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15.08.2021 - 16:00

I pardi che ignorano il cinema

La giuria presieduta da Eliza Hittman ha ignorato opere importanti e consegnato il premio per la miglior interpretazione maschile a due volenterosi idraulici

di Ugo Brusaporco
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Raramente la professionalità cinematografica è stata così offesa

La giuria del 74ª Locarno film festival è riuscita con non trascurabile leggerezza a cancellare anni in cui il festival di Locarno ha perseguito un’idea cinematografica legata alla professionalità artistica, alla sua più profonda intenzione espressiva.

La presidente Eliza Hittman e i membri Kevin Jerome Everson, Philippe Lacôte, Leonor Silveira e Isabella Ferrari hanno preferito allegramente la simpatia di due idraulici, professionisti nel loro lavoro, all’impegno di attori che hanno speso mesi della loro vita per prepararsi a recitare nei film in cui li abbiamo visti. Raramente la professionalità cinematografica è stata così offesa. Pensiamo al dolore di un attore come Franz Rogowski, che si è fatto un anno in una falconeria per imparare a dialogare con un'aquila nel suo film ‘Luzifer’, mentre i due vincitore del Pardo per la migliore interpretazione maschile Mohamed Mellali e Valero Escolar sturavano i lavandini nelle periferie di Barcellona per portarsi a casa lo stipendio e neppure pensavano l’anno dopo di concorrere per quel premio con il simpatico e volenteroso ‘Sis dies corrents’ (The Odd-job Men) di Neus Ballús. Il fatto è che evidentemente la giuria ha scelto gli attori come in quelle trasmissioni televisive dove carneadi senza arte si sfidano imitando qualche cantante.

Il Pardo d’oro, Gran Premio del Festival della Città di Locarno per il miglior film è andato a una coproduzione tra Indonesia, Singapore e Germania ‘Seperti Dendam, Rindu Harus Dibayar Tuntas’ (La vendetta è mia, tutti gli altri pagano in contanti), un action movie con la complicazione che l’eroe gran combattente è anche sessualmente impotente, firmato da Edwin. Un regista di sicuro talento, già selezionato in concorso a Berlino, che con questo premio arricchisce il suo personale palmarès. Il Premio speciale della giuria è andato a ‘Jiao ma tang hui’ (A New Old Play) di Qiu Jiongjiong, dando rilievo a un film che in tre lunghe ore racconta insieme alla storia della Cina del Ventesimo secolo quella meno conosciuta dell’opera tradizionale cinese. Il premio per la miglior Regia è andato ad Abel Ferrara per il suo ‘Zeros and Ones’, il film della pandemia con gli attori con la mascherina, con le vie e le piazze di Roma vuote non perché il traffico fosse fermato dai vigili per le riprese, ma perché la pandemia ha segnato la vita nel mondo. Il Pardo per la migliore interpretazione femminile all’esordiente Anastasiya Krasovskaya per l’intenso “Gerda” di Natalya Kudryashova, premia insieme alla sua freschezza il cinema russo capace di raccontare senza veli un mondo senza luci lontano da Mosca e Pietroburgo.
Ci sono state due Menzioni speciali: una allo svizzero ‘Soul of a Beast’ del zurighese di Lorenz Merz segnala un film capace di attirare il pubblico nelle sale e di accontentarlo, l’altra a ‘Espíritu Sagrado’ di Chema García Ibarra è il segnale che la giuria non ha potuto dimenticare un film socialmente impegnato, avendo come tema la pornopedofilia. Erano 17 i film in concorso, la giuria ne ha premiati 8, sono restati fuori dal palmarès opere importanti come ‘Luzifer’ di Peter Brunner e ‘Juju Stories’ del collettivo nigeriano formato dai registi C.J. “Fiery” Obasi, Abba T. Makama e Michael Omonua, ma questo collettivo potrà rifarsi a Venezia fra pochi giorni con il nuovo film di Obasi. Nonostante certe giurie il mondo del cinema corre di festival in festival, senza interruzioni.

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