Annunciata dalla moglie e confermata dall'ufficio stampa: parte del duo Sly & Robbie, ha suonato con Marley, Rolling Stones e fondò Taxi Records
Il musicista giamaicano Sly Dunbar, uno dei più influenti batteristi della storia della musica reggae e uno dei principali artefici della sua affermazione globale, è morto a Kingston, capitale della Giamaica, all'età di 73 anni.
La notizia è stata resa nota dalla moglie Thelma al quotidiano giamaicano "The Gleaner" ed è stata successivamente confermata dall'agente e dall'ufficio stampa dell'artista. Dunbar è stato trovato privo di sensi nella mattinata di lunedì 26 gennaio nella sua abitazione. Le cause del decesso non sono state rese note, anche se il musicista era malato da tempo.
Nato a Kingston con il nome di Lowell Fillmore Dunbar, Sly Dunbar è stato una figura centrale nello sviluppo del reggae moderno, suonando in migliaia di registrazioni. Dunbar ha suonato con alcuni dei più grandi nomi della musica internazionale, da Bob Marley ai Rolling Stones, passando per Peter Tosh, Black Uhuru, Jimmy Cliff, Grace Jones, Bob Dylan e Madonna. È presente in brani diventati classici come "Punky Reggae Party" di Marley e "Double Barrel" di Dave & Ansell Collins.
La sua fama mondiale è legata soprattutto al sodalizio con il bassista Robbie Shakespeare, con il quale formò il celebre duo Sly & Robbie, noto anche come "The Riddim Twin". Insieme hanno rivoluzionato il suono del reggae tra gli anni Settanta e Ottanta, introducendo ritmi più potenti e sperimentando con elementi elettronici, contribuendo in modo decisivo alla diffusione internazionale del genere.
Dopo l'esperienza come sezione ritmica dei Revolutionaries, la band dei leggendari Channel One Studios di Kingston, Sly & Robbie fondarono nel 1980 l'etichetta discografica Taxi Records, che lanciò e sostenne una nuova generazione di artisti giamaicani tra cui Shaggy, Shabba Ranks, Beenie Man, Skip Marley e Red Dragon.
Il duo ottenne grande successo anche fuori dall'ambito reggae, collaborando con artisti rock e pop di primo piano. In particolare, il loro lavoro sugli album "Warm Leatherette", "Nightclubbing" e "Living My Life" di Grace Jones è considerato fondamentale per la contaminazione tra reggae, new wave ed elettronica.