Musica

Achille Lauro conquista l'Olimpico, "Roma sei incredibile"

10 giugno 2026
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L'abbraccio dei 60mila dell'Olimpico a Roma accoglie Achille Lauro al suo debutto nello stadio di casa. Un abbraccio che sa di voglia di stare insieme, di condivisione, di riscatto. Nelle prime file i fan più accaniti sventolano cartelloni con su scritto "Ce l'hai fatta Lauro". E lui ricambia con una dichiarazione d'amore lunga oltre due ore. Fatta di musica, canzoni, ringraziamenti alla città che gli ha dato i natali e al pubblico che l'ha visto nascere. E non si poteva non partire con Amor, la canzone il cui titolo è l'anagramma di Roma.

Concerto potente, con Lauro assoluto protagonista del palco tra fuochi e schermi giganti che rimandano la sua immagine fino alle ultime file, gremite, dell'impianto. Quattro le parti in cui è diviso lo show, con brevi video con protagonista Celeste Dalla Porta ("tutti insieme formano una sorta di corto", lo ha definito l'artista) a raccontare la caduta dall'Eden, sottolineata dall'alternanza del bianco e del nero nei cambi di abiti (disegnati dallo stesso Lauro, ora anche direttore creativo di Dondup). Ogni capitolo racconta una diversa fase della sua evoluzione creativa, attraversando i generi che ha saputo esplorare.

Tra una canzone e l'altra, Achille Lauro non perde occasione per ringraziare il pubblico, ma soprattutto la sua città: "Roma mia, cos'è tutto questo?", "Roma sei incredibile", "Roma, siamo finalmente a casa", "Roma sei uno spettacolo infinito". In scaletta tutti i brani più amati, per tracciare il percorso di un artista in continua evoluzione e trasformazione. Da ⁠1969 a 16 marzo, passando per ⁠Senza una stupida storia, Marilù ("dedicata a tutte voi donne"), ⁠Perdutamente (diventata simbolo delle giovani vite spezzate a Crans Montana, "e se ha fatto bene ad una sola persona, la musica ha assolto alla sua funzone"), Cristina, dedicata alla sua e a tutte le mamme e che - emozionato - ha lasciato cantare al pubblico ("me la godo con voi"). Non potevano mancare ⁠Me Ne frego o la struggente Amore Disperato ("che dedico alla persona che mi ha salvato la vita"), ma neppure Rolls Royce o Domenica.

Il viaggio di Comuni Immortali, sul finale, incrocia la strada con quella di Antonello Venditti, unico ospite della serata. "Esaudisco uno dei miei sogni, siamo cresciuti con le sue canzoni". Accomunati da un profondo legame con la città di Roma, i due hanno portato sul palco (per la prima volta dal vivo) la nuova versione di Che tesoro che sei, in uscita venerdì, e poi l'immortale Notte prima degli esami, con Venditti al pianoforte. Il saluto è sulle note di ⁠C'est La Vie e ⁠Incoscienti Giovani: "il manifesto di tutto questo".

Prossimo appuntamento il 15 giugno a San Siro a Milano, con il palco che diventerà spazio di incontro tra musica e moda, con l'anteprima della collezione femminile realizzata per Dondup. L'abbraccio degli stadi continuerà nel 2027 con Per sempre noi, con dieci date, compreso il raddoppio a Roma (30 giugno e 1 luglio).

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni