Musica

La mezzosoprano Marina Viotti si destreggia fra opera e metal

8 gennaio 2026
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Marina Viotti si destreggia in vari generi musicali, dall'opera al jazz passando dal metal. I più la ricorderanno per la sua esibizione assieme al gruppo metal Gojira alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Parigi. Lei stessa si descrive come un camaleonte.

Marina Viotti si rifiuta di confrontare la madrina del punk Patti Smith e la primadonna Maria Callas. "È una domanda delicata. Sono entrambe molto importanti, ciascuna nel proprio universo", spiega a Keystone-ATS, ricordando l'influenza determinante esercitata da queste due figure su stili musicali peraltro molto lontani tra loro.

Una voce come una tavolozza

Abituata a muoversi tra opera, operetta, jazz e metal - di recente ha cantato più volte con i Gojira, in particolare durante il concerto d'addio a Ozzy Osbourne e ai Black Sabbath -, la mezzosoprano rivendica una curiosità nata fin dall'infanzia. "Sono un camaleonte e mi piace partire alla scoperta, sperimentare continuamente nuovi colori vocali", spiega la cantante lirica franco-svizzera, nata a Losanna nel 1986. Per lei "la voce è uno strumento" che bisogna imparare a maneggiare, anche mettendo in dialogo generi diversi. "Cerco per esempio di portare colori jazz nella musica barocca", confida, paragonando il suo lavoro a quello di un pittore di fronte alla propria tavolozza.

In fondo, sottolinea, i confini tra gli stili contano poco. "Quando passo dall'operetta al lied o al jazz, sono sempre io a cantare. L'essenziale sono le emozioni."

La gioia di essere mezzosoprano

Sulla scena lirica, la tessitura di mezzosoprano è spesso associata a ruoli secondari o en travesti. Una situazione che Viotti vive con serenità. "Non vorrei essere la primadonna tutte le sere, perché comporta molta pressione", afferma. Questo status le offre, secondo lei, una libertà preziosa: "Posso essere donna, uomo, giovane, anziana, cattiva o gentile. Ci sono così tanti personaggi diversi per il mezzosoprano."

Attualmente impegnata all'Opernhaus di Zurigo, dove si esibisce tra l'altro in "Die Fledermaus" (Il pipistrello) di Johann Strauss e presto in una serata dedicata a Offenbach, la cantante dichiara il suo attaccamento all'operetta. "È un genere crossover: bisogna recitare, parlare, danzare. Ed è molto divertente. Mi piace far ridere la gente", confida, citando Offenbach e Strauss come compositori di "personaggi molto forti".

Zurigo, il palco e la famiglia

A Zurigo, Viotti condivide l'avventura artistica anche con suo fratello, il direttore d'orchestra Lorenzo Viotti, futuro direttore musicale generale dell'Opernhaus. "Lavorare insieme è meraviglioso", afferma, evocando un'atmosfera "familiare" e la possibilità di trascorrere più tempo insieme anche al di fuori del lavoro: "Ci sproniamo a vicenda a dare il meglio."

Il talento musicale sembra aver coinvolto tutta la famiglia. Marina Viotti ha un altro fratello minore, Alessandro, cornista all'Opera di Lione, e una sorella minore, anch'essa cornista all'Opera di Monaco. Senza dimenticare i genitori: il direttore d'orchestra romando di origine italiana Marcello Viotti, scomparso nel 2005, e la violinista francese Marie-Laurence Bret.

A gennaio, la mezzosoprano partirà per una breve tournée di concerti in Svizzera. Domenica si esibirà in un recital rossiniano alla Künstlerhaus Boswil, nel Canton Argovia, prima di tenere tre concerti dedicati a Offenbach dal 19 al 21 gennaio alla Tonhalle di Zurigo, alla Victoria Hall di Ginevra e alla Salle de musique di La Chaux-de-Fonds (NE).