generale, che dal marzo 2015 si attesta al 7,7%. Tra i rincari più significativi spicca l'Open Air Gampel, dove il pass di quattro giorni è schizzato da 219 a 399 franchi, segnando un impressionante +82%. All'Open Air Frauenfeld, invece, il costo di tre giorni è lievitato da 199 a 319 franchi, mentre il due giorni da 149 a 249 franchi. Anche al Gurtenfestival gli aumenti oscillano tra il 38% e il 54% a seconda della tipologia di abbonamento. All'estremo opposto si collocano eventi più piccoli o dal posizionamento diverso, come il B-Sides, dove gli aumenti sono stati decisamente più moderati.
Gli organizzatori giustificano i rincari con una combinazione di fattori: l'aumento dei cachet degli artisti, il caro-produzione per tecnica, infrastrutture, logistica ed energia, nonché normative di sicurezza e autorizzazioni sempre più stringenti. A ciò si aggiungono l'incremento degli oneri relativi al personale e ai servizi esterni.
Ma a pesare è anche il cambiamento delle aspettative del pubblico. Secondo gli organizzatori dell'Openair di San Gallo, oggi gli spettatori cercano molto più della semplice musica: comfort, sicurezza, sostenibilità e un ricco programma collaterale sono diventati elementi centrali dell'esperienza festivaliera. La cosiddetta "experience" è ormai il fattore decisivo per l'acquisto del biglietto. Gli stessi organizzatori tengono a precisare che per l'edizione 2026 i prezzi non sono stati aumentati rispetto all'anno precedente.
I numeri forniti dalla Swiss Music Promoters Association (SMPA), l'associazione che riunisce gli organizzatori di questo tipo di eventi, confermano la pressione sul settore: nel 2025, il prezzo medio del biglietto per i festival associati è stato di 95,90 franchi, in lieve crescita rispetto ai 93,60 dell'anno prima. Contestualmente, però, il numero di biglietti venduti è leggermente diminuito, mentre il ricorso a personale pagato è aumentato di quasi il 20%, a fronte di una flessione dei volontari.
Anche il celebre Paléo Festival di Nyon (VD) ha dovuto adeguarsi. Gli organizzatori sottolineano che i prezzi erano rimasti stabili tra il 2015 e il 2019, ma che l'aumento post-pandemia è stato inevitabile a causa dell'impennata dei costi di produzione, delle spese per gli spettacoli e dei compensi agli artisti. L'analisi Awp mostra che il biglietto giornaliero è passato da 70 franchi del 2015 agli attuali 109, con un incremento del 56%. Paléo, che si presenta come associazione senza scopo di lucro e senza sovvenzioni pubbliche, ribadisce che la politica tariffaria deve necessariamente garantire il pareggio di bilancio. Inoltre, dopo il Covid il festival è stato potenziato con un'area ridefinita e un palco aggiuntivo.
Sulla stessa linea l'Openair Gampel, che definisce l'andamento dei prezzi "non un fenomeno isolato", ma lo specchio di quindici anni di trasformazioni nel settore degli eventi. La digitalizzazione e lo streaming hanno rivoluzionato il mercato musicale: crollati i ricavi dalla vendita di dischi, molti artisti fanno sempre più affidamento sulle esibizioni dal vivo, facendo schizzare verso l'alto le loro pretese e le richieste in termini di produzione. A questo si aggiunge una concorrenza più agguerrita tra gli organizzatori. "Il festival è l'attrazione principale", affermano gli organizzatori dell'evento in Vallese, sottolineando come oggi l'offerta complessiva (campeggio, igiene, ristorazione e qualità degli spazi) faccia la differenza.