Ha condiviso su X l'esibizione di Ana Belén; RTVE ha trasmesso un messaggio di protesta e uno speciale durante la finale vinta dalla Bulgaria
"Che la guerra non mi sia indifferente": con questo messaggio su X, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, ha nuovamente sostenuto il boicottaggio spagnolo di Eurovision 2026, vinta dalla Bulgaria, con Israele al secondo posto, nell'edizione segnata da polemiche per la partecipazione israeliana e il ritiro di cinque Paesi, fra cui appunto la Spagna, assente per la prima volta dopo 65 anni.
Nel post Sánchez ha condiviso la versione di Ana Belén della celebre canzone di Mercedes de Sosa "Solo le pido a Dios" (Solo chiedo a Dio), eseguita ieri sera sull'emittente pubblica RTVE in occasione della finale di Eurovision.
Alle 21:00 di ieri sera, in concomitanza con la kermesse canora, RTVE ha trasmesso un comunicato con sfondo nero e silenzio, nel quale denunciava: "Non c'è spazio per l'indifferenza. Pace e giustizia per la Palestina". La tv pubblica ha poi trasmesso uno speciale di 'La casa de la música', con la partecipazione di artisti di diverse generazioni, in omaggio ai 70 anni della musica sull'emittente.
Sánchez, nel condividere l'esibizione di Ana Belén, ha citato un verso della celebre canzone di Mercedes de Sosa contro la violenza: "Che la guerra non mi sia indifferente".
Già alla vigilia della finale di Eurovision in Austria, il premier spagnolo aveva segnalato in un videomessaggio sullo stesso social: "Di fronte a una guerra illegale e anche a un genocidio, il silenzio non è un'opzione. E non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano", aveva affermato. "Quest'anno, quindi, sarà diverso. Non saremo a Vienna, ma lo faremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia", aveva concluso.