In piena Guerra Fredda, Hollywood è accusata di essere un centro di propaganda comunista. Un'epoca repressiva ma creativamente fertile

All’Academy Museum di Los Angeles, il Locarno Film Festival ha presentato la sua nuova Retrospettiva, dedicata alla celebre lista nera di Hollywood. Curata da Ehsan Khoshbakht e realizzata con la Cinémathèque suisse e il sostegno della Ucla Film & Television Archive, ‘Red & Black – La sinistra hollywoodiana e la lista nera’ ricostruisce un periodo in cui registi, sceneggiatori e interpreti fronteggiarono pressioni e abusi di potere senza precedenti, rispondendo con determinazione e creatività.
In piena Guerra Fredda, temendo l’influenza sovietica negli Stati Uniti, alcune correnti conservatrici accusano Hollywood di essere un centro di propaganda comunista. La Commissione per le attività antiamericane avvia processi politici camuffati da audizioni. L’industria cinematografica cede alle pressioni e introduce una lista nera che costringe molti a lavorare sotto falso nome. Film considerati troppo progressisti vengono censurati o messi da parte.
La Retrospettiva rilegge quell’epoca repressiva ma creativamente fertile, evidenziando le affinità con l’odierno attacco alla libertà di espressione in corso in diversi luoghi del mondo e valorizzando figure come John Garfield, Joseph Losey, Dalton Trumbo, Dorothy Parker, Richard Wright e Charlie Chaplin, attraverso fiction, documentari, cinegiornali e cortometraggi provenienti da diversi Paesi, tra copie restaurate e materiali d’archivio. La rassegna sarà accompagnata da una pubblicazione internazionale curata da Khoshbakht e da un podcast.
Ehsan Khoshbakht, curatore della retrospettiva: “Se vogliamo continuare a definire la Hollywood classica una ‘fabbrica dei sogni’, dobbiamo anche riconoscere come questo concetto sia stato fatto a pezzi da alcuni tra i cineasti più progressisti della storia del cinema americano, attraverso gli oltre 40 titoli raccolti in questa retrospettiva. È il progetto più attuale a cui abbia mai lavorato in vita mia. Le modalità creative con cui la coscienza politica è stata incorporata nel cinema, e le tragiche conseguenze di quella determinazione, compongono la storia appassionante di questo programma, e offrono nuove prospettive sulla caccia alle streghe dell'era maccartista”.
Giona A. Nazzaro, direttore artistico: “Questa retrospettiva rappresenta uno sforzo critico e storico unico nel suo genere, capace di gettare nuova luce su uno dei periodi più oscuri della storia di Hollywood. Il programma propone una nuova visione dei conflitti del tempo, offrendo una comprensione più approfondita dell’impatto della persecuzione politica. Grazie a un’ampia selezione di film e di rari materiali d’archivio, si delinea l’affresco di un momento cruciale della storia del cinema: una celebrazione di alcuni dei titoli più incisivi e memorabili mai realizzati a Hollywood”.