Il direttore onorario a vita ha diretto a memoria Schubert e Ciajkovskij; ingresso in carrozzina, presenti la moglie Nancy e il sovrintendente Carlo Fuortes
Sala gremita, molti giovani fra il pubblico: al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ovazioni finali con sette minuti di applausi per la direzione del direttore onorario a vita Zubin Mehta, che è entrato sul palco della Sala Mehta - a lui intitolata - in carrozzina. Già il suo ingresso era stato preceduto da moltissimi applausi che lo hanno accompagnato fino a quando ha preso posto sulla sedia davanti all'orchestra del Maggio. Zubin Mehta - come si sapeva - non ha fatto dichiarazioni e non ha commentato il suo annuncio di voler sospendere la collaborazione con la Filarmonica di Israele in segno di protesta contro le politiche del governo di Netanyahu. Il primo pezzo diretto è stata la Sinfonia n. 3 in re maggiore D. 200 di Schubert, molto brillante e al termine accolta con grande successo; Mehta non si è attardato. Poi intervallo e, nella ripresa, la seconda parte dedicata alla Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Ciajkovskij. Di nuovo, grande affetto al suo rientro. Anche questo brano lo ha diretto a memoria e senza spartito. Si è rilevato in sala il gesto essenziale, misuratissimo, e la grandissima intesa con l'orchestra. In prima fila c'era la moglie Nancy, in un abito rosso vivo. Presente al concerto il sovrintendente Carlo Fuortes.