La band bernese si riunisce per un tour di comeback, prepara l'album "Cycle Breaker" in autunno e registra sold out alle prime date
I Lunik iniziano oggi il loro comeback tour. La band bernese, un tempo la più nota della città, conta sulla fedeltà dei fan questa primavera e guarda al contempo al futuro, in vista dell'uscita del nuovo album "Cycle Breaker" in autunno.
La band, attiva dal 1998 al 2013 e tra i gruppi musicali più famosi del Paese negli anni 2000, si è riunita. I Lunik si ritrovano in un locale nel cuore del centro di Berna per fare le prove del tour di reunion che inizia oggi. La cantante e i quattro musicisti concedono un'intervista a Keystone-ATS, nella quale riflettono su come ci si sente a tornare a fare musica insieme dopo così tanti anni.
"Sono salito l'ultima volta sul palco 25 anni fa e non mi sarei mai immaginato di tornarci", dice Adi Amstutz, che aveva lasciato la band già nel 2002. "Eppure, in qualche modo, sentivo che il capitolo Lunik non era ancora chiuso", ha affermato il chitarrista e bassista.
Della stessa opinione è il batterista Mats Marti, che aveva abbandonato il gruppo nel 2005. "Ha lasciato un vuoto dentro di me." Dopo dieci anni, ha persino iniziato a sognare regolarmente di notte una riunione della band.
I Lunik si sono sciolti nel 2013 in modo poco amichevole. Poi, dopo anni, Jaël Malli, che nel frattempo aveva intrapreso la carriera da solista, e il chitarrista e produttore Luk Zimmermann hanno scritto di nuovo una canzone insieme. Si sono resi conto di parlare ancora lo stesso linguaggio musicale. Durante il lockdown si sono ritrovati in cinque e hanno deciso di riprovarci.
I Lunik sono sempre stati una band a tempo pieno. "Volevamo conquistare il mondo", ricorda la cantante Jaël Malli. Il tastierista Cédric Monnier aggiunge: "Ci doveva essere un motivo davvero valido per non presentarsi alle prove dei Lunik. Una giustificazione sarebbe stata accettabile solo se, ad esempio, fosse venuta a mancare una persona cara". Un impegno che ha richiesto molto a tutti.
Gli standard sono ancora oggi elevati, d'altronde ci sono delle aspettative. "C'è una sorta di dinamica intrinseca che ci spinge a migliorare sempre di più, e questo può diventare un circolo vizioso", afferma Monnier. Allo stesso tempo, questa è sempre stata la caratteristica distintiva dei Lunik: "Si può chiamare tenacia, ma il fatto che un tempo trascorressimo intere giornate in sala prove ha dato i suoi frutti", dice Zimmermann.
C'è però una certa disinvoltura in più. I Lunik non possono più essere una band a tempo pieno. Le priorità sono cambiate: durante le prove, qualcuno deve tornare a casa per preparare il pranzo ai bambini.
Prima del tour di reunion "eravamo un po' preoccupati, non sapevamo se ci fosse ancora interesse per i Lunik", racconta Zimmermann. "Quando ci siamo sciolti nel 2013, era chiaro che non eravamo più all'apice del nostro successo", ricorda Malli. Di conseguenza, c'era anche il timore che non ci fosse più un pubblico sufficiente ai loro concerti.
Ad oggi è stato venduto circa il 70% dei biglietti per il tour. Il primo concerto alla Mühle Hunziken ha registrato il tutto esaurito nel giro di sei ore, per cui la band terrà altri due concerti extra a Rubigen (BE). A questi si aggiungono due concerti di chiusura nello stesso locale, anch'essi già sold out.
Nell'attuale tournée i Lunik si concentrano sulle canzoni dei loro primi tre album. In scaletta ci sono solo due brani del nuovo disco "Cycle Breaker". Chi parteciperà ai concerti potrà già prenotare il prossimo album in formato doppio CD o doppio vinile e acquistarlo direttamente sul posto. L'uscita ufficiale in formato digitale è prevista per l'autunno.
"Probabilmente i venticinquenni di oggi non hanno la minima idea di chi siano i Lunik", afferma Malli. Con il tour primaverile, la band si rivolge soprattutto a un pubblico che seguiva i Lunik già "ai tempi" e che ora è felice che siano tornati.
"A lungo termine, però - anche con il nuovo album - ci si chiede se riusciremo a raggiungere un pubblico nuovo." Lo scopriremo in autunno, quando i Lunik partiranno in tour con "Cycle Breaker". Per il momento, la band ha fatto programmi solo fino alla fine dell'anno e deciderà poi come procedere. In estate, si esibiranno anche in alcuni festival, tra cui quello in "casa" sul Gurten, la collina che sovrasta Berna.
I cinque mantengono ancora il riserbo sui contenuti del prossimo album. Sono già usciti i singoli "Young" e "Wasting Gold": due brani pop con quel tocco malinconico tipico dei Lunik. A metà marzo è seguito "Justify Myself", un brano synth-pop cupo e al passo con i tempi, in cui viene messo in discussione il rapporto con i social media.
La band ha affrontato il nuovo album senza un'idea chiara, e dal punto di vista musicale il disco è molto variegato. Un unico genere non fa per i Lunik, afferma Zimmermann: "Questo è sempre stato il punto di forza dei Lunik, ma anche la loro difficoltà". Una cosa era però chiara fin dall'inizio, aggiunge Monnier: "Volevamo riprendere la nostra nostalgia e il nostro passato - ma anche mostrare a che punto siamo oggi."