Il suono "cinque stelle" del Montreux Jazz Festival non deve niente al caso. La qualità della firma sonora dei concerti è il frutto di una collaborazione di quarant'anni con Meyer Sound. Questa società californiana è considerata una pioniera della tecnologia audio, con i suoi altoparlanti e amplificatori che figurano tra i più rinomati al mondo.
"L'esperienza sonora è cruciale, l'impianto audio è il cuore di un festival di musica. In sala o all'aperto, il suono deve dare i brividi", ripete volentieri il direttore del Montreux Jazz Festival Mathieu Jaton, interrogato da Keystone-ATS. "Siamo estremamente riconoscenti a John e Helen Meyer per questi 40 anni di amicizia e di impegno eccezionale con il Montreux Jazz", aggiunge.
Nel 1986 il fondatore del Montreux Jazz Festival Claude Nobs, chiese a Meyer Sound di rivoluzionare l'esperienza di ascolto del festival. Aveva conosciuto i coniugi Meyer negli anni '70, quando John era direttore del laboratorio di acustica dell'Istituto svizzero di studi musicali avanzati. "È stato l'incredibile incontro tra un fanatico del suono senza compromessi, John, e un grande appassionato di suono, Claude", riassume Jaton.
Ispirata dal loro comune amore per la musica, è nata un'amicizia che ha dato origine a "una delle collaborazioni musicali ufficiali più longeve e solide del settore", sottolineano orgogliosi i due cofondatori, ancora alla guida dell'azienda: lui, CEO a 82 anni, e lei, vicepresidente esecutivo a 78 anni. "È qualcosa di unico. Il Montreux Jazz Festival è per noi il fiore all'occhiello".
Il loro obiettivo comune è offrire al pubblico e agli artisti la migliore esperienza musicale immersiva dal vivo, riproducendo la musica in maniera impeccabile, precisa, senza alterazioni né distorsioni, e alla massima potenza, spiega Jaton. "A Montreux, questa qualità, questa vicinanza e questa intimità del suono sono possibili".
L'azienda a conduzione familiare è stata fondata nel 1979 a Berkeley (CA). Da allora, Meyer Sound è diventata leader mondiale nella fornitura di soluzioni integrate per l'amplificazione sonora, il suono spaziale, i sistemi acustici, il monitoraggio in studio e i sistemi residenziali di fascia alta.
La società produce altoparlanti autoalimentati, sistemi di controllo audio multicanale per spettacoli, architetture elettroacustiche e strumenti di analisi audio per i settori della sonorizzazione professionale, degli impianti fissi e della registrazione sonora.
Ad oggi Meyer Sound impiega 350 persone, con uffici in Germania, Canada, Messico e Cina. Collabora con numerosi cantanti e gruppi; e rifornisce soprattutto sale da concerto, ma anche stadi, chiese, musei, cinema e persino navi da crociera. A giudicare da ciò che dice, John Meyer ha sempre saputo mantenere vivo in sé il suo lato di artigiano del suono, molto esigente e perfezionista.
"Sono fan della tecnologia audio dall'adolescenza. Sono cresciuto con la radio FM e mi è sempre interessato. Ho poi spinto scientificamente questo amore per il suono il più lontano possibile", racconta. Ammette volentieri che il Montreux Jazz è diventato nel corso degli anni "una sorta di laboratorio e vetrina per le novità e le innovazioni tecnologiche nel campo dell'audio" di Meyer Sound.
In pratica, il team tecnico di Meyer Sound è integrato nel team del Montreux Jazz, spiega Vincent Villard, responsabile di produzione del festival. Il lavoro preparatorio inizia diversi mesi prima. Già a ottobre, José Gaudin, ingegnere del suono vallesano e dipendente dell'azienda californiana, analizza l'acustica di ogni sala interna e palco esterno, in base alla conformazione geografica dei luoghi.
Definisce un progetto sonoro per ogni sede di concerto, ovvero crea, modella, assembla e spazializza l'insieme degli elementi audio, come se si trattasse di una messa in scena artistica del suono. L'obiettivo è quello di coprire al meglio tutte le zone di una sala, vicine o lontane dal palco, fino alla balconata", sottolinea Villard.
Verso gennaio, questo piano viene messo in atto e bisogna dedicarsi alla messa a punto del suono, ovvero alla resa del "sound system", lo spettro sonoro, la risonanza, i monitor, i bassi, gli acuti, ecc. Altri due tecnici del suono della Meyer Sound si aggiungono a Gaudin e ai suoi team.
"A partire da aprile inizia la collaborazione con i tecnici del suono di ciascun gruppo musicale, tramite videoconferenze ed e-mail. Meyer Sound è poi presente senza interruzioni per tutta la durata del festival, attenta alle richieste specifiche dei gruppi che si esibiranno sul palco", sottolinea ancora Villard.